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Come fare la manutenzione di un prato esistente

Sfalci e rifilatura dei bordi

Un prato, per mantenere un bell’aspetto e un colore verde intenso, deve essere costantemente sfalciato meccanicamente con un tosaerba, rullato e aerato. Inoltre, deve essere frequentemente ripulito e rastrellato, mondato dalle erbe infestanti e controllato contro le malattie parassitarie o crittogamiche. La frequenza degli sfalci dell’erba è strettamente collegata alla velocità della sua crescita e può variare tra una o due volte alla settimana e una volta ogni 10-12 giorni, soprattutto da maggio a giugno, durante il maggior ciclo vegetativo. Le rasature si effettuano nell’arco di tempo che va da marzo a ottobre ed eccezionalmente uno o due leggeri tagli possono rendersi necessari nel periodo invernale, specialmente nelle regioni a clima mite.

Non si deve mai sfalciare un prato quando le erbe sono molto bagnate dalla pioggia o per effetto della irrigazione artificiale. In ogni modo, ricordarsi che gli sfalci molto bassi, quasi rasenti a terra, indeboliscono la cotica erbosa: gli sfalci con una altezza da terra di circa cm 2-3 danno i migliori risultati per i prati pregiati costituiti con poche specie, mentre si può arrivare anche ai cm 4 per i prati rustici.

È sempre opportuno diradare gli sfalci nei periodi siccitosi, ma anche in primavera e in autunno, se la crescita delle erbe è per qualche motivo rallentata.

Prima di procedere a una mototosatura del prato è bene eliminare i coni di terra prodotti da lombrichi, talpe o formiche, dato che la loro presenza potrebbe essere causa di marciume e anche danneggiare i coltelli falcianti dei tagliaerba.

La sfalciatura va eseguita in direzioni opposte, cioè se uno sfalcio è fatto secondo l’asse maggiore, il successivo deve seguire l’asse minore: in questo modo si evita la formazione di solchi nel prato.

Durante i periodi molto siccitosi conviene lasciare l’erba sfalciata sul posto, sempre che il prato sia stato mondato da erbe infestanti: infatti, le erbe sfalciate conservano l’umidità. Normalmente però si usa il raccoglierba: l’andirivieni continuo della mototosatrice sempre nella stessa direzione indebolisce l’accestimento della cotica erbosa e favorisce la formazione dei funghi e la moltiplicazione dei lombrichi.

Per la rifilatura dei bordi usare un forbicione a manici lunghi oppure l’apposito tagliabordi a lame (ne esistono anche a motore).

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