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Gli ortaggi: bietola a coste e il carciofo

Bietola a coste

Questa pianta, della famiglia della barbabietola, è coltivata per le coste carnose delle sue foglie: legume magro che fa da contorno a molti piatti di carne. Il lembo delle foglie, invece, può essere cucinato come gli spinaci o utilizzato, impanato e fritto, a mo’ di cotoletta.

La bietola cresce su terreni diversi. Le sue esigenze sono le stesse della barbabietola. Teme i terreni aridi e trae vantaggio dalle irrigazioni estive. Per produrre coste carnose e tenere, deve crescere rapidamente e senza arresti di vegetazione.

Semina Le semine possono essere scaglionate dalla fine di aprile alla fine di giugno. Se si semina troppo presto, le bietole vanno in semenza d’estate, prematuramente.

Collocare nella terra 2-3 grani ognj cm 30-35 in solchi distanziati di cm 40 e profondi cm 3-4.

Quando le pianticelle della semina in terra hanno raggiunto cm 10, cominciare l’operazione di diradamento, in modo da conservare una sola pianta per dimora.

Coltivazione e raccolta

Zappettare e sarchiare regolarmente fra le piante, soprattutto quando sono giovani. Nella stagione secca, bagnare abbondantemente. Se la terra è asciutta, è utile una pacciamatura.

La raccolta va da agostosettembre fino ai primi geli. Quando sono abbastanza sviluppate, bisogna raccogliere le foglie una per volta, tagliando con precisione la loro base.

Le primissime foglie, che non diventeranno mai grosse, è meglio siano colte con la prima raccolta.

Fin dai primi geli, proteggere la verdura rimasta, cresciuta dalle ultime semine, con paglia attorno alla base, tenuta ferma da un po’ di terra, o con un tunnel di plastica. Cosi facendo, si potrà avere ancora un buon raccolto l’anno dopo, nel mese di aprile. In tal caso, nel mese di febbraio, occorre nutrire le piante con nitrati. A fine marzo, dopo il rinvigorimento, togliere completamente la protezione plastica.

Carciofo

Le parti commestibili di questa pianta sono costituite dalla base delle scaglie del fiore, dalla parte inferiore dello stesso e da parte del peduncolo (gambo). La pianta, che cresce di solito fino a un’altezza di cm 150, necessita di un’aiuola permanente che va rinnovata ogni 3 anni se si vuole una produzione sempre abbondante.

Le giovani piante vengono messe a dimora in novembre e danno i loro frutti nella tarda primavera (le piante di 2-3 anni qualche settimana prima). Le varietà che più si adattano alla coltivazione nell’orto domestico variano da regione a regione, dallo “spinoso di Liguria”, al “verde spinoso di Palermo”, al “violetto di Venezia”, al carciofo “di Empoli”, al “romanesco”, al “bianco tarantino”.

Il modo più economico per moltiplicare le piante di carciofo è quello effettuato mediante i polloni (carducci) dalle vecchie piante; inoltre, dà garanzia di riprodurre la stessa razza.

I polloni si possono acquistare presso i negozi di vivaisti oppure prelevare da una pianta adulta. Per compiere tale operazione basta asportare da una pianta, nel periodo primaverile, tutti i getti a esclusione di un paio: con quelli asportati si possono fare delle nuove piante.

Poi, occorre un luogo aperto, con terreno ben drenato e posto in pieno sole. Prima di mettere a dimora le piantine, vangare la terra incorporandovi letame ben stagionato o composto da giardino e aggiungere fertilizzante generico nella misura di g 90 per ogni m2.

Se si asportano i carducci da una pianta adulta, scegliere i più robusti che crescono dalla base e tagliarli quando sono alti circa cm 25-30, prelevandoli con un po’ di radice.

Con le cesoie o un coltello affilato, tagliare un quarto della parte superiore dei polloni e piantarli, ben stabili, nella loro aiuola definitiva, tenendo il terreno allo stesso livello del precedente. I polloni devono essere piantati a due a due, a cm 15 di distanza tra loro e a m 1 dal resto. Poi, bagnare molto, affinché le nuove piante possano attecchire.

Cure colturali e raccolta

Ogni mese di febbraio, prima che il terreno si asciughi, spargere letame ben stagionato o composto organico da giardino e mantenere l’aiuola ben pulita con frequenti zappature.

I carciofi producono un grosso bocciolo terminale e altri più piccoli sui getti laterali: lasciarne crescere solo 5-6 per ciascuna pianta e asportare tutti gli altri.

I carciofi devono essere raccolti quando hanno raggiunto una buona dimensione, ma soprattutto quando le foglie sono ancora verdi. Il periodo giusto varia a seconda che si tratti di varietà rifiorenti o meno nelle diverse regioni e a seconda dell’età. Quando i carciofi incominciano a diventare rossi e le scaglie ad aprirsi, non si possono più mangiare.

Per prima cosa, asportare le teste più grosse con le cesoie o un coltello ben affilato, tagliando a metà il gambo. Per le teste più piccole è meglio aspettare che abbiano raggiunto un diametro di cm 8-10.

Durante l’inverno, quando le foglie sono diventate gialle, tagliare il gambo principale a livello del terreno e lasciare i polloni, che devono essere prelevati la primavera successiva.

Smuovere delicatamente il terreno con una forca per favorire il drenaggio. Per proteggere la pianta dal gelo, avvolgere paglia attorno alla base e fermarla con un po’ di terra.

Difficoltà e inconvenienti nella coltivazione

Se i frutti sono piccoli, duri, legnosi e privi di consistenza vuol dire che il terreno si è eccessivamente impoverito. Questo inconveniente può essere superato se si seguono attentamente i consigli dati per la coltivazione.

Siccome l’eccessiva umidità può far marcire la corona della pianta, bisogna assicurarsi che il terreno sia sempre pulito e ben drenato.

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