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Le piante da appartamento: come ottenere i migliori risultati dalle piante da casa, la sostizione del vaso e la pulizia delle lamine fogliari

La sostituzione del vaso

Se le radici delle piante hanno completamente “cerchiato” la parte interna del vaso, quando, in altre parole, estraendo la pianta dal vaso sono visibili più radici che terriccio, è necessario rinvasare. Segno evidente deirimpoverimento del terriccio è il fatto che la pianta vegeta poco o quasi niente e il terriccio si asciuga subito, anche se lo si innaffia piuttosto di frequente. Può succedere anche che le radici fuoriescano dal foro di drenaggio del vaso.

Le giovani piante devono essere rinvasate in vasi più grandi generalmente una volta all’anno, in primavera o all’inizio dell’estate.

Le piante adulte necessitano di questa operazione meno di frequente, ogni 2-3 anni o anche più, e, di solito, vengono rinvasate in un vaso dello stesso diametro, con l’aggiunta di terriccio nuovo.

Dato che il loro apparato radicale è costretto in poco spazio, le piante in vaso richiedono particolari cure nella scelta del terriccio, nell’innaffiamento e nell’esposizione.

Per quanto riguarda il terriccio, si preparano tre tipi di miscela John Innes per invasature, studiata dalla John Innes Horticultural Institution in Inghilterra, insieme a una miscela per semine. La miscela per invasature è preparata in tre tipi contenenti la stessa proporzione di “terra grassa”, torba e sabbia, ma differenti contenuti di fertilizzanti (le miscele n.

2 e n. 3 hanno dose doppia e tripla della miscela n. 1).

Tutte le miscele disponibili in commercio contengono questi elementi in proporzione variabile e, in genere, hanno poco o pressoché niente terreno, molta torba e fertilizzanti con aggiunta di sabbia. Terricci o miscele prive completamente di terra, come il terriccio di foglie di faggio, sono adatti per le piante da appartamento; in genere, si usa la miscela da vasi del tipo John Innes n. 1 per piante giovani e le n. 2 e n. 3 per piante più cresciute.

L’operazione di rinvasatura va eseguita a terriccio umido.

Per togliere la pianta e la sua zolla di terra dal vaso, appoggiare una mano, con le dita aperte, sopra la superfìcie del vaso, in modo che lo stelo della pianta sia tra l’indice e il medio. Rovesciare il vaso con l’altra mano e battere energicamente sul fondo per staccare la zolla di terra. Se è necessario, battere leggermente l’orlo del vaso sul bordo di un tavolo.

Se il sistema radicale ha preso completamente possesso di tutto il volume del vaso, la pianta deve essere rinvasata in un contenitore di diametro maggiore.

Per le piante adulte, e quando non c’è spazio per contenitori più grandi, si deve invece ridurre molto accuratamente il volume della zolla di terra e togliere anche alcune radici.

Se il vaso è di cotto e ha un grosso foro di drenaggio, collocare un coccio di un vaso rotto sopra il foro con la parte convessa in alto, per evitare che il terriccio fuoriesca; in alternativa, usare dischi di zinco forati. I vasi di plastica, invece, presentano numerosi piccoli fori di drenaggio che non è necessario ricoprire. Comunque, è sempre meglio collocare sul fondo di ogni contenitore uno straterello di materiale drenante.

Ogni contenitore deve essere lavato con acqua, soprattutto all’interno, per eliminare gli eventuali parassiti. I vasi nuovi di cotto devono essere immersi in acqua per circa dodici ore, perché diversamente assorbirebbero l’umidità dal terriccio.

Secondo l’altezza della zolla che contiene il sistema radicale, collocare sul fondo del vaso uno strato di circa cm 5 di terriccio. Inserire la zolla in modo che la sua superfìcie si trovi a circa cm 1,50 dall’orlo del vaso.

Con una mano, tenere saldamente la pianta al centro del vaso e, con le dita dell’altra, comprimere bene il terriccio verso la parete interna del vaso. Colmare con altro terriccio fino all’orlo del vaso; poi, con i pollici, pressare in modo da sistemare uniformemente il terriccio.

La superfìcie del terriccio, comunque, deve sempre trovarsi a cm 1,50 al di sotto dell’orlo del vaso. Dopo l’innaffiamento, assestare con la punta delle dita il terriccio, esercitando una leggera pressione.

La pulizia delle lamine fogliari

Le piante respirano e assorbono umidità per mezzo delle foglie. Entrambe le lamine fogliari devono quindi essere mantenute pulite onde evitare che gli stomi si ostruiscano.

Le piante con foglie piccole possono essere spruzzate con acqua pulita una volta al mese, in particolare durante il periodo vegetativo e soprattutto quando sono collocate in un locale riscaldato con stufa a carbone.

Se invece le foglie sono grandi, vanno ripulite ogni tanto su entrambe le lamine, con uno straccetto o un batuffolo di cotone. In commercio esistono prodotti lucidanti, spray o solubili in acqua, che insieme puliscono e lucidano le foglie.

Se la stagione lo consente, una leggera pioggia naturale è comunque quanto di meglio si possa avere per conservare le piante pulite: nei mesi caldi, esporle alla pioggia, ma ritirarle prima di notte.

Le piante dalle foglie pelosette, come la saintpaulia, non vanno pulite né con acqua né con lucidanti, perché le foglie si macchierebbero: per spolverarle, usare un pennellino.

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