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Piante da appartamento: grasse Cactacee

Piante da appartamento grasse: Cactacee
Le piante che immagazzinano acqua nei loro tessuti sono chiamate comunemente piante grasse (il termine botanico esatto è succulente); ne esistono due tipi fondamentali: quelle che accumulano acqua nelle foglie e quelle invece che la trattengono nei fusti.

Le cactacee, o cactus, sono la maggior parte delle piante grasse, ne esistono almeno duemila specie riconosciute, dalle forme e dimensioni più varie, possono avere altezze che vanno da pochi centimetri fino ai 15 m, sono caratterizzate da fusti carnosi che servono a immagazzinare acqua, soltanto poche varietà sono provviste di foglie; in genere sono tutte fornite di spine, che fuoriescono da organi particolari chiamati areole: piccole protuberanze disposte regolarmente sulla superficie della pianta che portano spesso peli più o meno lanosi. Sono originarie delle regioni aride deH’America. Vi è un’altra categoria di cactacee delle foreste tropicali americane a clima caldo-umido, chiamate cactacee epifite, perché crescono sugli alberi, hanno fusti più sottili, a volte arrotondati (Rhip-salis) o anche appiattiti (Epiphyllum). Le cactacee una volta erano provviste di foglie e, ancora oggi, nella fase di semenzali, le possono presentare, alcune specie in primavera e solo temporaneamente possono avere delle foglioline sui germogli, altre, pochissime, sono fornite di foglie per tutto l’anno. Con il verificarsi dei cambiamenti climatici e la conseguente progressiva trasformazione del loro habitat in deserto, la maggior parte delle cactacee ha perso la vegetazione per mancanza d’aria e di umidità; i loro fusti si sono inspessiti, diventando sempre più grossi e rotondi in modo da sopravvivere ai periodi di siccità.

Oltre alla famiglia delle cactacee vi sono altre famiglie botaniche diverse, numerosissime, sparse in tutto il mondo, che devono essere considerate piante grasse comprese tutte quelle affini alla poinsezia, ai gerani, ai gigli e ad alcune varietà di cissus, fornite di foglie spesse, succulente attraverso cui immagazzinano acqua. La maggior parte di esse ha una struttura cerea che rende minima l’evaporazione superficiale.

Per stimolare la produzione di fiori, queste piante devono essere ben racchiuse dal vaso, le radici, compresse tra loro inducono la fioritura. Per crescere rigogliose le cactacee e le altre succulente hanno bisogno di un periodo di riposo o di quiescenza. Nel caso delle cactacee questo periodo coincide con la stagione fredda, di solito da novembre a febbraio. Il cactus a forma di globo o di cilindro appartiene a questa categoria. Il periodo di quiescenza delle succulente varia a seconda della pianta. Le aloe, le agavi e le calancoe hanno bisogno di pochissimo riposo e possono farne anche a meno.

Esposizione per le Cactacee
È necessario imparare a capire le esigenze specifiche di ciascuna pianta. Il Gymnocalycium platense (a forma di globo) e molte succulente necessitano di un minimo di sei ore di sole diretto per poter fiorire abbondantemente, mentre altre hanno bisogno di ombra e quelle più delicate devono essere protette dal sole caldo del mezzogiorno estivo. Le piante devono essere girate a distanza di qualche giorno in modo che la luce raggiunga tutti i punti. Tuttavia, se la pianta sta iniziando a mettere i boccioli, girarla continuamente rischia di provocarne la caduta. Le cactacee richiedono temperature elevate, più alte sono meglio è, con un minimo di 16 °C durante la notte. Le altre succulente gradiscono una temperatura di 24-29 °C durante il giorno con una diminuzione di 6 °C di notte.

Terriccio per le Cactacee
Le cactacee non crescono in semplice sabbia nemmeno nel loro ambiente naturale. Si sviluppano in mezzo ad altre piante del deserto in punti in cui le radici possono assorbire elementi nutritivi dalle sostanze organiche in decomposizione.

