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Le erbe aromatiche: rosmarino, salvia, santoreggia e santoreggia selvatica

Rosmarinus officinalis È pianta sempreverde che può essere coltivata da seme. Tutte le sue parti sono molto aromatiche e andrebbero utilizzate con discrezione. Qualche rametto può essere messo, prima della cottura, nell’agnello, nel maiale, nel vitello o nel pollame. Le foglie sminuzzate possono essere sparse su carne e pesce prima della cottura sulla griglia e tolte prima di servire.

Le varietà con foglie dorate o argentate sono molto meno vigorose del rosmarino comune, che si può coltivare anche in casa, basta che abbia sufficiente luce.

I fiori, di colore blu, si possono usare come guarnizione aromatica sulla macedonia di frutta.

Tipo Arbusto.

Altezza e apertura fogliare Arriva a cm 60-210×60-210.

Posizione Solatia e riparata. Terreno ideale Ben drenato e leggero.

Messa a dimora In febbraio o marzo, seminare in solchi profondi cm 0,50. Sfoltire e trapiantare in posizione definitiva, spaziando di cm 60.

Raccolto Asportarne quanto e quando se ne desidera. Conservazione Si può farlo essiccare, ma anche averlo sempre fresco. Moltiplicazione Da talee semilegnose alte cm 15 prelevate in agosto oppure da talee legnose asportate in settembre o in marzo.

Salvia

Salvia officinalis

Mischiate con la cipolla, le foglie di questo sempreverde sono molto apprezzate per il ripieno di polpettoni e pollame; inoltre sono usate nei cibi sostanziosi, come maiale, oca e anatra. Tipo Arbusto.

Altezza e apertura fogliare Le misure sono cm 30-60×45. Posizione In pieno sole o in leggera ombra, ma il clima deve essere mite, affinché la pianta possa produrre l’essenza oleosa che dà il caratteristico profumo.

Terreno ideale Ben drenato, leggero e ricco; tuttavia, sono adatti molti tipi di terreno.

Messa a dimora Trapiantare la salvia coltivata nei vivai in marzo oppure in aprile. Anche la semina si può effettuare in primavera.

Raccolto Asportare le foglie per le necessità immediate. Se si desidera farle essiccare, in maggio tagliare i rami prima che fioriscano e ripetere ogni volta che si verifica una nuova crescita.

Conservazione La salvia può essere conservata essiccata, ma entro un anno il profumo è quasi completamente scomparso. Moltiplicazione Da talee di legno tenero prelevate all’inizio dell’estate. Sebbene sia una pianta rustica e vigorosa, la salvia non ha vita molto lunga e occorre sostituirla con piante nuove ogni 3 anni.

Santoreggia

Satureja hortensis

Le foglie aromatiche della santoreggia sono leggermente amare e hanno un profumo di menta.

Questa erba serve come aromatizzante dei fagioli e anche per insaporire salsicce, ripieni, zuppe, stufati e salse che si accompagnano con le carni.

Le foglie fresche possono essere aggiunte alle insalate, ai pesci e alle uova.

La pianta ha rami legnosi con piccoli fiori color rosa.

Le foglie tritate applicate alla pelle sono un antico rimedio contro le punture di api e vespe.

Tipo Annuale rustico.

Altezza e apertura fogliare Le misure sono cm 15-30×15-30. Posizione In pieno sole.

Terreno ideale Ben drenato, leggero ma ricco.

Messa a dimora Ai primi di aprile, seminare in solchi profondi cm 0,50 e distanziati di cm 30. Sfoltire le piantine finché non risultino distanziate di cm 15-20. I semi impiegano 3-4 settimane per germogliare.

Raccolto Le foglie hanno il loro miglior aroma prima della fioritura di luglio. Se la pianta viene potata, si può avere un secondo raccolto. Conservazione Si conserva dopo essiccazione. Moltiplicazione Da seme (vedi “Messa a dimora”).

Santoreggia selvatica

Satureja montana

Questa specie perenne di santoreggia dà foglie sempre fresche anche in inverno, ma molti cuochi sostengono che il loro sapore è inferiore a quello della specie coltivata. Le foglie sono usate per gli stessi scopi.

Entrambe sono originarie dell’area mediterranea, ma si sono adattate anche a zone dell’Europa del Nord. Tipo Suffrutice.

Altezza e apertura fogliare Le misure sono cm 30-45×30-45. Posizione In pieno sole.

Terreno ideale Ben drenato e leggero.

Messa a dimora Seminare agli inizi di aprile in solchi profondi cm 0,50 e distanziati di cm 20. In seguito, sfoltire finché le piantine non risultino distanziate di cm 20.

Raccolto Le foglie hanno il loro sapore migliore in luglio, prima che compaiano i fiori. Se la pianta viene accorciata della metà, può dare un secondo raccolto.

Conservazione Le foglie possono essere fatte seccare. In ogni modo, dal momento che la santoreggia invernale è un sempreverde e quindi le sue foglie sono sempre disponibili, non ce n’è bisogno. Moltiplicazione Per divisione da piante adulte in marzo o in aprile oppure da talee tenere in maggio. Rinnovare le piante ogni 2-3 anni.

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