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Gli ortaggi: cetriolo e la sua coltivazione in serra

Esistono diversi tipi di cetrioli: quelli da serra, che possono essere coltivati sotto vetro (in serra, appunto, oppure in cassoni); quelli più rustici, che si possono coltivare all’aperto nel periodo estivo, in una posizione riparata e solatia nelle zone settentrionali; e, infine, quelli da usare per mettere sotto aceto.

I cetrioli che crescono senza bisogno di calore artificiale si possono consumare da luglio a ottobre, mentre quelli da coltivarsi in ambiente riscaldato si possono consumare a maggio.

I cetrioli, essendo piante rampicanti, in serra hanno bisogno di supporti di filo di ferro, mentre nei cassoni oppure all’aperto si possono anche lasciare strisciare sul terreno.

Tutte le specie di cetrioli hanno bisogno di un terreno ricco. Se si coltivano in serra, occorre preparare un buon terriccio con tre parti di terra grassa e una di letame ben stagionato. Se invece si coltivano in cassone oppure all’aperto, occorre fare uno scasso profondo e aggiungere letame ben stagionato o composto da giardino.

La coltivazione in serra

Per far germogliare i semi, occorre una temperatura elevata. Una volta sistemati in cassette o in vasi, vanno quindi collocati in un germinatoio con il termostato fissato su 24°.

Se non si dispone di un germinatoio, mettere i contenitori con i semi sopra una fonte di calore nella serra.

La prima semina deve essere effettuata in febbraio e la seconda in aprile. Si può scegliere: si può seminare singolarmente in vasi di cm 8 di diametro, riempiti di un composto adatto, premendo i semi nel terriccio, in modo da coprirli con uno strato di circa cm 1,50, oppure si può seminare in cassette riempite di composto distanziando i semi di cm 3.

Coperti i contenitori con una lastra di vetro e collocatovi sopra un foglio di giornale, sistemarli in un germinatoio o sopra una fonte di calore.

Una volta che i semi sono germinati, la temperatura notturna non deve essere fatta scendere sotto i 16° per circa un mese (anzi, per gli ibridi del tipo FI – prima generazione – non deve essere inferiore ai 21°). Per tali ragioni, la coltivazione di queste qualità non sempre è possibile.

Prima di trapiantare le piantine, fissare, lungo i muri e sotto il tetto dove le piante possano arrivare con i getti laterali, dei fili orizzontali a circa cm 30 di distanza dal vetro.

Quando le piantine hanno emesso due foglie complete, trasferirle in un nuovo bancale a terra della serra oppure in vasi di cm 25 di diametro riempiti con apposito composto. Fissare fili verticali, corde o canne tra le piante, affinché possano crescere con tutta comodità.

Quando le piante hanno raggiunto un’altezza di m 2,50 (o tale da coprire tutto lo spazio disponibile), cimare i getti principali, in modo da incoraggiare la crescita dei getti laterali, da legare, poi, ai fili di ferro tesi in senso orizzontale.

Se non si forma alcun frutto sui getti laterali, quando la pianta raggiunge un’altezza di circa cm 60, cimarla. Se invece i laterali producono frutti, asportare le loro cime fino alla prima o alla seconda foglia al di sopra del primo cetriolo.

I cetrioli producono fiori sia maschili sia femminili, a eccezione dei tipi di ibrido FI che portano solo fiori femminili. Asportare i fiori maschili non appena si sviluppano, in modo che quelli femminili non ne siano fecondati. Se questo dovesse avvenire, i cetrioli derivati conterrebbero semi non piacevoli al palato.

Se il sole è troppo forte, ombreggiare le piante e bagnare copiosamente. Inumidire la serra almeno due volte al giorno, in modo che l’atmosfera rimanga sempre umida. Se sulla superfìcie dell’aiuola dovessero apparire radici bianche, coprirle con terriccio fresco.

Non c’è bisogno di sostenere i frutti via via che si ingrossano. Se la pianta è cresciuta in buone condizioni, il primo cetriolo può essere colto 12-14 settimane dopo la semina.

La raccolta deve avvenire quando i cetrioli hanno una grossezza ragionevole, ma prima che incomincino a colorarsi di giallo: se al contrario vengono raccolti troppo presto, hanno un sapore amaro.

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