Nelle regioni aride dove i cactus sono soliti svilupparsi, il terreno è ricco di minerali e di calce.

Usate una parte di terriccio universale, una parte di sabbia, una parte di torba addizionata con un po’ di perlite oppure una parte di miscela preconfezionata per cactacee con l’aggiunta di una manciata di sabbia e perlite o vermiculite per migliorare il drenaggio.

Le piante piccole devono essere rinvasate ogni due anni. Quelle più grandi, non prima di tre o quattro anni. Usate piccoli contenitori di terracotta. Le piante di forma rotonda hanno bisogno di un vaso all’incirca un centimetro più largo del diametro della pianta stessa. Piante alte che continuano a crescere devono essere messe in vasi di larghezza pari alla metà della loro altezza. Al momento del rinvaso, usate delle pinze per maneggiare i cactus spinosi. Di solito queste piante hanno un sistema radicale poco esteso ed è necessario fissare la pianta al vaso fino a quando le radici si sono ben radicate al nuovo terriccio. Per le piante grandi, usate dei sostegni ai quali legherete la pianta con uno spago. Per le piante piccole, utilizzate degli elastici con cui avvolgerete verticalmente il vaso e la pianta. È un’ottima idea distribuire della sabbia o della ghiaia sulla superficie del terriccio e sotto la pianta, in questo modo si eviterà che le radici marciscano e che la pianta si scolorisca per gli schizzi d’acqua che le possono arrivare durante le annaffiature.

Annaffiatura per le Cactacee
Sebbene siano in grado di immagazzinare acqua, le piante grasse gradiscono una copiosa irrigazione come tutte le altre piante. Molti problemi insorgono per irrigazioni insufficienti, tra un’annaffiatura abbondante e la successiva il terriccio deve asciugare fino a una profondità di 13 mm (con un fiammifero scavate delicatamente nel terriccio per verificare). Durante la fioritura dovranno essere annaffiate più frequentemente. Quando inizia la stagione fredda, bagnate quanto basta per non farle appassire. Durante la quiescenza (generalmente marzo o aprile), diradate le annaffiature finché compaiono i nuovi germogli. Annaffiate moderatamente all’inizio, aumentando la quantità d’acqua man mano che arriva il caldo. Il periodo di quiescenza è necessario perché la pianta fiorisca. Non è indispensabile un alto tasso di umidità, un 10-20% basta, in giornate particolarmente calde vaporizzatele molto delicatamente.

Concimazione per le Cactacee
Non richiedono molta concimazione. Durante il primo anno non è necessario alcun fertilizzante. Successivamente, concimate una volta al mese con un fertilizzante 5-2-2. Non concimate in inverno o in giornate nuvolose o di pioggia.

Moltiplicazione per le Cactacee
È estremamente facile moltiplicare le piante grasse e le succulente mediante talee o semi. Il Cleistocactus strausii si sviluppa facilmente da semi che si possono acquistare presso la maggior parte di negozi di floricoltura. Anche le talee fogliari sono indicate per la moltiplicazione delle succulente. Le talee apicali danno risultati migliori se lasciate seccare all’estremità, se piantate subito, appena tagliate, rischiano di marcire; fatele seccare per due o tre settimane se di grosse dimensioni e se piccole per due o tre giorni in un luogo caldo e ombroso. Le talee fogliari devono essere lasciate asciugare soltanto per pochi giorni, quelle ricavate da rami cresceranno e metteranno radici senza che le foglie vecchie avvizziscano. Quando le piante nuove si formano alla base di una talea fogliare, la foglia vecchia muore.

Luce artificiale per le Cactacee
Le cactacee e le succulente possono svilupparsi, da semi, in presenza di luce artificiale, 10.700 lux.

