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Gli ortaggi: fagiolo rampicante, coltura e semine

Il fagiolo rampicante è molto produttivo e ha una crescita vigorosa, ma chiede cure particolari. Ne esistono numerose varietà, che differiscono tra loro per l’utilizzazione gastronomica (baccelli o semi), il colore e la forma dei baccèlli (verdi o gialli, piatti o rotondi), ecc.

Il fagiolo di Spagna è coltivato per i grossi semi bianchi o colorati, ma anche i giovani baccelli sono deliziosi; ne esistono molte varietà, di altezza variabile da m 1 a 3, e alcune sono coltivate anche per i bei fiori colorati e ornamentali.

Comunque, tutte le varietà vogliono terra molto concimata durante l’autunno e l’inverno, e luoghi bene esposti.

La raccolta si estende in un periodo che va da luglio alla metà di ottobre.

La coltura precoce

Le varietà precoci vanno seminate alla fine di marzo o all’inizio di aprile, usando mezzi di riscaldamento per attivare la germinazione, e la raccolta si può fare alla fine di giugno o all’inizio di luglio. Collocare i semi a uno a uno, a una profondità di cm 3, in vasi di torba compressa riempiti di terriccio sabbioso, che poi, per provocare la germinazione, vanno disposti in un locale riscaldato a 16-18°.

Non appena inizia la germinazione, trasferire le piantine in serra in un cassone bene esposto oppure dietro a una finestra in un locale non riscaldato, ma neanche soggetto a gelo.

Irrobustire progressivamente le piante aprendo il cassone nelle belle giornate di sole (ma chiuderlo la sera e coprirlo se c’è gelo).

Se le piantine sono vigorose, nella Pianura Padana si può rischiare una sistemazione a dimora senza protezione verso metà maggio, a meno che il tempo sia inclemente.

Prima della messa a dimora, bisogna sistemare i paletti di sostegno. Poi, con un trapiantatoio, fare un buco per ogni vaso, vicino ai pah di sostegno o ai fili, dalla parte interna della spalliera. Normalmente, distanziare le piantine cm 30-35 o, se c’è poco spazio, cm 16-18, che è la distanza minima necessaria.

Dalla parte esterna della spalliera, fino a un’altezza di cm 60-100, fissare un foglio di plastica molto pulito e chiaro per proteggere le pianticelle dalle correnti d’aria fredda presenti a livello del suolo.

La semina in piena terra

La prima semina in piena terra può essere realizzata in aprile per raccogliere ai primi di luglio. Almeno due settimane prima della semina, mettere delle campanature o un tunnel di plastica, per scaldare preventivamente il terreno.

Fare due solchi profondi cm 5 e distanziati l’uno dall’altro almeno cm 35. Mettere i semi due alla volta, uno per solco, ogni cm 25-30. Collocarne qualcuno di più alla fine del solco, per avere piantine di riserva per colmare le eventuali perdite.

Dopo la semina, coprire subito e lasciare la protezione sul posto finché c’è rischio di gelo, cioè, generalmente, fino ai primi di maggio nella Pianura Padana. Dopo quella data, una volta rafforzate le piantine, ritirare completamente la protezione e fissare i paletti di sostegno e tutti gli altri supporti come già detto sopra, affinché le piante possano arrampicarsi.

La semina in successione

La prima semina senza protezione va effettuata nella prima metà di maggio. Usare una varietà precoce a crescita rapida. Poi, seminare le altre varietà, una dopo l’altra, fino alla fine di luglio (non più tardi, perché non hanno tempo di produrre).

Solchi e semi vanno sistemati come si è detto per la semina in piena terra. Tra una doppia fila e la successiva lasciare m 1,50 di distanza.

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