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Gli ortaggi: melone e cocomero, la piantagione

Per ottenere frutti all’inizio dell’estate, il melone può essere coltivato in serra, mentre le varietà rustiche possono anche essere coltivate in cassoni freddi, sotto campanature o sotto tunnel di plastica. Al melone va comunque sempre riservato lo spazio più esposto al sole, soprattutto nella prima crescita, perché la pianta richiede molto sole e molta luce.

La raccolta in coltura all’aria aperta si può dire che sia possibile ovunque nel nostro Paese.

Bisogna però tener presente che le semine all’aperto si possono effettuare soltanto quando non vi è più pericolo di gelate (inizio di maggio nella Pianura Padana, prima lungo i litorali e nel Sud).

In genere, siccome passano almeno 3-4 mesi dalla semina alla raccolta, in coltura normale non protetta, seminando ai primi di maggio, si*inizia a raccogliere alla fine di luglio o ai primi di agosto. Se la coltivazione è semiforzata in un tunnel di polietilene, la maturazione inizia nella secondaterza decade di giugno, cioè con un anticipo di 20-30 giorni rispetto alla coltura normale. Con la coltura in serra di varietà precoci, si può invece cominciare a raccogliere ai primi di maggio o, nel Meridione, all’inizio di aprile. Queste colture devono essere avviate col trapianto, in gennaio, di piantine fatte germogliare in precedenza dentro vasetti.

I semi hanno bisogno, per germogliare, di una temperatura non inferiore ai 18° e non inferiore ai 16° durante tutta la crescita. Se queste temperature vengono assicurate alla pianta, le semine possono essere scaglionate da gennaio a maggio. Senza calore artificiale, non si deve seminare prima di maggio.

Il seme del melone deve germogliare rapidamente, 4 o 5 giorni dopo la semina: se ne può stimolare la germinazione mettendo i semi in un germinatoio riscaldato a 25-30°.

Seminare nel terriccio a cm 2 di profondità, in vasi di cm 8 di diametro, un seme per ogni vaso.

I vasi possono essere collocati al caldo di una serra, di un davanzale ecc., oppure in cassone riscaldato.

Un altro metodo per assicurare il caldo sufficiente consiste nel sotterrare i vasi nella torba umida contenuta in casse coperte da vetri, da collocare sopra un radiatore.

Non appena spuntano le piantine, esporre i vasi alla luce, per esempio, sopra una mensola posta sotto il tetto della serra.

La piantagione

Le piantine possono essere messe a dimora solo quando hanno 4-5 foglie vere. La semina a dimora si effettua con il metodo della postarella, in buchette profonde e larghe fino a cm 40-50, scavate lungo la linea mediana di prose (o strisce tra due solchi) della larghezza di cm 120-180. Sulla fila le postarelle devono essere ‘distanziate di cm 80-120. Sul fondo della buca vanno posti una forcata di letame maturo e un pugno di fertilizzante chimico complesso; quindi, ricoprire la buca con terreno di scavo, formando un piccolo cumulo, in cui vengono collocati 4-6 semi.

Il trapianto, per colture precoci, va effettuato nelle parti alte di una prosa, come per la semina, oppure, se in serra, su piccoli cumuli nella terra della serra stessa.

Preparare il terreno con letame ben decomposto (massimo un paio di secchi ogni m2) da coprire poi con cm 20-25 di buona terra da giardino, distribuita su tutta la superfìcie o ammucchiata in corrispondenza delle postarelle. Non comprimere troppo la terra: è molto importante che il drenaggio sia buono.

Sradicare le piantine conservando il pane di terra attorno alle radici. Se lo spazio è limitato, piantare a intervalli di cm^40 lungo la stessa linea e tenere le prose a una distanza di cm 80. Con le misure date in precedenza si ottengono frutti più grossi, ma occorrono più terra e più lavoro.

Piantare i meloni sulla cresta della prosa o sul monticello. Non occorre spingere il pane troppo in fondo: basta coprirlo. Non comprimere la terra attorno alle radici: la sopraelevazione della pianta non origina formazioni di acqua stagnante alla base e conseguentemente si riducono i rischi della putrefazione.

Si può anche scavare una piccola buca con raggio di cm 10 alla base dello stelo e riempirla poi di sabbia pulita: in questo modo il melone può essere coltivato senza il monticello.

Se il melone è coltivato in serra, occorre sostenerlo per farlo crescere utilizzando tutto lo spazio coperto. Collocare i tutori ai due lati delle piantine. Attaccare i getti a un filo di ferro teso orizzontalmente appena sopra il livello della prosa o dei cumuli di terra.

Cimare le piante non appena raggiungono l’altezza di cm 15-20, quando cioè stanno per emettere germogli laterali: conservare quelli più robusti, eliminando tutti gli altri. Sistemare i germogli sui tutori e, se è necessario, tenerli fermi con legacci adeguati.

Non è necessario cimare le piante coltivate lungo una sola linea. Aiutare il ramo ad arrampicarsi sul tutore eliminando i germogli laterali.

Mantenere il terreno sempre umido con irrigazioni giornaliere. Le piante, infatti, hanno bisogno di molta acqua, soprattutto per fare ingrossare i frutti. Però, irrigazioni eccessive e irregolari possono provocare la fenditura del frutto o far marcire il colletto. Evitare di bagnare il fusto soprattutto al livello del suolo.

Mantenere un’atmosfera umida, umettando le foglie e inondando il terreno lontano dalle piante. Durante la fioritura, invece, un’atmosfera leggermente più secca favorisce l’impollinazione.

Ogni volta che la temperatura della serra raggiunge i 27°, dare aria durante il giorno, avendo però cura di chiudere sul far della sera.

Nelle giornate calde e soleggiate può essere necessario ombreggiare, ma, in genere, il melone ha bisogno di tutta la luce disponibile.

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