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Il cetriolo: la coltivazione in cassone, coltivazione all’aperto e difficoltà e inconvenienti nella coltivazione

La coltivazione in cassone

Prima di tutto, occorre preparare il fondo del cassone incorporando nel terreno stallatico ben decomposto e un po’ di terra prelevata in altro luogo dell’orto.

Alla fine di maggio, seminare in vasi o cassette allo stesso modo specificato per la coltivazione in serra, ma ponendo tali contenitori a germinare in cassone.

Quando le piantine si sono ben sviluppate, trapiantarle nella parte bassa del cassone, sistemando ciascuna in corrispondenza di un riquadro del telaio (circa m 1,20 di lato).

Prima del trapianto, strappare il pezzo di bordo dei vasi di torba che eccede il terreno; poi, creare attorno a ogni pianta un piccolo rialzo di terra per evitare il ristagno dell’acqua che potrebbe farla marcire. Ricordarsi di spargere sempre prodotti limacidi sul terreno.

Cospargere gli sportelli di vetro del cassone di calce o di apposita pittura. Durante il giorno, tenere sollevati gli sportelli di cm 5 dalla parte più riparata (apertura che però di notte va ridotta di molto).

Siccome le piante devono essere costantemente tenute umide, nei periodi particolarmente secchi spruzzare acqua nel cassone almeno due volte al giorno.

Quando le piante hanno prodotto 4-6 foglie complete, cimarle per stimolare la produzione di getti laterali che, a loro volta, quando avranno emesso 4 foglie, dovranno subire lo stesso tipo di cimatura.

Quando i getti laterali si distendono sulla superfìcie del cassone, come per i cetrioli coltivati in serra, asportare i fiori maschili non appena si possono distinguere.

Poi, cimare i getti a frutto all’altezza della prima o seconda foglia rispetto al frutto, e cosi anche quando la vegetazione delle piante raggiunge il bordo del cassone.

Se le piante vegetano regolarmente, i primi frutti si possono raccogliere in giugno o ai primi di luglio. La raccolta di questi cetrioli va eseguita allo stesso modo previsto per quelli coltivati in serra.

La coltivazione all’aperto

La prima semina riguarda le varietà precoci e va effettuata in serra o in cassone, verso la fine di aprile. I semi devono essere interrati a una profondità di cm 1,50 in vasi di torba riempiti di un buon terriccio per semine.

Le giovani piante devono poi essere fatte rinvigorire nel mese di maggio, e poi trapiantate in aiuola la prima settimana di giugno.

Servendosi di un trapiantatoio, le piante vanno poste a dimora a distanza di cm 60-70 su ogni fila, con cm 90 tra fila e fila. Spargere sul terreno prodotti limacidi.

Le semine successive si possono fare, direttamente in un’aiuola all’aperto, in maggio se l’aiuola è riparata da plastica (da rimuovere dopo la metà di giugno) oppure senza alcun riparo a fine maggio.

Seminare in buche distanti cm 60-70 in gruppi di tre semi intervallati di cm 10 e a cm 2-3 di profondità. Se si seminano più filari, distanziarli di m 1. Spargere sempre sul terreno prodotti limacidi.

Quando le piante hanno emesso 2-4 foglie, sfoltire lasciando solo la pianta più robusta.

Per risparmiare spazio, si può seminare in solchi profondi cm 2,50, distanziando i semi di cm 25, e far poi arrampicare le piante su fili formanti tralicci di sostegno. Quando le piantine hanno emesso 4-5 foglie, cimare per stimolare la formazione di 4-5 getti laterali.

Durante i periodi siccitosi, bagnare abbondantemente le piante e, a protezione dei nuovi germogli, mantenere sempre sul terreno prodotti limacidi.

In questo caso, i fiori maschili servono airimpollinazione: strofinare quelli ben sviluppati sui fiori femminili. Cimare alla settima foglia ogni getto privo di fiori femminili o frutti.

I cetrioli vanno raccolti, per il consumo, quando non sono compietamente maturi, in modo da favorire una produzione prolungata, che di solito si protrae sino ai primi geli, mentre la maggior produzione si ottiene in agostosettembre.

Difficoltà e inconvenienti nella coltivazione

Virus del mosaico dei cetrioli Le piante sono poco sviluppate e le foglie e i frutti sono chiazzati e grinzosi: asportare e bruciare immediatamente le piante colpite.

Mosca bianca delle serre Questo piccolo insetto, simile a un tarlo con le ali bianche, parassita delle piante coltivate in serra, generalmente si localizza sulla pagina inferiore della foglia o su foglie vecchie, e appare come una squama gialla: irrorare con insetticidi specifici poco tossici per l’uomo, come il piretro; in serra, invece, è consigliabile introdurre un endofago, la cui azione è molto efficace.

Marciume delle radici Di solito dovuto a cattivo drenaggio, tale inconveniente si verifica al colletto delle piante: lo stelo può scolorire e le radici marciscono. Occorre una corretta coltivazione delle piante e una regolare rotazione delle coltivazioni. Altri parassiti Sono soprattutto le lumache e il ragnetto rosso.

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