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Come realizzare un giardino: le siepi

Le siepi costituiscono delle ottime barriere al Dosto di muri e recinzioni. Forniscono un fondo adeguato ad altre piante da giardino e, se costituite di piante spinose, hanno anche il Dregio di tenere lontani gli animali. La siepe :lassica è formale, potata molto corta per mantenere contorni regolari. Esistono tuttavia molti arbusti che si prestano alla costituzione di siepi nformali.

Le siepi presentano due svantaggi: in primo luogo, vanno potate o regolate ogni anno, e in certi casi l’operazione va ripetuta anche due o tre volte. In secondo luogo, assorbono dal suolo sostanze nutritive che potrebbero essere necessarie ad altre piante che crescono loro vicine. Il primo problema si risolve, almeno parzialmente, impiegando un tosasiepi a motore; quanto al secondo, basta somministrare ogni primavera un buon fertilizzanteo una concimazione liquida alla siepe e alle piante che vi crescono accanto. Sono utili le pacciamature con letame ben decomposto, poiché evitano che le radici della siepe si allarghino in cerca di nutrimento.

Impianto

L’epoca dell’impianto dipende dal tipo di arbusto prescelto. Quelli a fogliame deciduo, cresciuti in piena terra e forniti «a radice nuda», dovrebbero essere piantati tra novembre e marzo. I sempreverdi e le conifere vanno piantati in settembre-ottobre o in aprile-maggio. Se le piante arrivano in un momento poco adatto o quando le condizioni del terreno non sono favorevoli, sarà opportuno ricoverarle in tagliola. Gli arbusti coltivati in vaso si possono trapiantare in ogni stagione dell’anno, purché si abbia cura di innaffiarli durante i periodi di siccità.

Preparazione del terreno

Le siepi durano a lungo, ed è pertanto necessario preparare bene il terreno. Usare canne di bambù e corda robusta per delimitare la striscia che verrà occupata dalla siepe. Scavare un fosso largo cm 50-100 e profondo una fitta di vanga; lavorare quindi col forcone il fondo dello scavo incorporandovi composta ben matura, torba o terriccio di foglie. Mettere da parte altra sostanza organica, da mescolare al terreno che si userà per colmare il fosso dopo l’impianto. Si possono interrare col forcone due o tre manciate al metro lineare di fertilizzante composto.

Scelta delle piante

Si è indubbiamente tentati di scegliere piante di grosse dimensioni, che produrrebbero subito l’effetto desiderato. Ma è meglio resistere alla tentazione. Le piante più piccole, alte cm 30-45, non solo costano meno ma attecchiscono meglio e più rapidamente degli esemplari adulti. Se si vuole ottenere una protezione immediata, erigere lungo la siepe una recinzione di rete e paletti.

Come piantare

Eseguire il trapianto quando il terreno è umido e facile da lavorare, e non quando è molto asciutto, gelato o fangoso. Eliminare tutte le radici rotte o danneggiate con un paio di cesoie affilate e disporre le piante nello scavo alla distanza richiesta. Nel caso di arbusti coltivati in vaso, toglierli dal contenitore, senza tuttavia disturbare il pane di terra. Se le radici fossero uscite dal foro di drenaggio, estrarle con delicatezza.

Per ottenere siepi con uno spessore di un metro e più, segnare due fi le distanti cm 30-40 e disporvi le piante sfalsate.

Allargare le radici degli esemplari a radice nuda, coprire con la terra e comprimere bene coi piedi. Il vecchio segno lasciato dalla terra sul fuso deve trovarsi a livello del suolo o poco più sotto. Il pane di terra delle piante coltivate in vaso va interrato in modo che il nuovo livello sia di circa cm 2,5 più alto del precedente. Consolidare bene il terreno intorno al fusto.

Subito dopo il trapianto eliminare con le cesoie tutti i fusti e i rami danneggiati. Ridurre la maggior parte delle siepi decidue a 1/3 dell’altezza; tagliare il biancospino e il ligustro a cm 15 dal livello del suolo. I sempreverdi e le conifere possono essere trattati con una soluzione antitraspirante, che ridurrà la perdita d’acqua favorendo il rapido attecchimento della pianta.

Cure colturali

Nella primavera che segue l’impianto, distribuire una pacciamatura di polvere di corteccia o di torba umida ai piedi della siepe.

L’operazione va compiuta subito per le conifere e i sempreverdi piantati in primavera. Quando si sparge il pacciame, il suolo dev’essere umido.

Per crescere bene e attecchire rapidamente, la siepe non dev’essere trascurata dopo l’impianto. Con tempo asciutto, sarà necessario bagnarla di frequente. Col gelo, bisogna consolidare ogni giorno il terreno intorno alle piante: nella terra smossa dal gelo le radici potrebbero infatti seccare.

Come potare le siepi

La maggior parte delle siepi richiede due potature l’anno; per il ligustro ne sono necessarie tre. L’operazione va compiuta in maggio e in agosto, che sono i mesi più adatti, con forbici ben affilate e lubrificate (o con un tosasiepi elettrico). La siepe dovrebbe essere leggermente più larga alla base in modo che la luce possa raggiungere i rami inferiori e la neve scivolare a terra più facilmente.

Le siepi informali, spesso coltivate per i fiori, possono essere potate con un paio di cesoie subito dopo la fioritura e poi lasciate stare fino allo stesso periodo dell’anno successivo.

Regolare le siepi formali a fogliame deciduo e i sempreverdi a foglie piccole con gli appositi forbicioni o con un tosasiepi elettrico. Per le siepi informali e per i sempreverdi a foglie larghe, come l’alloro e l’agrifoglio, sono invece da preferire le cesoie, che non rovineranno il fogliame e daranno risultati migliori. Si possono usare i forbicioni se la siepe è molto lunga. Se la potatura è stata effettuata con le forbici, sarà poi necessario eliminare con le cesoie le foglie e i rami danneggiati.

Appena concluso il lavoro, raccogliere e bruciare i rami tagliati: è bene non lasciarli sul tappeto erboso o tra le piante da bordura.

Esistono in commercio dei ritardanti chimici che limitano lo sviluppo delle siepi, formali e informali. Vengono nebulizzati poco dopo la potatura primaverile e la siepe mantiene la propria forma fino alla primavera successiva, quando saranno necessari un altro taglio e la nebulizzazione di altro ritardante. Seguire attentamente le istruzioni sulla confezione e non applicare il prodotto alle specie che non lo tollerano.

Sotto le siepi, le infestanti crescono senza farsi notare, e sovente vi si accumulano foglie o rifiuti. Ripulire bene il terreno d’inverno, quando è più visibile, e trattarlo poi con un diserbante, come la Simazina, che inibisce la germinazione.

Schermi e frangivento

Dove la presenza di venti forti limita la varietà di piante coltivabili nel giardino, conviene impiegare una fila di alberi con funzione di frangivento. Queste barriere servono anche dal punto di vista estetico a nascondere elementi poco decorativi.

Gli alberi sono un frangivento eccellente poiché lasciano filtrare il vento rallentandone la corsa, invece di bloccarlo di colpo creando turbolenze e vortici come fanno i muri. Piantare la barriera perpendicolarmente alla direzione del vento in modo che ne riduca la forza, dal lato sottovento, per una distanza da dieci a venti volte la sua altezza.

Tra gli alberi adatti alla creazione di barriere frangivento, si ricordano: Chamaecyparis lawsoniana, Cupressocyparis leylandii, Populus alba, Populus nigra, Thuja plicata e cultivar.

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