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Gli ortaggi: fagiolo, fagiolino e fagiolo nano

Fagiolo e fagiolino

Il nome phàselos, da cui deriva fagiolo, si ritrova già in autori greci e della letteratura georgica latina; tuttavia, in tutto il bacino del Mediterraneo gli scavi non hanno mai portato alla luce residui dei nostri attuali fagioli, mentre vi sono quelli di altre leguminose, dolico e vigna, che evidentemente venivano allora chiamati con il nome phàselos.

I fagioli attuali sono degli ortaggi originari delle Americhe, che sono stati introdotti in Europa soltanto nel secolo XVI; la loro coltivazione si è quindi rapidamente diffusa con particolare favore nelle zone a estate calda o generalmente mite.

Una classificazione pratica suddivide questi ortaggi in due grossi gruppi: fagioli nani e fagioli rampicanti; le ulteriori suddivisioni sono state fatte soprattutto in funzione della differente utilizzazione gastronomica (baccelli, grani, ecc.).

Fagiolo nano

Il fagiolo nano è una pianta da prendere in considerazione perché non necessita di tutori. Tuttavia, a parità di superficie coltivata, è molto meno produttivo del fagiolo rampicante.

Il fagiolo nano può essere seminato un po’ prima del rampicante perché è più vigoroso, ma può essere seminato anche tardi, essendo rapidamente produttivo (60 giorni dopo la semina in coltura normale, un po’ di più quando viene forzato in condizioni meno favorevoli).

Come per i rampicanti, esistono numerose varietà di fagioli nani, che si distinguono per la forma del baccello, la sua consistenza (con filo o senza filo, secondo l’epoca del raccolto), il suo colore (giallo, viola, verde o variopinto) e le qualità commestibili; infatti possono essere consumati in baccelli o in grani freschi, semisecchi e secchi.

Il fagiolo nano si trova meglio in un terreno vangato e concimato, in autunno o in inverno, con letame di fattoria o composto da giardino.

La semina sotto vetro per una coltura precoce

Approfittare di una bella giornata di fine marzo o dell’inizio di aprile per seminare i primi fagioli sotto un tunnel di plastica o in cassone non caldo, già collocato nel luogo più esposto del giardino almeno quindici giorni prima, per permettere alla terra sottostante di scaldarsi bene.

Al mattino, aprire la protezione e tracciare due solchi profondi cm 5 e distanziati cm 40-60, secondo lo spazio disponibile; poi, richiudere, affinché il fondo dei solchi possa scaldarsi. Prima del tramonto, collocare un seme ogni cm 4-6 e coprire con la terra del solco accumulata dalla parte esposta a sud o a est, lasciando stare la terra dell’altro lato. Non bagnare e chiudere subito la protezione.

Non bisogna bagnare troppo i semi per attivare la prima germinazione, perché potrebbero marcire.

La levata può essere più o meno lunga e solo quando è terminata si può cominciare a innaffiare. Per tutto il mese di aprile è meglio, durante la notte, aggiungere una protezione supplementare (sul cassone stuoie, coperte o sacchi; sopra il tunnel un altro foglio di plastica). Dal 15-20 aprile si può dare inizio, di giorno, all’aerazione, più o meno intensa a seconda del tempo. In maggio, aerare sempre di più e, da metà mese, anche di notte, se non fa troppo freddo. All’inizio di giugno, togliere tutte le protezioni, perché le piante si sono ormai irrobustite. La raccolta può cominciare dopo la metà del mese.

Se si semina il 15-20 aprile con gli stessi accorgimenti, si può cominciare la raccolta all’inizio di luglio.

La semina all’aria aperta

Non seminare senza protezione prima deH’inizio di maggio. Tracciati solchi profondi cm 5 e distanti tra loro cm 50, collocare un seme ogni cm 4-6, oppure 4-5 ogni cm 20, se la terra è un po’ pesante perché si aiutino reciprocamente a uscire dalla terra (cosi si facilita anche la raccolta).

La prima semina all’aria aperta comincia a produrre verso la metà di luglio. Per avere raccolte scaglionate, procedere a semine successive.

Per raccogliere baccelli verdi, bisogna calcolare 60 giorni. L’ultima semina, attorno al 15 agosto, va protetta sin dalla fine di settembre con un tunnel di plastica: si potrà ancora raccogliere in ottobre.

Per una raccolta di grani verdi, seminare non più tardi della fine di giugno; per le varietà da grani secchi, seminare prima del 15-20 giugno.

Cure colturali e raccolta

Procedere a regolari sarchiature. Quando le piante raggiungono l’altezza di cm 20, rincalzare la terra fino alla base delle prime foglie, per conservare ritte le piante.

Il canaletto creato dalla rincalzatura è utile alle irrigazioni, che devono essere regolari e copiose. Non bagnare le foglie. Sotto cassone o tunnel bagnare soltanto al mattino con acqua a 18-20°.

Raccogliere i fagiolini quando sono giovani e teneri (altrimenti fanno il filo), tenendo il fusto con una mano.

Per avere semi secchi, tagliare al suolo o strappare le piante e sospenderle in un luogo secco e aerato: possono durare inverno e primavera. Una volta secchi, si possono sgranare e porre in imballaggi aerati.

Difficoltà e inconvenienti

Antracnosi Si presenta fino dalla levata sotto forma di macchie brunastre incavate sui cotiledoni, sopra le nervature della faccia inferiore delle foglie, sui fusti, sui baccelli, sui grani. È necessario l’uso di sementi sane e trattate con captano. Se le piante sono bagnate, non penetrare mai nel solco né per trattare né per raccogliere. Polverizzare con prodotti a base di ditiocarbammati o ftalimidici alla levata, all’apparizione delle terze e delle quarte foglie e all’apparizione delle gemme a fiore. Esistono varietà resistenti a questa malattia. Putrefazione del piede Ne è responsabile un fungo. Rispettare le rotazioni.

Altri danni Afidi neri e lumache.

VARIETÀ DI FAGIOLI NANI

DA SGRANARE “Borlotto di Vigevano nano” “Lingua di fuoco”

“Opal”

“Mistral”

“Aquila rossa”

“Arancione”

“Borlottino di Praga” “Cannellino”

“Ciliegino di Trieste”

“Rene giallo”

“Roviotto quarantino”

“Verdone comune”

“Toscano grano bianco”

A BACCELLI GIALLI “Rocbrun”

“Brittle Wax”

“Burro d’Algeri”

“Dorè tondo”

“Sans rivai”

“Metis burro”

“Black Wax”

“Kerokee”

“Burro di Rocquencourt” “Findor”

A BACCELLI VERDI “Aguglia”

“Astar”

“Blue Lake 274”

“Calvy”

“Cascade”

“Contender”

“Della vigna”

“Dall’occhio veneto”

“Enfant de Montcalm”

“Fin de Bagnols”

“Harvester”

“Ideal”

“Marconi nano”

“Silvert”

“Saxa”

“Tender Crop”

“Top Crop”

“Vittoria”

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