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Gli ortaggi: finocchio e l’indivia

Finocchio

Questa pianta, ortaggio molto rinfrescante e consumabile cotto o crudo, è coltivata per il grumolo carnoso, costituito dall’ispessimento della base dei piccioli delle foglie.

Ha bisogno di terra profonda e ricca di concimi organici, perché la crescita deve essere rapida e costante.

Questa pianta, essendo facile ad andare a seme, non va seminata prima della data raccomandata dal venditore: in pratica, la semina può essere effettuata in un arco di tempo che va dai primi di maggio alla fine di luglio, secondo le varietà.

Preparare dei solchi poco profondi, distanziati fra loro cm 45-50, in cui collocare i semi. La raccolta si può fare presto se i semi sono stati collocati in terreno umido e non in profondità, il che è difficile da realizzare, soprattutto in estate. La miglior cosa è bagnare il fondo dei solchi prima della semina. Sfoltire le piantine finché sono distanziate cm 15-20.

Sono necessarie sarchiature regolari e il mantenimento di una costante umidità. Approfittare dell’ultima sarchiatura per rincalzare i grumoli prossimi alla maturità.

Il finocchio è molto sensibile ai primi geli ed è anche pianta piuttosto difficile da conservare: proteggere con una coltre di paglia o di foglie; passato il periodo del freddo, si potrà fare ancora la raccolta.

Questa pianta è poco attaccata dai parassiti. Tuttavia, sono temibili le psilla, che si attaccano alle foglie dopo la levata. Fare un trattamento a base di insetticidi.

La riuscita della coltura dipende soprattutto dalla scelta della varietà.

VARIETÀ DI FAVE

“Aguadulce Claudia” “Aguadulce migliorata” “Reina bianca” “Primabel” “Muchamiel”

“Reina mora”

“Paceco”

“Baggiana”

VARIETÀ DI FINOCCHI

“Romanesco”

“Di Romagna” “Mantovano” “Dolce di Firenze” “Di Sarno”

“Di Sicilia” “Wadenromen”

Indivia

Le specie più coltivate di indivia sono due: la riccia, usata per insalata da settembre a novembre, e la più rustica scarola, con foglie più grandi e ondulate, che si consuma da novembre in poi e per tutto l’inverno.

Siccome le foglie di entrambe queste specie di indivia sono troppo amare per essere consumate fresche, occorre imbianchirle, cioè precludere loro, a un certo punto, la luce solare.

L’indivia vegeta molto bene su un terreno che sia stato concimato durante l’autunno e l’inverno. Eseguire una vangatura molto accurata e lasciare grezzo il terreno fino al momento della semina. Quindi, rompere le zolle e rastrellare finché in superficie la terra non si presenta sottile. Seminare direttamente nel terreno.

Seminare la varietà riccia a ciuffi e in successione, da maggio a luglio. Formare alcuni solchi profondi cm

1,50, distanti tra loro cm 30 e qui seminare molto rado.

Sfoltire le piccole piante in due riprese, in modo che le restanti risultino distanti prima cm 15 e poi cm 30. Le piante asportate possono anche essere trapiantate, ma è meglio coltivarle per la produzione dei semi.

Seminare la varietà “Cuore d’oro” più rustica in agosto e ai primi di settembre. Formati alcuni solchetti profondi cm 1,50 e distanziati tra loro di cm 40, spargervi i semi in modo rado e ricoprirli passando un rastrello. Sfoltire le piantine in due riprese, per distanziare le piante prima di circa cm 20 e poi di cm 40.

Sarchiare periodicamente, eliminando le erbe infestanti sino a completa maturazione delle piante, cioè circa fino a 3-4 mesi dopo la semina, periodo in cui dovrebbero essere pronte per l’imbiancamento.

L’imbiancamento

Siccome la vegetazione cessa quando si inizia l’operazione di imbiancamento delle foglie, per evitare che le piante si deteriorino far imbianchire solo una o due piante alla volta. Le piante devono essere asciutte, poiché diversamente marcirebbero.

Il metodo più semplice consiste nel ricoprire le singole piante con un vecchio piatto o una tegola o un vaso capovolti. Oppure si possono stendere sulle piante dei fogli di plastica nera, che non faccia filtrare luce.

Dopo 2-3 settimane le piante, ormai imbianchite, sono pronte per essere consumate.

L’indivia riccia teme i geli prolungati e pertanto è opportuno trapiantarla in serra; usare fogli di plastica nera per l’imbiancamento.

Difficoltà e inconvenienti

Parassiti e malattie Uccelli, lumache e chiocciole possono mangiare le foglie. Di solito, le indivie non sono attaccate da malattie o parassiti. Fioritura anticipata Succede alle semine o alle piantine trapiantate all’inizio dell’estate, se fa molto caldo. Si può ovviare innaffiando spesso.

VARIETÀ DI INDIVIA

A FOGLIE RICCE “Riccia d’inverno”

“Di RufFec”

“Pancalieri”

“Riccia cuore d’oro” “Romanesca da taglio” “S. Laurent”

“D’estate a cuore giallo” “Riccia padovana”

“La ducale”

“Di Lusia estiva”

“Gioire de l’exposition”

SCAROLA

“Verde a cuore pieno” “Bionda a cuore pieno” “Bubikopf ‘

“Super fiorentina” “Riccia schiana”

“Bianca di Napoli” “Lattea”

“Saturnia”

“Gialla a cuore pieno” “Cornetto di Bordeaux” “Full Heart”

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