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Gli ortaggi: somministrazione di concimi e fertilizzanti, il riempimento degli spazi non utilizzati, stimare la resa dell’orto e il problema delle diversità di clima

Somministrazione di concimi e fertilizzanti

Vangare ogni appezzamento ogni anno subito dopo che si è effettuato il raccolto, solitamente in autunno. Non c’è bisogno di rompere subito le zolle, in quanto a questa incombenza penserà il gelo dell’inverno.

Se il terreno è molto leggero e sabbioso, non conviene vangarlo molto presto, perché le piogge invernali lo renderebbero compatto e il lavoro fatto sarebbe praticamente vanificato. È meglio attendere fino a febbraio o a marzo per vangare a una profondità pari alla lunghezza della lama della vanga.

Per i terreni più pesanti è consigliabile procedere a una doppia vangatura ogni tre anni, mentre è consigliabile effettuarne una ogni anno per quegli appezzamenti destinati alla coltivazione di piselli e fagioli.

I piselli, i fagioli e le insalate hanno bisogno di terreni molto ricchi di una nuova letamazione o di composto organico ben stagionato tutti gli anni. Se il terreno è piuttosto pesante, l’aggiunta di concime può essere fatta nel momento in cui si effettua la doppia vangatura.

L’appezzamento per i cavoli e altri ortaggi verdi (brassiche) deve essere corretto con calce tutti gli anni, in gennaio o in febbraio, quando si è terminato di vangare. La calce impiegata per queste operazioni si può presentare come sottile polvere di gesso, come sottili frammenti di pietra di calce (somministrarne g 180 per ogni m2) oppure come idrato di calce (g 120 per ogni m2). Spargere la calce in modo regolare sulla superficie del terreno e lasciarvela.

Appena dopo la semina o il trapianto degli ortaggi verdi, spargere uniformemente g 30 di solfato di potassio per ogni m2 e g 90 di superfosfato sempre per ogni m2.

Non somministrare il fertilizzante troppo tempo prima della semina (mai prima di 15 giorni), perché altrimenti l’acqua potrebbe dilavarlo.

Durante la crescita degli ortaggi, somministrare solfato di ammonio o nitrato di sodio nella misura di g 30 per ogni m2, alternando con fertilizzante generico.

Dal momento che i broccoli e i cavolfiori sono coltivati per i loro fiori, non hanno bisogno di una quantità eccessiva di fertilizzante, che favorirebbe solo lo sviluppo delle foglie. In questo caso, occorre concimare solamente se le piante hanno una crescita rallentata.

L’appezzamento per gli ortaggi coltivati per la radice commestibile deve ricevere gli stessi tipi di fertilizzanti consigliati per i cavoli, ma non si devono aggiungere prodotti a base di calce.

Il tempo necessario per coltivare, seminare e raccogliere i frutti di un orto di m 10×30 è di circa 164 ore all’anno: da marzo fino alla fine di giugno occorrono circa 5 ore la settimana; da luglio a novembre sono sufficienti 3 ore; in dicembre, gennaio e febbraio basta un’ora.

Il riempimento degli spazi non utilizzati

Gli ortaggi, che crescono seguendo un piano di rotazione prestabilito, non sempre utilizzano tutto lo spazio disponibile durante l’anno, tanto che c’è sempre la possibilità di coltivare altre piante capaci di intercalarsi molto bene con le coltivazioni principali.

Questi ortaggi sono chiamati “a rapido sviluppo” e “colture di attesa”. I primi sono a crescita veloce e possono essere seminati prima che la coltura principale venga messa a dimora. Una coltura di cipolle, per esempio, può essere seminata in marzo in un appezzamento dove in luglio saranno trapiantati i cavoli invernali; una coltura di rape bianche precoci può essere iniziata ai primi di aprile o di maggio, prima del trapianto dei cavolfiori autunnali.

Gli ortaggi di rapido sviluppo possono anche essere seminati tra i filari degli ortaggi a lenta crescita e asportati prima che questi ultimi abbiano bisogno di maggior spazio. Le lattughe, i ravanelli, gli spinaci possono essere coltivati tra i filari di piselli e le rape tra i filari dei fagioli. In ogni caso, non usare ortaggi che possano ricoprire con le loro foglie l’intera area, altrimenti la coltivazione principale ne potrebbe soffrire.

Le colture di attesa sono quelle che si effettuano dopo che la coltivazione principale è stata asportata. Per esempio, gli spinaci, seminati in febbraio e asportati dopo due mesi, possono essere seguiti dalla lattuga seminata tra aprile e luglio.

Per stimare la resa dell’orto

Per avere un raccolto annuale sufficiente per una famiglia di quattro persone, occorre avere a disposizione un appezzamento di m 10×30 almeno. Quando comunque non si dispone di tale spazio, non c’è altro da fare che procedere a coltivazioni in accordo con i gusti personali.

La resa media di un filare di m 3 coltivato a ortaggi è riportata nella tabella sottostante. Naturalmente, si tratta di semplici stime, in quanto la resa varia in rapporto al tipo di terreno, alla zona e alle condizioni climatiche riscontrate nella stagione.

Il problema delle diversità di clima

I momenti più indicati per la semina, il trapianto e il raccolto di ciascun ortaggio, sono quelli adatti alla zona più fredda della Pianura Padana. Nell’Italia centrale il periodo va anticipato di un paio di settimane; nel Meridione e nelle Isole, poi, l’anticipo deve essere considerato di 2-3 settimane.

Data la conformazione della penisola, comunque, è pressoché impossibile dare regole precise, in quanto in ogni zona esistono angoli più protetti o più esposti, nei quali le condizioni climatiche variano notevolmente. Influenzano il clima la vicinanza del mare, di un lago, la’presenza di montagne e colline che proteggano da correnti fredde settentrionali, l’esposizione, la frequenza di nebbie.

In tutte le parti del Paese, infine, il momento della semina dipende in misura notevole dal tempo meteorologico. Anche per l’epoca del raccolto, del resto, si possono fare solo delle stime, perché è legata alle condizioni meteorologiche che hanno influenzato la stagione di crescita.

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