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L’idrocoltura: la preparazione dei vasi, l’illuminazione per le piante da appartamento e luce artificiale per le piante da appartamento

La preparazione dei vasi

Come prima operazione, inumidire in un recipiente l’argilla espansa; poi metterne uno strato di cm 3-4 nel vaso, che in genere è più profondo di quelli usati per la coltivazione con la terra, oppure nella vasca per coltura idroponica. È importantissimo che il colletto della pianta stia sempre nel terzo superiore del vaso.

Durante l’invaso, tenere con una mano la pianta al suo posto e, con l’altra, versare l’argilla, in modo che si distribuisca uniformemente attorno alle radici. Infine, riempire il vaso con il resto dell’argilla.

Poi, versare l’acqua nel recipiente, per dar modo alle radici di distribuirsi nello spazio e di aderire all’argilla.

Come ultima operazione, sistemare il vaso nel suo contenitore pieno d’acqua o nella vasca più grande.

Durante le prime 3-4 settimane, versare soltanto acqua pura: il livello non deve superare la metà della finestrellaspia. Dopo questo periodo, versare la soluzione nutritiva come indicato nelle istruzioni per l’uso.

Non accostare tra loro piante di specie differenti senza conoscerne lo sviluppo e il comportamento. In genere, una composizione a trequattro piante riesce bene con una pianta alta, una a portamento espanso e una bassa. Le piante ricadenti, come i potus, possono creare gradevoli effetti anche sostenendole su una parete.

L’illuminazione per le piante da appartaménto

Chi osserva l’intensità naturale dell’illuminazione in una stanza può constatare come la distribuzione della luce sia varia.

I due schemi sottostanti mostrano come l’intensità della luce diminuisce a mano a mano che ci si allontana dalla finestra, cioè dalla fonte di luce, per inoltrarsi nella stanza.

Per la misurazione dell’intensità della luce si usano degli speciali apparecchi fotoelettrici (lux meter), la cui unità di misurazione è il lux (simbolo: lx).

Le piante hanno esigenze diverse in fatto di luce, sia nei riguardi della durata del periodo di illuminazione e di quello di oscurità, sia in rapporto all’intensità luminosa, che in definitiva rappresenta una quantità di energia utilizzata dalle piante per i loro processi vitali.

Coltivare in piena luce piante da sottobosco può essere un grave errore, come, al contrario, allevare in penombra piante che necessitano di un elevato grado di luminosità.

Negli appartamenti, specialmente in Italia dove si usano gli infissi esterni, la luminosità varia molto all’interno delle varie stanze, sia in rapporto all’esposizione delle relative finestre, sia in funzione delle aperture o chiusure di una persiana o di un avvolgibile.

Bisogna sempre tener presente che una pianta è un essere vivente: non si può trattarla come un quadro, un divano o un tappeto.

Se è importante conoscere le esigenze di luce delle varie piante, non è però possibile indicare criteri generali, poiché ogni pianta reagisce in modo diverso dalle altre.

Oltre al fattore luce, per una buona coltivazione bisogna tener conto anche della temperatura ambiente, dell’umidità dell’aria e del rifornimento di acqua. Si può comunque affermare che, in generale, una pianta sotto i 500 lux non cresce più, mentre con valori da 3.000 lux in poi la crescita avviene normalmente.

A seconda delle loro esigenze di luce, le piante da appartamento più conosciute possono essere suddivise in almeno tre gruppi.

Piante che crescono in penombra (800-1.000 lux): aralia, nephrolepis, fatshedera, philodendron, raphidophora.

Piante che crescono in ambienti più luminosi (1.000-2.500 lux): aechmea, anthurium, ficus, Monstera deliciosa, pilea, vriesia.

Piante che hanno bisogno di molta luce (oltre 2.500 lux): sansevieria, dracena, aphelandra e le succulente.

Affinché la crescita e la fioritura si svolgano normalmente, bisogna attenersi ai valori di luce indicati.

Spesso però, per la struttura stessa dell’ambiente, si è costretti a mettere le piante in luoghi meno luminosi. In tal caso, se si vuole farle vivere ugualmente bene, bisogna almeno aiutarle con la luce artificiale.

La luce artificiale per le piante da appartamento

Ci sono diversi metodi per realizzare un’illuminazione artificiale, al fine di far prosperare le piante d’appartamento, anche se si trovano in un angolo in cui giunge poca luce.

Le normali lampadine elettriche sono le meno adatte a questo scopo, poiché emanano troppo calore e nel loro spettro non hanno praticamente raggi ultravioletti. Perciò si usano soprattutto lampade luminescenti e riflettori.

Le più adatte sono le lampade a spettro solare completo, che hanno il vantaggio di procurare un alto potenziale di luce e una scarsa emanazione di calore, tanto che possono quasi essere applicate sopra le piante.

La distanza tra lampada e pianta, a causa del calore, non dovrebbe mai essere inferiore ami.

Le fonti di luce negli appartamenti dovrebbero essere montate senza schermi.

La durata giornaliera dell’illuminazione (luce naturale e artificiale) è di circa 12-14 ore, se si vogliono ricostituire le condizioni di illuminazione tipiche dell’ambiente originario.

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