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Melone e cocomero: la crescita dei laterali, l’impollinazione manuale e la cura dei frutti

La crescita dei laterali

Per aiutare i rami a salire fino alla copertura della serra, occorre fissarli con legacci a fili di ferro fìssati orizzontalmente ogni cm 30-35.circa.

Per favorire la crescita vigorosa dei rami laterali, cimarli quando raggiungono m 1,60-2 di altezza. Poi, fissare il maggior numero possibile di rami laterali ai fili di ferro lasciando sviluppare liberamente gli altri, che devono essere cimati quando hanno raggiunto la lunghezza di cm 30-50 e hanno 5 foglie, in modo da favorire la crescita delle gemme secondarie portatrici di fiori maschili e femminili.

Queste operazioni hanno lo scopo di favorire il maggior numero possibile di fiori femminili, per averne poi almeno 4 in piena fioritura nello stesso momento e sulla stessa pianta, necessari per l’impollinazione. Eliminare i fiori del fusto principale.

L’impollinazione manuale

Il melone coltivato in serra deve essere impollinato normalmente verso mezzogiorno, quando l’aria è più calda. Il fiore femminile presenta un rigonfiamento dietro ai petali, da cui si svilupperà il melone.

Per avere uno sviluppo uniforme dei frutti, impollinare artificialmente quando almeno 4 fiori femminili sono sbocciati sulla stessa pianta; un solo fiore maschile, preso anche altrove, può bastare a fecondarli.

Scegliere un fiore maschile con il polline maturo (al semplice tocco, lascia sul dito polvere gialla). Staccare delicatamente i petali e sfregare gli stami sul centro di ogni fiore femminile da impollinare. Il polline può essere trasferito anche con un pennellino asciutto o dell’ovatta.

Impollinare ogni fiore femminile per 2-3 giorni di seguito.

La cura dei frutti

Il melone inizia a ingrossarsi qualche giorno dopo l’impollinazione. È venuto il momento di tagliare l’estremità del ramo che porta un fiore fecondato, lasciando soltanto una foglia dopo il frutto.

Scegliere 4 meloni di ugual misura su ogni pianta, nel caso di un allevamento a uno o due fusti, ed eliminare tutti gli altri frutti. È essenziale ottenere un ingrossamento uniforme impollinando simultaneamente i fiori. Infatti, un melone fecondato prima crescerebbe più grosso a spese degli altri. Se in una stessa pianta ci sono soltanto 2-3 frutti di ugual misura, bisogna accontentarsi di quelli. Se invece si vuole aspettare, si corre il rischio di non far maturare i frutti. Il numero massimo possibile per avere frutti di buona grandezza e qualità è 4. Sui rami secondari non conservare mai più di un frutto.

Non appena i frutti sono grandi quanto una noce cominciare la fertilizzazione e continuarla ogni 10 giorni, servendosi delle innaffiature: diluire nell’acqua un fertilizzante liquido, seguendo le istruzioni del fabbricante e distribuire 1 2 di soluzione per ogni pianta. Attenzione a non bagnare la base del gambo.

Quando i frutti raggiungono la grossezza di una palla da tennis, sollevare quelli rimasti al suolo e posarli sopra un vaso rovesciato, per evitare che marciscano al contatto della terra umida. Anche quelli che pendono dai fili di ferro hanno bisogno di un altro supporto: allo scopo serve molto bene una rete.

Quando si comincia ad avvertire il caratteristico profumo del melone e si vedono le prime screpolature nei punti di attacco dei frutti, bisogna interrompere tutte le concimazioni, le innaffiature e ogni operazione tesa al mantenimento dell’atmosfera umida. Occorre, invece, dar aria con generosità. Quando la pelle del melone cede a una leggera pressione del pollice esercitata a livello della cicatrice fiorale e ne esce un buon profumo, è il momento migliore per la raccolta, che va fatta tagliando il gambo a cm 5 dal frutto. A questo stadio, la pianta è quasi morta.

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