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Gli ortaggi: fava

La fava è un legume vigoroso che fornisce un’altissima resa in rapporto alle scarse cure di cui abbisogna. Si può seminare sotto vetro o all’aperto e il raccolto è disponibile, a seconda delle regioni, da aprile ad agosto. Di solito, si consumano solo i semi e non i baccelli, tranne per alcune varietà precoci.

Richiede un terreno di semina ben vangato e, se possibile, anche ben concimato durante l’inverno.

La semina all’aperto

La prima semina all’aperto può essere fatta da novembre all’inizio di marzo (dal Sud al Nord) e dopo si può ancora seminare alla fine di marzo e all’inizio di aprile.

La semina può avvenire in filari singoli o doppi, a seconda dell’area a disposizione. Il doppio filare fornisce raccolti più abbondanti senza che la pianta si indebolisca. Comunque, lasciare almeno cm 60 di distanza dalle altre colture.

Per i filari singoli, fare dei solchi profondi cm 5 e distanti tra loro cm 50, mentre per quelli doppi i solchi devono distare cm 20 e le coppie di filari almeno cm 60.

Prima della semina, polverizzare i semi con prodotti che blocchino gli attacchi dei parassiti e scartare tutti quelli che presentano piccoli fori.

Collocare i semi distanziati di cm 20 e sfasati nei filari doppi; seminarne qualcuno anche alle estremità dei filari, come riserva. Poi, coprire i solchi passando con un rastrello. Eventualmente, sistemare, fino ad avvenuta germinazione, campanature o altre protezioni al fine di impedire agli uccelli di mangiare i semi, e anche trappole contro i topi campagnoli, se nella zona essi fossero frequenti.

VARIETÀ DI FAGIOLI RAMPICANTI

MANGIATUTTO A BACCELLI GIALLI “Anellino di burro”

“S. Fiacre giallo”

“Meraviglia di Venezia a seme bianco”

“Meraviglia di Venezia a seme nero”

“Meraviglia di Venezia a seme grigio”

“Torrente d’oro”

“Corona d’oro”

MANGIATUTTO A BACCELLI VERDI “Anellino verde”

“Bobis a seme bianco S. Anna” “Squadrone di Venezia”

“Blue Lake”

“Marconi”

“ S upermarconi “Re dei bleu”

“Smeraldo”

“S. Fiacre verde”

“Presidente Roosevelt”

DA SGRANARE “Borlotto di Rimini” “Borlotto di Vigevano” “Borlotto lingua di fuoco” “Borlotto di Lamon” “Scozzese”

“Coco bianco”

“Val Sesia”

“Mascherone”

“Di Spagna a seme bianco” “Di Spagna a seme bicolore”

La coltura precoce

Nelle zone più fredde si può fare una prima semina sotto vetro in serra fredda o cassone all’inizio di gennaio, mentre in quelle più calde si può effettuare all’inizio di febbraio: la raccolta avverrà ai primi di giugno.

Riempire un germinatoio con un composto per semi, mettere un seme ogni cm 5 e coprire con uno strato di cm 3 di composto. Non pressare eccessivamente. Coprire il contenitore con una lastra di vetro e un foglio di giornale. Quando i semi germogliano, togliere vetro e carta.

Le fave possono essere seminate anche in vasi di torba di cm 8, mettendo un seme per ogni vaso a una profondità di cm 2. In tal caso, per facilitare la germinazione, trasferire i vasi in un luogo moderatamente caldo. Bagnare saltuariamente il composto in modo che rimanga piuttosto umido.

Alla fine di febbraio si può cominciare il rinvigorimento delle giovani piante. Trasferire quelle di serra in un cassone e poi all’aperto, all’inizio di marzo. Immergere in acqua i vasi di torba per qualche minuto, poi interrarli fino al bordo in buche distanti cm 25 l’una dall’altra.

Nelle zone più calde, riparate e con terreno ben drenato, è preferibile effettuare la semina in ottobre o ai primi di novembre, per avere un raccolto nel maggio successivo. Scegliere varietà con baccelli molto lunghi, che sono vigorose e rustiche, cioè resistenti al freddo invernale.

Seminare e coltivare nel modo normale, coprendo i filari con campanature per proteggere i semi sia dagli uccelli sia dal gelo.

Difficoltà e inconvenienti nella coltivazione

Gli afidi non sono facilmente individuabili all’inizio, perché si annidano sulle pagine inferiori delle foglie. Irrorare con insetticidi specifici. Se però i baccelli sono prossimi al raccolto, usare antiparassitari innocui per l’uomo o, meglio, niente.

I germogli delle fave sono facile preda delle lumache.

Cure colturali e raccolta

È importante zappare regolarmente il terreno tra i filari per asportare tutte le erbe infestanti.

Quando la pianta è in piena crescita, cimarla, in modo che lo sviluppo non si arresti e, nel contempo, si tengano distanti gli afidi, che spesso infestano proprio le parti apicali. Inoltre, tutto il nutrimento confluirà verso i baccelli, facendoli sviluppare meglio.

Le piante di fave di solito non hanno bisogno di sostegni. Tuttavia, quando sono coltivate in località particolarmente ventose e se raggiungono un’altezza di cm 100-120, è conveniente dotarle di tutori. Tali pali di sostegno, alti almeno cm 90, devono essere collocati a intervalli regolari lungo ciascun lato dei filari e vanno collegati tra loro con uno spago posto all’altezza più indicata per sostenere le piante.

Eventualmente, per le piante più alte, disporre due legature parallele al livello del terreno.

Le fave si raccolgono a partire dal mese di maggio, prima che i semi all’interno dei baccelli si siano induriti. La raccolta delle fave seminate all’aperto può invece essere effettuata più tardi, a seconda delle diverse zone.

L’asportazione dei baccelli deve essere fatta gradualmente, prelevandone pochi alla volta da ciascuna pianta e iniziando dalle parti più basse, in modo da favorire lo sviluppo dei baccelli rimanenti, non ancora del tutto maturati.

A raccolta completata, tagliare le foglie e collocarle nel luogo di raccolta dei composti organici. Lasciare le radici nella terra, perché producono concime azotato, e rivoltarle con una buona vangatura.

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