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Piante da appartamento: Orchidaceae Orchidee

Piante da appartamento: Orchidaceae Orchidee
La famiglia delle Orchidacee è vastissima e comprende più di 500 generi con almeno 20.000 specie, oltre a numerosissimi ibridi e varietà orticole. Sono largamente diffuse in tutto il mondo, anche in Italia crescono spontanee numerose specie, ma sono soprattutto abbondanti nelle umide regioni equatoriali e tropicali.

Moltissime specie sono epifite, crescono cioè attaccate ai tronchi degli alberi, vivendo sui residui organici che si accumulano sopra i rami; tutte le orchidee che crescono allo stato spontaneo nelle regioni a clima temperato sono terrestri, vivono, al pari della grande maggioranza dei vegetali conosciuti, con il loro apparato radicale affondato nel terreno.

Per ogni orchidea acquistata è necessario conoscere le particolari cure di cui abbisogna, in quanto non esistono regole generali che vadano bene per tutte le specie.

È quindi opportuno iniziare con quelle di più facile coltivazione come la Cattleya maxima (a fiori bianco-lilla che sbocciano tra ottobre e novembre) o la Cypripedium arìetinum, a fiori bianco-verdognolo o bruno-marrone che sbocciano a maggio, molto resistenti.

In realtà non sono più difficili da coltivare dei filodendri, una specie che cresce assieme alle orchidee nell’habitat naturale.

Esposizione per le Orchidaceae Orchidee
Le orchidee in inverno hanno bisogno di sole diretto ovvero proveniente da una finestra ubicata a sud o a ovest; devono invece essere protette dal sole caldo da aprile a ottobre e quindi poste vicino a una finestra rivolta a nord o a est.
In inverno, durante il giorno la temperatura deve oscillare fra i 20 e i 26 °C, di notte deve essere di 16 °C. La maggior parte delle orchidee cresce a una temperatura media fra giorno e notte di 21 °C. Se ricevono una giusta quantità di luce, le foglie crescono rivolte verso l’alto e assumono un color verde scuro. Le foglie diventano invece verde chiaro e il tessuto si danneggia se ricevono troppo sole, una carenza di sole provoca una crescita orizzontale. Il rinnovamento dell’aria è indispensabile per le orchidee, come lo è l’umidità ambientale.

Terriccio per le Orchidaceae Orchidee
La maggior parte delle orchidee cresce bene in un composto a base di corteccia di pino, di abete a pezzetti e di osmunda, ovvero di radici di felce osmunda, di sfagno torboso e di argilla espansa. I vasi devono essere di terracotta. È necessario un rapido drenaggio e una buona ventilazione in modo che le radici si asciughino fra una irrigazione e l’altra. Generalmente è necessario rinvasare dopo due o tre anni, quando le radici della nuova vegetazione si estendono oltre il vaso. Togliete la pianta dal vaso, levate tutto il terriccio e recidete con un coltello affilato tutte le radici scure e morte.
Riempite per un terzo il nuovo contenitore con cocci di terracotta, ponetevi sopra, fino ad arrivare a metà vaso, piccole quantità del nuovo substrato, appoggiate sopra la pianta in modo che le radici vi aderiscano bene e lentamente inserite il substrato fin quando l’orchidea è ben fissata, comprimete moderatamente in modo che il vaso risulti riempito fino a 1 cm dall’orlo. Vi sono vasi d’argilla appositamente costruiti per orchidee che consentono un rapido drenaggio.

Annaffiatura per le Orchidaceae Orchidee
Le orchidee non devono mai essere annaffiate con acqua troppo fredda o calcarea. Ricordate che non tutte le orchidee hanno bisogno della stessa quantità d’acqua; le indicazioni qui riportate sono quindi generiche.
Seguendole, la pianta soprawiverà ma sarebbe meglio individuare per ogni pianta la quantità esatta. Dando poca acqua, la pianta può deperire, ma delle irrigazioni abbondanti sono sicuramente deleterie. Il terriccio deve seccarsi totalmente fra un’annaffiatura e l’altra. Le orchidee preferiscono essere immerse per un breve periodo in acqua piuttosto che esserne impregnate a lungo. Quelle che crescono in un substrato di radici di osmunda hanno bisogno di meno acqua rispetto a quelle coltivate in un terriccio a base di corteccia di pino. Necessitano di un’umidità pari al 70%. Vaporizzatele giornalmente e ponetele su uno strato di ciottoli bagnati senza che la base del vaso entri tuttavia a contatto con l’acqua.

Concimazione per le Orchidaceae Orchidee
Non hanno bisogno di molto nutrimento: una volta al mese per quelle radicate in un substrato di radici di osmunda, ogni tre settimane per le altre. Utilizzate i fertilizzanti speciali per orchidee (30-10-10 o 23-19-17).

Moltiplicazione per le Orchidaceae Orchidee
Le orchidee possono essere moltiplicate per divisione dei rizomi.

Luce artificiale per le Orchidaceae Orchidee
L’intensità della luce deve aggirarsi attorno ai 7000 lux.

Prime cure per le Orchidaceae Orchidee:
• Ragni rossi, cocciniglie, tripidi delle serre, porcellini di terra, millepiedi (vedi Parassiti). Con le orchidee è meglio utilizzare Kelthane che Malathion.
• Le foglie delle orchidee diventano giallastre e inconsistenti: è dovuto con buone probabilità a un eccesso di fertilizzante, rinvasate usando del terriccio nuovo avendo prima lavato le radici in acqua tiepida. Nutrite una volta al mese con un fertilizzante per orchidee.
• Sulle foglie appaiono improvvisamente larghe macchie bruno giallastre con segni di necrosi: se le macchie sono dure, la loro comparsa è dovuta a troppo sole, proteggete la pianta con una tenda o spostatela in una zona meno luminosa. Se le macchie sono molli, si tratta di un fungo, rimuovete le macchie con un coltello tagliando anche la parte circostante non ancora infetta, irrorate con un fungicida.
• Si sviluppa una fungosi nel punto in cui è stato reciso il fiore dell’orchidea: quando il fiore è stato tagliato si è lasciata troppa guaina fogliare, la pianta può morire se la malattia non viene trattata con un fungicida. Quando recidete i fiori cercate di asportare il più possibile la guaina fogliare.

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