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La concimazione e l’innaffiamento di un prato in periodo siccitoso

Un prato, se non è regolarmente innaffiato durante i periodi di prolungata siccità, può essere danneggiato in modo anche irreparabile. Per ottenere la massima superficie innaffiata, è consigliabile usare un apparecchio irrigatore, preferibilmente del tipo oscillante. Quando la stagione è calda e soleggiata, prolungare le ore di innaffiamento affinché il terreno venga ben imbibito di acqua; operazione, questa, da eseguire una volta alla settimana e, se il terreno è sabbioso, ogni 4-5 giorni. L’innaffiamento dovrebbe essere l’equivalente della caduta di circa cm 2-3 di pioggia. Per calcolare la quantità di acqua dispensata da un irrigatore si dispongano recipienti per tutta la lunghezza del lancio dell’ugello e si controlli contemporaneamente in quanto tempo si raccolgono in detti recipienti i cm 2-3 di acqua. Il tempo segnato serve per mantenere nelle varie postazioni l’apparecchio d’irrigazione.

Spazzolatura e rastrellatura

In primavera, è necessario eseguire una leggera spazzolatura o rastrellatura del prato con una scopa metallica, a fili o a lamelle, in modo da raccogliere tutti i corpi estranei formatisi o depositativi durante l’inverno, soprattutto prima della mototosatura. A metà settembre, o più tardi nelle regioni a clima caldo, rastrellare vigorosamente tutto il prato con rastrelli particolari o con una spazzolatrice a ruota (a mano o a motore), in modo da eliminare qualsiasi corpo estraneo eventualmente presente.

La concimazione

I fertilizzanti per i prati possono essere granulari o liquidi; i primi si spargono a spaglio, i secondi diluiti in acqua. Queste sono operazioni che normalmente si eseguono in aprile, su terreno umido, ma con erba asciutta. Se il fertilizzante è in polvere, si può mescolarlo in ragione di 4-8 volte il suo peso con sabbia asciutta, in modo da spargerlo con maggior uniformità e cosi evitare una crescita irregolare dell’erba. Anche lo spargimento del fertilizzante deve venire eseguito in due passaggi incrociati, con metà della quantità stabilita secondo l’asse maggiore del prato e l’altra metà secondo l’asse minore.

I fertilizzanti granulari sono quelli più facili da spargere ed esistono apposite macchine distributrici (a mano e a motore). Per una maggiore precisione nella distribuzione a mano, invece, analogamente a quanto fatto per la semina, si può dividere il prato in settori.

È possibile anche effettuare la fertirrigazione, distribuendo cioè insieme all’acqua di irrigazione il fertilizzante disciolto preventivamente in un apposito dispositivo; in questo modo, si ottiene senz’altro una concimazione veramente perfetta.

Il fertilizzante liquido può essere somministrato anche mediante un innaffiatoio a doccia o con una barra a Vari ugelli irroranti. È opportuno non ripassare con il fertilizzante sulle zone già irrorate, in quanto la doppia distribuzione potrebbe ustionare il tappeto erboso. Non usare mai nitrati dopo il mese di agosto. La concimazione autunnale si deve effettuare soltanto sui prati che abbiano sofferto per compattazione del terreno o siccità: in questo caso, usare fertilizzanti ad alto titolo di fosforo (però a basso titolo di azoto) per rinvigorire i sistemi radicali.

In commercio esistono confezioni già preparate per la concimazione dei prati a vari titoli di azoto, fosforo e potassio, con possibilità di impieghi diversi in quantità al m2, il tutto chiaramente descritto sugli involucri.

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