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Come disporre le fioriere, contenitori e vasi da appendere in giardino

Fra gli svariati modelli di contenitori in commercio, chiunque può trovare quello più adatto alle proprie piante, non solo per collocarlo sul terrazzo ma anche per abbellire un angolo del giardino, per rendere più accogliente l’ingresso, per mascherare un pluviale, per rallegrare il balcone e, fra quelli da appendere, per ingentilire il nudo piano verticale di una facciata.

I contenitori di terracotta sono belli e duraturi, però non sono reperibili in grandi dimensioni. Delle grandi vasche di pietra d’altri tempi, spesso posate su un piedestallo, con i fianchi sovraccarichi di motivi floreali o geometrici, ormai diventate pezzi da collezione, oggi si costruiscono copie in materiale sintetico abbastanza belle e solitamente molto resistenti agli agenti atmosferici.

Sempre come fioriere, ci sono poi in commercio botti di quercia tagliate in due, che però sono molto care. La parte in legno deve essere trattata con una speciale vernice protettiva e i cerchi verniciati con un antiruggine. Anche le altre fioriere di legno devono essere verniciate allo stesso modo prima di immettervi il terriccio. In ogni caso, informarsi presso il rivenditore che la vernice non sia di un tipo dannoso per le piante.

In commercio, sono inoltre reperibili anche i contenitori di cemento, disponibili in molte misure, che, pur essendo molto più duraturi, sono meno agevoli da maneggiare di quelli di plastica.

Attualmente, sono molto usati i contenitori di plastica o di altro materiale, che sono leggeri, imputrescibili e disponibili in tutte le forme e misure. I contenitori di plastica, inoltre, sono disponibili in diversi colori e, alcuni tipi, con riserva d’acqua per assicurare una costante umidità alle piante.

Le dimensioni di un contenitore vanno adeguate alle piante che devono ospitare: per esempio, le fioriere per i davanzali delle finestre devono avere una misura minima di cm 18-20 di larghezza e di profondità, mentre i recipienti per arbusti, conifere e rampicanti è bene che misurino almeno cm 35-40.

Tutti i contenitori devono avere sul fondo gli appositi fori per il drenaggio, che poi vanno tappati con materiale poroso, come vermicolite o argilla espansa.

II terriccio, essendo poca la quantità che si può immettere in un contenitore di questo tipo, deve essere molto fertile: si consiglia un composto, costituito da un terzo di terriccio da giardino e da due terzi di materia organica, che va bene per la maggioranza delle piante. Le piante calcifughe, come rododendri, azalee, pieris, camelie e alcune eriche, di solito sono coltivate in un terriccio detto “di brughiera”, noto anche come “terra d’erica”, o in un terriccio torboso. Nei contenitori la terra si asciuga velocemente e pertanto si deve intervenire con frequenti irrigazioni. Poi, per mantenere le piante sempre vigorose, occorre fertilizzare ogni quindici giorni con un prodotto liquido.

All’inizio di ogni primavera, raschiare e togliere cm 5-7 di terra in superficie e sostituirla con buon terriccio fresco. È bene, infine, anche verificare i punti di fissaggio delle fioriere alla balaustra del balcone.

I contenitori da appendere è meglio che abbiano le pareti interne ricoperte con uno strato di sfagno umido oppure con un foglio di polietilene nero. Poi, versato il terriccio preparato, si possono mettere a dimora le piante, spaziandole secondo le necessità. Ricordarsi di praticare dei fori nel foglio di polietilene, in modo che le radici possano fuoriuscire e anche per assicurare un buon drenaggio. Durante periodi particolarmente siccitosi, almeno una volta al giorno immergere le sospensioni nell’acqua.

Le fioriere da balcone di cm 15-20 di profondità si prestano alla coltivazione di numerose piante bulbose – bucaneve, crocus, giunchiglie, tulipani nani, narcisi, giacinti, stille e iris nane – che, piantate in autunno, fioriscono a primavera. Tali fioriere, poi, sono anche particolarmente adatte per la coltivazione di numerose piante di rigoglioso sviluppo, eccettuate le specie di taglia alta che sarebbero sproporzionate rispetto al contenitore. Inoltre, c’è la possibilità di creare magnifiche composizioni floreali mescolando alcune piante ricadenti, come gerani edera, lobelia e nasturzi nani, con petunie, tagetes, Begonia semperjlorens, begonie tuberhybride e salvia. Non si dimentichino, infine, gli arbusti e le conifere nane che, ossatura principale di ogni fioriera, sono anche perenni: potentilla, lavanda, veronica e conifere nane come il ginepro comune e il tasso. Le conifere nane, soprattutto quelle a colorazione glauca e aurea, durante l’inverno conferiscono all’insieme della vegetazione preziose note di colore, in particolare se associate a eriche a fioritura invernale, edere variegate e al bellissimo Cyclamen coum, pianta tuberosa che fiorisce all’ombra durante l’inverno.

I contenitori in pietra, cemento e plastica possono ricevere le stesse piante previste per le fioriere da balcone e in più, almeno nei recipienti più capaci, quelle di dimensioni più grandi. Durante la messa a dimora delle piante in questi contenitori, si deve sempre mantenere un esatto equilibrio tra quelle alte, le basse e le ricadenti. Il fogliame persistente dell’edera variegata o della Vinca major “Variegata”, per esempio, pone bene in risalto la colorazione brillante dei gerani, dei garofani dei poeti, delle calendule, delle calceolarie e dell’eliotropio.

Numerose piante d’appartamento si associano bene con le piante estive da giardino: il fogliame ricurvo del chlorophytum, per esempio, si armonizza con l’agapanthus; una cordyline, collocata di lato in una ciotola con piante annuali, rialza e struttura la composizione; i vividi colori del coleus contrastano felicemente con Cineraria maritima a foglie argentate o con i semprevivi.

I contenitori più capaci, posti in una posizione soleggiata oppure semiombreggiata, sono adatti a gigli, ortensie e fuchsie. Gli arbusti coltivati ad alberello, che producono bacche, di solito sono messi ai lati degli ingressi; meno tradizionali sono, invece, gelsomini a fiore giallo e Forsythia intermedia. Piante che riescono bene nei contenitori sono; rosai miniatura, clematidi, azalee, camelie e Acer palmatum. All’ombra, invece, si possono coltivare: pieris, mahonia, hosta, bergenia, Brnnnera macrophylla ed Helleborus orientalis.

I contenitori da appendere devono contenere soprattutto piante ricadenti: nasturzi, tradescantia, fuchsie, Lysimachia nummularia, petunie, gerani edera, lobèlie, begonie.

La maggior parte delle piante alpine sono adatte a formare graziosi cuscini fioriti tra le pietre delle zone lastricate, ma possono essere anche unite alle piante in contenitori. Se si mettono in buona esposizione a pieno sole, durano molti anni: garofano, sedum, armeria, Phlox subulata, timo, semprevivo, sassifraga, Erinus alpinus, acaena e helianthemum. Le specie nane di ginepro e Thuja occidentalis sono di grande effetto tra le lastre di pietra; le forme prostrate di Picea abies, se lasciate sviluppare convenientemente, conferiscono una nota di colore particolare.

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