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Le piante da appartamento: come realizzare un piccolo giardino in bottiglia

I cosiddetti “terrarium”, oggi molto diffusi anche già preparati, sono i discendenti dei recipienti di vetro usati in Inghilterra all’epoca vittoriana per coltivarvi le felci. In pratica, si tratta di un piccolo giardino di piante d’appartamento rinchiuso in una boccia di vetro – va bene anche una vecchia damigiana spagliata – che abbia una apertura superiore abbastanza grande per potervi far passare le piantine, ma che si possa agevolmente chiudere.

La costante umidità generata sia dalle piante sia dal terriccio, unitamente alla luce e all’emissione di anidride carbonica da parte delle piante stesse, mantengono l’aria interna del terrarium perfettamente pura.

Il terriccio (due parti di terriccio simile alla miscela John Innes per vasi n. 1 e una di torba), però, siccome deve essere più aerato di quello usato tradizionalmente per le piante, deve essere associato ad argilla espansa o ghiaietto perché diventi più poroso. Inoltre, al terriccio va aggiunto carbone di legna frantumato che lo rende ancor più aerato e soffice.

Lavato e asciugato il contenitore, immettervi con un imbuto di carta uno strato di cm 2,50 di ghiaietto, ben asciutto per evitare che sporchi le pareti interne del vetro. Sopra il ghiaietto, versare uno strato di cm 7-10 del terriccio preparato.

Per umidificare il terriccio, usare un imbuto con applicato un tubo di plastica o di gomma, sufficientemente lungo per raggiungere il fondo del terrarium, e per comprimerlo servirsi invece di un rocchetto di legno fissato all’estremità di un bastoncino.

Con una forchetta da tavola legata a un bastoncino, praticare dei piccoli fori nel terriccio, prima di tutto lungo le pareti interne del terrarium e poi verso il centro.

Con una lunga pinza costituita da canne di bambù o filo di ferro ripiegato, afferrare le zolle delle piantine e, una per una, inserirle nei fori predisposti, operando sempre dalla periferia verso il centro. Livellare il terriccio ogni volta che si mette a dimora una pianta.

Quando tutte le piantine sono state sistemate, chiudere la boccia con un tappo di sughero. Il terrarium cosi preparato per diversi mesi non ha più bisogno di particolari cure.

Togliere ogni tanto il tappo di sughero per rinnovare l’aria nell’interno e perché la condensa può oscurare la visione delle piantine. Se è necessario, somministrare un fertilizzante liquido alle piante e innaffiarle usando sempre un imbuto con un tubo di prolunga, facendo attenzione a non macchiare né le foglie delle piante né le pareti interne del terrarium. Se invece si desidera lasciare aperto il terrarium, le piante devono essere innaffiate una volta al mese.

Collocare il terrarium in una posizione ben illuminata, ma lontana dai raggi solari diretti, e far ruotare giornalmente il contenitore, in modo che tutte le piante in esso contenute siano regolarmente illuminate.

Nella composizione del terrarium impiegare soltanto piante da fogliame che prediligano condizioni ambientali umide e che siano di lenta crescita. Tra queste, le felci e le bromeliacee sono le migliori, anche se, spesso, si sviluppano eccessivamente, a scapito di altre piante che siano state a loro associate.

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