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Gli ortaggi: rabarbaro

I piccioli delle foglie di rabarbaro possono essere consumati cotti e crudi, agli inizi della primavera, prima dell’arrivo di qualsiasi altro frutto dell’orto.

La coltura forzata lo può far produrre da gennaio a marzo e la coltura normale da marzo a luglio. Al consumo di una famiglia possono bastare 3-4 piante.

Il rabarbaro può essere coltivato per parecchi anni di seguito nello stesso piccolo appezzamento. Occorre una forte concimazione prima della piantagione. Se il terreno è abbastanza profondo, effettuare una doppia vangatura, distribuendo molto letame e terriccio in profondità. Due settimane prima della piantagione, arricchire la terra con concime complesso (g 100 per ogni m2).

Il rabarbaro è poco insidiato dalle malattie e dai parassiti. Accidentalmente può verificarsi la putrefazione del colletto. Le gemme apicali marciscono e la putrefazione può estendersi fino alle radici, che formano cavità nerastre. Quelle foglie che riusciranno comunque a svilupparsi diventeranno gialle e seccheranno presto. In tal caso, non c’è rimedio e non rimane altro da fare che strappare e bruciare queste piante e per molti anni non coltivare più in quel luogo.

La produzione di piantine da seme

Il rabarbaro può essere coltivato da seme, ma le piante restano piccole e il raccolto è impossibile da ottenere nei primi due anni.

In questi casi, seminare in solchi profondi cm 1,50, con distanze di cm

30-35, sotto vetro verso l’inizio di marzo oppure all’aria aperta nel mese di aprile.

Appena si formano le prime foglie complete, diradare lasciando una pianta ogni cm 15.

L’anno seguente, durante il mese di marzo, si può trapiantare definitivamente a dimora.

La produzione diradando le vecchie piante

Marzo è il mese ideale per mettere a dimora piantine laterali sviluppatesi da vecchi cespi. Possono essere acquistate da un vivaista oppure prese dalle piante madri già a dimora.

Scavare intorno alla pianta una buca di m 1 di diametro, abbastanza profonda per arrivare a scalzare la parte legnosa sotterranea. Prelevare i laterali e piantarli lasciando la gemma apicale appena fuori dal livello del suolo. Comprimere bene la terra attorno alle radici. Se il terreno è asciutto, bagnare a volontà.

Durante il primo anno non si deve raccogliere niente, nel secondo qualche picciolo per piede: abbassare fin dove si può il picciolo e poi staccarlo con un movimento laterale, senza danneggiare i giovani germogli. Distribuire una spessa pacciamatura con paglia o torba. Se compaiono steli fioriferi, tagliarli subito. Mantenere sempre umida la terra e, d’estate, distribuire un fertilizzante liquido completo e fare regolari irrigazioni.

Alla fine di luglio, dopo la raccolta degli ultimi piccioli, distribuire sul terreno g 100-150 di fertilizzante completo ogni m2, facendolo penetrare con una zappetta.

La forzatura del rabarbaro

Se si desidera un raccolto molto precoce, le piante di rabarbaro possono essere forzate tenendole al caldo e nell’oscurità.

In novembre, selezionare alcuni piedi di più di due anni ed estirparli delicatamente con la vanga, asportando anche un grosso pane di terra. Rovesciarli sul posto per esporre le radici al freddo onde permettere, più tardi, lo sviluppo delle foglie per effetto delle elevate temperature.

In dicembre, far raddrizzare le piante ponendole in un ambiente riscaldato (un capannone, una cantina oppure anche una cassa, se si vuole) in modo da favorire un veloce avvio della vegetazione. Ricoprire i colletti con paglia o torba per tenerli in una situazione di moderata umidità e nel buio totale. La temperatura ideale deve restare tra i 7° e i 18°.

Per avere successivamente diversi raccolti, mettere un po’ alla volta altre piante al riparo.

Sempre per forzarle, le piante possono essere messe in serra, sotto un tunnel di plastica nera e con una umidità costante: si avrà il raccolto 4-8 settimane più tardi, secondo la temperatura.

Infine, per forzare il rabarbaro sul posto, bisogna coprire i piedi con casse, che vanno zavorrate o fissate al suolo, e ammucchiare attorno a esse paglia o letame fresco con foglie: la fermentazione produrrà calore e attiverà la vegetazione. Dopo un paio di mesi, osservare i piedi per vedere se la vegetazione è ben distribuita. Cogliere i gambi, quando raggiungono una lunghezza di circa cm 30.

VARIETÀ DI RABARBARO PRECOCI

“Rosso precoce di Tobolsk” “Micheli’s Royal Albert” “Early Rasperry”

ALTRE VARIETÀ “Sutton”

“Regina Vittoria”

(piccioli lunghi e grossi) “Holsteiner Blut”

(piccioli lunghi e rossi)

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