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Gli ortaggi: cavolfiori e broccoli

I cavolfiori e i broccoli vengono coltivati per consumarne le saporite infiorescenze. I broccoli sono piante vigorose, mentre i cavolfiori hanno bisogno di molte più cure, essendo la specie più difficile da coltivare tra le brassiche, quantunque sopportino il gelo meglio dei broccoli.

Il broccolo (o meglio cavolbroccolo), Brassica oleracea botrytis var. cymosa, è la varietà progenitrice del cavolfiore. Secondo alcuni studiosi, il cavolfiore non sarebbe altro che una forma anomala del cavolbroccolo. In realtà, le differenziazioni anatomiche tra i due tipi non sono sempre evidenti, in quanto alcune varietà di broccolo si avvicinano al cavolfiore (cavolbroccolo a testa, Brassica oleracea botrytis cymosa caput), mentre altre se ne allontanano (cavolbroccolo asparago o ramoso, Brassica o. b. c. asparagus), anche perché possiedono una maggiore robustezza e rusticità e perché, se il colore della “palla” nel broccolo è generalmente tinto di verde, rossastro o viola, nel cavolfiore è bianco o con leggere sfumature avorio. Inoltre, i due tipi di cavolo differiscono per la forma della infiorescenza, che nel broccolo tende più al globoso che nel cavolfiore. Infatti, una delle migliori varietà italiane di cavolfiore, quello di Jesi, è a forma di pigna. Le foglie del broccolo sono maggiormente costolute e in numero superiore, assurgenti, poco frastagliate e ondulate. Il broccolo impiega più tempo a raggiungere la maturazione commerciale. Il cavolfiore è un ortaggio che viene esportato in grandi quantità e pertanto le varietà italiane di questo cavolo sono diffuse ovunque nel nostro Paese e all’estero; il broccolo, invece, viene per lo più consumato nel luogo di produzione e, pertanto, ogni zona ha specifiche varietà locali.

La differenza tra i due cavoli è anche molto forte nei confronti del clima. Entrambi preferiscono zone non nebbiose e poco o nulla soggette alle gelate, ma il broccolo è molto meno resistente al freddo del cavolfiore e preferisce le zone a inverno mite. La coltivazione delle varietà invernali non si allontana molto dal mare o si effettua in piccole aree dotate di particolari microclimi protetti. Inoltre, nelle zone molto fredde, si possono proteggere le piante una per una con paglia.

Le varietà più comuni di broccoli sono di due tipi: quelle che hanno una testa compatta, simile in qualche modo ai cavolfiori invernali, e quelle che invece producono piccole teste terminali, singole su numerosi rami.

Di quest’ultima specie esistono diverse principali varietà: porpora o bianche, rustiche e vigorose; altre meno vigorose a teste verdi; altre, perenni, che producono piccole teste ogni anno per 3-4 armi.

Sia i cavolfiori sia i broccoli possono fornire prodotti per quasi tutto l’anno. Di solito, i primi vengono seminati in primavera e raccolti da ottobre a gennaio, mentre i broccoli, sia a infiorescenza stretta sia a testa plurima, sono seminati dalla metà di aprile fino alla fine di maggio e raccolti da settembre fino al giugno dell’anno successivo.

I cavolfiori hanno bisogno di una stagione di crescita relativamente lunga e per questo motivo non si deve ritardare il momento della loro semina. Se, per esempio, le piantine cresciute sotto vetro non sono sottoposte a un giusto periodo di rinvigorimento prima di essere trapiantate all’aperto oppure non sono state bagnate correttamente, esse produrranno solo piccoli fiori, quasi inutilizzabili.

Sia i cavolfiori sia i broccoli vengono seminati nel semenzaio e più tardi devono essere trapiantati nella loro definitiva posizione all’aperto, dove rimangono fino al momento della raccolta. Il luogo di coltivazione non deve essere troppo esposto ai venti, ma aperto e solatio.

Tali ortaggi crescono molto bene in terreni ben compatti, ma vangati profondamente in precedenza e anche lasciati smossi dopo i precedenti raccolti. Il terreno deve anche essere stato ben concimato per le precedenti colture.

Un paio di settimane prima del trapianto, incorporare nella terra una miscela composta da g 90 di superfosfato e da g 30 di solfato di potassio per ogni mz di superficie.

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