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Piante da appartamento: Carneilia japonica Camelia

Piante da appartamento: Carneilia japonica Camelia
Un piccolo arbusto sempreverde, appartenente alla famiglia delle Teacee, originaria dell’Asia tropicale. Fiorisce annualmente talvolta durante tutto l’inverno e all’inizio della primavera se la temperatura non supera i 16 °C. I fiori bianchi, rossi, rosa e salmone sono cerei e carnosi, alcuni presentano tonalità contrastanti. Le foglie sono lucide e lisce. I boccioli si formano con facilità, ma la pianta, perché si aprano, deve essere coltivata in condizioni ottimali.

La camelia può raggiungere un’altezza di 90 cm ma ha bisogno di molte cure. Al momento dell’acquisto è necessario informarsi da che lato abbia ricevuto luce e, una volta a casa, deve essere posta nella medesima posizione; se questa condizione non viene rispettata, i boccioli cadono.

Esposizione per la Carneilia japonica Camelia
È necessario collocarla in posizione luminosa, soleggiata. Tuttavia, è meglio proteggerla dal sole caldo di una finestra rivolta a sud. Per incoraggiare lo sviluppo dei boccioli, mantenete la temperatura attorno ai 10 °C, evitando ovviamente il gelo.

Terriccio per la Carneilia japonica Camelia
Una parte di terriccio universale, due parti di torba, una parte di sabbia, perlite o vermiculite. In alternativa, usate una miscela preconfezionata per violetta africana aggiungendovi una manciata di torba e una di perlite o vermiculite. La camelia cresce rigogliosa nei terreni di natura acida.

Annaffiatura per la Carneilia japonica Camelia
Mantenete la pianta sempre umida evitando tuttavia che il terriccio diventi melmoso. Tra giugno e luglio impregnate d’acqua il terriccio, facendolo poi asciugare bene prima di annaffiare nuovamente. Si incoraggia così la crescita di boccioli. Vaporizzate il fogliame tutti i giorni.

Concimazione per la Carneilia japonica Camelia
Concimate ogni tre settimane con un fertilizzante acido e aumentate la frequenza quando la pianta è in fiore.

Moltiplicazione per la Carneilia japonica Camelia
Non è possibile in casa. Per talee o propaggini in cassoni riscaldati. Si ricorre raramente alla moltiplicazione per seme.

Luce artificiale per la Carneilia japonica Camelia
L’intensità della luce deve aggirarsi attorno agli 8600 lux.

Prime cure per la Carneilia japonica Camelia:
• Cocciniglie, ragni rossi, cocciniglie farinose (vedi Parassiti). La camelia è facilmente soggetta a parassiti e a malattie ed è quindi necessario controllarla costantemente.
• Caduta di boccioli e di foglie: succede quando l’aria è troppo calda o quando si cambia la pianta di posto. La camelia risente degli spostamenti. I boccioli si girano sempre verso la luce e se si continua a spostarla, finiscono per staccarsi. Sistemate la pianta su uno strato di ciottoli bagnati senza che il fondo del vaso venga tuttavia a contatto con l’acqua. Vaporizzate il fogliame frequentemente.
• Ingiallimento del fogliame che iniziando dai margini, si diffonde su tutta la foglia, con macchie gialle, brune grinzose e margini bruciati, appassimento o assenza di fiori, la base ‘(lei rami si scurisce: sono tutti sintomi di eccesso di concimazione, il terriccio deve essere letteralmente allagato per almeno due volte e, poi, fatto asciugare perfettamente. Se sulla superficie del vaso si sono accumulate incrostazioni saline, eliminatele con acqua tiepida sfregando con una spazzola dura. Togliete tutte le foglie danneggiate. Concimate meno frequentemente o usate metà della dose.
• Ustione della pagina superiore delle foglie, macchie marrone scuro su tutto il fogliame: si tratta di ustione dovuta alla luce solare, sistemate la pianta in luogo meno assolato o filtrate i raggi con una tenda. Togliete tutto il fogliame danneggiato.
• Croste sulla pagina inferiore delle foglie, brune e ovali: non si tratta di un fungo ma di uno squilibrio interno della pianta; eccesso di sostanze nutritive, umidità e acqua fanno gonfiare le cellule della pianta che scoppiano facendo diventare marrone le foglie che, successivamente, muoiono. Rinvasatela, togliete le foglie malate e sistematela in un ambiente più adatto.
• Ingiallimento delle foglie: la durata di vita di una foglia è di tre anni, dopo i quali ingiallisce e cade; se muoiono più di una o due foglie, si è di fronte a un problema diverso.
• Le foglie si accartocciano verso il basso e quelle inferiori ingialliscono, mostrano macchie brune e cadono, i fusti sono deboli e raggrinziti: il terriccio è troppo secco, mantenetelo umido con annaffiature lente sull’intera superficie fino a quando l’acqua in eccesso fuoriesce dal foro di drenaggio. Non lasciate la pianta con il sottovaso pieno d’acqua per più di un’ora. Fate asciugare la terra fino a raggiungere il grado di umidità adatto a questo tipo di pianta e, poi, annaffiate nuovamente.
• Una colorazione chiara, pallida, macchie gialle o ingiallite sulle foglie, prima sugli orli e poi su tutta la foglia, le foglie più vecchie cadono: è dovuto a una scarsa concimazione. Intervenite più spesso, soprattutto durante la fioritura.
• Ingiallimento delle foglie, appassimento, perdita delle foglie più vecchie, l’acqua ristagna in superficie e non penetra velocemente nel terriccio: è dovuto a terriccio inadatto, rinvasate usando terra appropriata e verificate che i fori di drenaggio siano sufficientemente coperti dall’apposito materiale.
• Ingiallimento delle foglie apicali o margini gialli e venature che rimangono verdi: si tratta di una carenza di ferro o di magnesio, la pianta deve essere concimata con un fertilizzante acido.
• Macchie gialle, brune e nere con centri umidi o coperti di vesciche e orlati di giallo: si tratta di un’invasione fungina
• batterica detta macchia fogliare, causata da umidità ambientale eccessiva, annaffiature eccessive, freddo, luce scarsa. Aumentate la temperatura e la luce, fate asciugare il terriccio prima di annaffiare di nuovo. Arieggiate bene l’ambiente, distruggete tutte le foglie infette e irrorate con un fungicida fogliare quelle rimaste.
• Le foglie inferiori ingialliscono, gli steli diventano molli e scuri, i getti terminali avvizziscono e le gemme muoiono: si tratta di un fungo chiamato marciume delle radici che impedisce loro di assorbire l’acqua. Estraete la pianta dal vaso e togliete tutto il terriccio intorno alle radici con acqua tiepida. Non asportate le radici a meno che non siano molto danneggiate. Rinvasate in terriccio nuovo (vedi Invasatura) e annaffiate quanto basta per non far appassire la pianta. Una volta che si è ripresa e ha recuperato una crescita normale, ripristinate il trattamento di sempre. Dopo il rinvaso impregnate il terriccio con un fungicida in modo da evitare che l’inconveniente si ripresenti.

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