Prime cure per le Cactacee:
• Cocciniglie farinose, cocciniglie, lumache, limacee, nematodi, ragni rossi (vedi Parassiti). Malathion o insetticidi possono danneggiare i tessuti vegetali, usate del solfato di nicotina.
• Marciume nel punto in cui le radici si uniscono al tronco: è il problema principale delle cactacee, l’acqua si ferma in questo punto e fa marcire la pianta. Lasciate uno spazio di 13 mm nel punto di giunzione tra il fusto e le radici e riempite con un materiale grezzo e granuloso, le radici sopporteranno un quantitativo maggiore di acqua se questa zona sarà protetta. Immergete la pianta malata in un bagno di acqua tiepida per 20-40 minuti e rinvasate in terriccio nuovo. Se compare del marciume molle e nero vicino al colletto estraete la pianta dal vaso, asportate delicatamente il tessuto infetto e lasciate asciugare la ferita fino a quando si è cicatrizzata. Rinvasate in terriccio nuovo.
• La zona intorno a ferite inizia a decomporsi, zone depresse: si tratta anche in questo caso di marciume, eliminate le parti infette e bagnate per immersione del vaso, facendo attenzione a non eccedere. Una volta che le ferite sono guarite, ricominciate ad annaffiare dall’alto.
• La pianta non è cresciuta per niente nell’arco di un anno: si tratta di annaffiature eccessive o insufficienti. Vedete i punti seguenti.
• Marciume, appassimento e scolorimento del fogliame, le foglie ingialliscono e cadono in gran quantità, il terriccio è sempre bagnato: si tratta di irrigazioni eccessive, questo problema insorge soprattutto nel periodo di quiescenza. Estraete la pianta dal vaso (vedi Invasatura) ed esaminate le radici, se sono sane, rinvasate la pianta e cambiate il metodo di annaffiatura. Se le radici sono morte o marce e molli è possibile che la pianta sia irrecuperabile. Se le radici sono solo parzialmente brune, togliete le parti ammalate e fate seccare al sole le radici rimaste. Rinvasate in terriccio nuovo.
• La pianta ha un aspetto stentato, floscio, avvizzito e sta ingiallendo, le foglie si accartocciano e quelle inferiori ingialliscono, presentano macchie di colore marrone e cadono: il problema è un’irrigazione insufficiente. Annaffiate lentamente l’intera superficie del terriccio fino a quando l’acqua in eccesso fuoriesce dal foro di drenaggio. Non lasciate la pianta con il sottovaso colmo d’acqua per più di un’ora. Fate asciugare il terriccio completamente prima di annaffiare di nuovo. Osservate attentamente la pianta per capire quali siano le sue esigenze e poi somministrate una quantità d’acqua adeguata.
• Macchie nere, brune o gialle, umide o coperte di vesciche e generalmente orlate di giallo, possono comparire ovunque sulle cactacee o sulle succulente: si tratta di un’invasione batterica o fungina detta macchia fogliare e causata da una ventilazione insufficiente, troppa umidità, eccesso di annaffiature, luce scarsa. Aumentate la temperatura, la luce e l’aerazione e fate asciugare il terriccio prima di annaffiare di nuovo. Asportate le zone infette. Vaporizzate con un fungicida.
• Non fiorisce anche se tutte le condizioni necessarie sono state rispettate: può trattarsi soltanto di una questione di tempo, la maggior parte delle cactacee impiega quattro o cinque anni per iniziare a fiorire, anche se alcune possono fiorire prima, se poste nell’ambiente ideale.
• La vegetazione deperisce e perde colore: troppa umidità, diminuite il grado di umidità e ventilate l’ambiente. Tenete lontane le cactacee da piante che necessitano di molta umidità.
• La pianta cresce disordinatamente: poca luce (vedi Luce artificiale per le cactacee e le succulente).
• Zone brune o nere sulle foglie che assomigliano a bruciature, perdita di colore generale: troppa luce (vedi Esposizione per le cactacee e le succulente).
• La pianta diventa esile e allungata: è dovuto a temperature troppo elevate, deve essere posta in un luogo più fresco e ventilato.

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