Add Me!Close Menu Navigation
Add Me!Open Categories Menu

Vasi per piante da appartamento tipologia, grandezza e periodo di rinvasamento

Vasi per piante da appartamento: tipologia, grandezza e periodo di rinvasamento
Le piante da appartamento possono dare ottimi risultati in quasi ogni sorta di contenitori, a condizione che si tenga presente che ciascun tipo di vaso richiede tempi e modalità di irrigazione diversi.

Vasi di terracotta
Da anni si utilizzano per le piante d’appartamento vasi di argilla rossa, o terracotta, e non senza valide ragioni.

Il vaso di terracotta offre molti vantaggi rispetto a quelli di plastica o in altri materiali. La porosità della terracotta permette all’eventuale acqua in eccesso di filtrare attraverso le pareti, oltre che dai fori di drenaggio. Essa consente inoltre alle radici di traspirare.

È facile riconoscere se una pianta situata in un contenitore di terracotta è stata annaffiata eccessivamente: le pareti saranno umide, di colore scuro ed eventualmente viscide al tatto. I vasi di terracotta che presentano, uno strato umido verdastro sulla superficie esterna vanno accuratamente lavati con una spazzola dura e acqua calda.

Se si utilizza un vaso di argilla decorata o vetrificata sprovvisto di foro di drenaggio, occorre fare particolare attenzione a non annaffiare eccessivamente la pianta, è un rischio frequente con questo tipo di contenitore.

Per la coltivazione di orchidee, rizomi, begonie o bulbi si possono trovare in commercio recipienti di terracotta appositamente studiati, che assicurano il rapido drenaggio necessario

Vasi di plastica
I vasi di plastica non essendo porosi, impediscono sia all’acqua che all’aria di passare, di conseguenza le radici non respirano in maniera adeguata come accade, invece, in un contenitore di terracotta e il terriccio si asciuga molto più lentamente. È importante non dimenticarsi che una pianta in un vaso di plastica ha bisogno di essere annaffiata meno di frequente, infatti la quantità d’acqua somministrata in eccesso si accumulerebbe sul fondo facendo marcire le radici. Prova ne sarebbero l’ingiallimento delle foglie e la caduta dei bocci, se poi le condizioni di eccessiva umidità persistono, la pianta muore.

In commercio si trovano vasi di plastica trasparente, che permettono di vedere le radici e controllare che non vi siano segni di marciume. L’esposizione delle radici alla luce non sembra ostacolare minimamente la crescita della pianta.

Evitate di utilizzare vasi di materiale plastico flessibile o gommoso, poiché danneggiano le radici e contengono una sostanza tossica per la pianta. Rinvasate quindi le piante acquistate in altri contenitori.

Grandezza dei vasi
La grandezza di un vaso dipende dalla capacità di crescita della pianta; se è lenta, come nel cactus, la pianta non avrà bisogno né di un contenitore di grandi dimensioni né di rinvasi frequenti.

Le piante che crescono rapidamente, come le begonie, dovranno essere rinvasate da un recipiente del diametro di 10 cm a uno di almeno 15 cm, appena le radici rischiano di essere soffocate.

Nella maggior parte dei casi basterà tuttavia rinvasare la pianta in un contenitore della misura appena superiore a quella del precedente (per esempio da un vaso di 10 cm di diametro in uno di 12 cm). Se collocate ima pianta in un vaso troppo grande rispetto alla zolla, essa adoprerà tutte le sue energie per permettere all’apparato radicale di diffondersi e crescere nel nuovo terriccio, a scapito del fogliame e della crescita terminale.

Ogni contenitore precedentemente usato deve essere accuratamente strofinato con un prodotto detergente e sciacquato con acqua bollente, in modo da eliminare gli eventuali agenti patogeni.

Non rinvasate in un vaso di terracotta una pianta sviluppatasi in uno di plastica e viceversa, infatti le pareti interne di questi due tipi di contenitore presentano caratteristiche troppo diverse.

Quelle in terracotta sono lisce, mentre quelle del vaso di plastica hanno un bordo concavo; l’apparato radicale si sviluppa seguendo i contorni interni, quindi le radici di una pianta cresciuta in un vaso di plastica avranno cerchiato anche quella parte leggermente più larga corrispondente al bordo. Per trasferire una zolla di questa forma occorrerà un vaso di terracotta di misura più grande del precedente.

Quando rinvasare le piante da appartamento

Generalmente il periodo più indicato per rinvasare una pianta è la primavera, quando ha ripreso lo sviluppo vegetativo. Esistono parecchi modi per capire se una pianta necessita di un rinvaso:

1. la pianta comincia ad appassire alcune ore dopo essere stata annaffiata;
2. le foglie superiori ingialliscono e cadono;
3. la nuova vegetazione è ridotta o stentata;
4. le radici fuoriescono dal foro di drenaggio e/o si sviluppano sulla superficie del terriccio, spingendosi fuori dalla zolla alla ricerca di nutrimento. Una tale esposizione rischia di danneggiare i delicati peli capillari, non più protetti dal terriccio o dal vaso.

Se una o più di queste condizioni si verificano, è bene controllare la zolla. Per effettuare questa operazione, appoggiate una mano sulla superficie del vaso e capovolgetelo, battetene leggermente l’orlo contro una superficie dura per staccare la zolla. Se questa è compatta, dovrebbe fuoriuscire con facilità, altrimenti infilate nel foro di drenaggio una matita, dalla parte non appuntita, e spingete.

Se le radici appaiono in superficie attorcigliate e fittamente intricate significa che l’apparato radicale ha colmato il volume del vaso. Ciò, inizialmente, può essere utile, poiché incoraggia la fioritura della pianta, ma se raggiunge lo stadio estremo in cui l’apparato radicale è costretto in uno spazio effettivamente troppo esiguo, la pianta comincerà a soffrirne visibilmente. In questo caso la quantità di terra non sarà più sufficiente a trattenere l’acqua necessaria alle radici. Nel tentativo di compensare, la pianta rivolgerà le sue energie alla produzione di nuova vegetazione, perdendo conseguentemente quella vecchia o crescendo in modo stentato. A prescindere dalla quantità d’acqua somministrata, la pianta finirà per appassire e l’intera struttura si indebolirà.

Dopo un certo periodo di tempo qualsiasi terriccio si sarà impoverito. Per ovviare a questo inconveniente e per evitare eventuali depositi di sostanze chimiche nel terreno, occorre fornire alla pianta della terra fresca, ogni due anni, o due anni e mezzo.

Inoltre, non dimenticate che anche le piante invecchiano, quando una pianta presenta uno stelo lungo e misero, con scarso fogliame, probabilmente è giunto il momento di sostituirla con un’altra, se la vecchia pianta è sana, potete utilizzarla per ottenere delle nuove pianticelle.

Anche le piante che crescono rigogliose devono essere controllate periodicamente, in modo da saper valutare il momento opportuno per il rinvaso, prima che i danni causati da un contenitore troppo piccolo siano evidenti.

Rispondi

Devi aver effettuato il log in per scrivere un commento.