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L’idrocoltura: la soluzione nutritiva, la moltiplicazione per talea in acqua, la collocazione delle piante e adattare le piante di terra all’idrocoltura

La soluzione nutritiva

Per la coltura idroponica consiste di acqua e di sali minerali.

Bisogna stare molto attenti al tipo di acqua che si usa: se il contenuto di calcare dell’acqua del rubinetto non è troppo elevato, si può senz’altro usarla cosi com’è; altrimenti bisogna trattarla con uno dei prodotti ammorbidenti che esistono in commercio. Il valore più adatto di pH per la coltura idroponica sta tra il 5,5 e il 6,5.

In commercio, si possono trovare numerosi prodotti già pronti per l’uso, contenenti le sostanze nutritive necessarie. Anche i fertilizzanti liquidi sono adatti allo scopo. Con il fertilizzante alla concentrazione indicata sulla confezione (per lo più dello 0,2%) si ottiene una soluzione nutritiva che si versa nel recipiente riservato alla coltura idroponica.

Aggiungere dell’altra soluzione nutritiva solamente quando il livello dell’acqua è sceso fino al minimo nell’indicatore di livello.

Ogni 4-6 settimane la soluzione nutritiva va completamente rinnovata. Dopo che si è versata via la soluzione nutritiva, bisogna sciacquare a fondo con acqua pulita, se il recipiente è piccolo, e, se si tratta di una grande vasca, di solito è più che sufficiente aspirare l’acqua per mezzo di una pompa. Prima di questa operazione, affinché la soluzione residua si diluisca, è necessario chc il livello dell’acqua sia alto. Poi, eseguita la pulizia, versare nella vasca la nuova soluzione nutritiva.

Se l’addolcimento dell’acqua e la preparazione della soluzione nutritiva sono operazioni troppo complicate, ci si può facilitare il compito con l’aiuto di un addolcitore a scambio ionico.

Nei negozi specializzati sono disponibili, sotto diversi nomi commerciali, delle resine sintetiche non solubili nell’acqua, che assorbono le sostanze incompatibili con le piante e trasmettono direttamente alle radici le sostanze nutritive necessarie.

A seconda dei preparati commerciali, si possono usare mi (cm3) 25-50 per ogni singola pianta, in modo chc le piante siano provviste di tutte le sostanze nutritive per almeno sei mesi. Durante questo periodo, però, bisogna sempre continuare ad aggiungere la quantità d’acqua mancante al raggiungimento del livello massimo.

Dopo sei mesi, è necessario mettere un nuovo addolcitore sull’argilla espansa delle vasche che contengono numerose piante e sciacquare con acqua. Se il recipiente è piccolo, sostituire il blocchetto di resina sintetica con uno nuovo. Con questo tipo di prodotto, è importante utilizzare acqua normale, altrimenti l’addolcitore non lavora bene e il risultato sperato non si verifica. Inoltre, bisogna fare attenzione a non dimenticare di mantenere l’acqua al livello.

La moltiplicazione per talea in acqua

Per la coltura idroponica si usano di preferenza piante che non sono state coltivate in terra, in modo che diano la garanzia di poter prosperare nell’apposito recipiente. Il principale metodo di moltiplicazione nella coltura idroponica è per talea.

Il giardiniere professionista usa principalmente, come substrato, l’argilla espansa o altri prodotti similari, mentre il giardiniere dilettante fa in modo che le talee radichino in un recipiente pieno d’acqua.

Quando si sono formate radici a sufficienza, mettere le piante nel recipiente per la coltura idroponica.

Non tutte le piante sono adatte alla coltura idroponica: se non si è sufficientemente esperti, è meglio acquistare piante adatte a questo tipo di coltura in un negozio specializzato.

La collocazione delle piante

Come nella coltivazione in terra, anche nella coltura idroponica la giusta collocazione è determinante per una buona crescita delle piante. Senza luce, infatti, anche le piante trattate in questo modo non possono crescere. Inoltre, non bisogna dimenticare che tutti i fattori negativi che normalmente ostacolano la crescita delle piante, come le correnti, la siccità dell’aria, ecc., devono essere possibilmente eliminati. Nella coltura idroponica, infatti, è molto importante avere una temperatura equilibrata.

La temperatura ambientale più idonea per le piante a coltura idroponica sta tra i 18° e i 26°. Oscillazioni superiori o inferiori causano arresto della crescita e danni alle piante. Soprattutto d’inverno, queste oscillazioni possono far variare la temperatura dell’acqua nei recipienti, che invece non dovrebbe superare i limiti di 18-22°. Nel caso non si riesca a evitare per un breve periodo il calo di temperatura al di sotto dei valori indicati, bisogna almeno tenere basso il livello dell’acqua.

Sempre d’inverno, si deve prestare molta attenzione all’umidità relativa dell’aria. Se l’umidità cala sotto il 30% (si parla, in tal caso, di aria secca), molte piante, come l’anthurium, che crescono molto bene nei vivai a coltura idroponica, ma che cessano in genere di fiorire negli appartamenti, cominciano a soffrire. Conseguenza dell’aria secca: malattia della pianta e animali nocivi. Conseguenza delle correnti d’aria: caduta delle foglie.

Una delle principali fonti di «preoccupazione per la buona crescita di molte piante è rappresentata dalla luce. Infatti, la crescita e la formazione dei fiori dipendono dall’intensità della luce e dalla durata dell’esposizione alla luce. Quindi, le piante dovrebbero, per quanto possibile, essere tenute sempre in un ambiente luminoso.

Non si deve però confondere la luce con l’illuminazione diretta del sole. Pochissime piante sopportano, infatti, la luce diretta del sole; anzi, in genere, è necessario ripararle usando accorgimenti vari, come per esempio le tende orientabili.

Per adattare le piante di terra all’idrocoltura

Per adattare piante coltivate in terra alla coltura idroponica, il periodo più favorevole è l’inizio dell’anno oppure l’estate.

Per prima cosa, bisogna liberare accuratamente e delicatamente le piante dalla terra, che deve essere completamente rimossa: pulire la base e le radici della pianta e sciacquare con acqua tiepida.

Poi, occorre invasare immediatamente le piante, servendosi delle palline di argilla espansa e seguendo per tutta l’operazione le istruzioni date in precedenza.

Le piante cosi adattate devono ricevere luce a sufficienza, senza essere a contatto diretto coi raggi del sole, e non devono essere sottoposte a correnti d’aria.

Quasi tutte le piante verdi possono passare dalla coltivazione in terra a quella idroponica; la prima condizione perché questo avvenga, però, è che siano sane, in attiva crescita e non troppo vecchie.

Per esempio, sono particolarmente adatte piante come il philodendron, il ficus, la sansevieria, la dracena, la dieffenbachia, la raphidophora, le bromeliacee, varie specie di rampicanti, il podophyllum.

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