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La creazione e la progettazione di un giardino

Prima di tutto, come progettare un giardino secondo linee di composizione che ne valorizzino la bellezza naturale e ne nascondano gli eventuali difetti e limitazioni spaziali. Poi, come organicamente sistemare piante, aiuole, sentieri, terrazzi, decorazioni e infrastrutture di servizio

La progettazione di un giardino

Un giardino non si improvvisa. Occorre preparare un progetto molto accurato, in modo da utilizzare tutta la superficie disponibile destinata a questo scopo.

Disegnare un giardino, oltre al buon gusto, richiede profonde conoscenze tecniche, che non si acquisiscono né in pochi giorni né solo consultando un manuale di giardinaggio. Ogni giardino, per riuscire bene, deve perfettamente adattarsi al terreno, al clima e bene inserirsi nel paesaggio circostante o in quello potenziale della regione geografica. Come per la casa, anche nel giardino ci sono elementi che, una volta Realizzati, difficilmente possono essere modificati o collocati in modo diverso. Per esempio, gli alberi, pur adattabili anche a un piccolo giardino, producendo il loro completo effetto ornamentale solo dopo quindici o vent’anni, devono essere collocati in posizioni dove possano svilupparsi regolarmente senza divenire ingombranti né compromettere l’equilibrio scenografico del giardino: qualsiasi errore in proposito potrebbe essere rilevato solo dopo parecchi anni, cioè troppo tardi.

La miglior soluzione è quindi affidare a un agronomo paesaggista o a una ditta specializzata lo studio del progetto, i movimenti di terra, la messa a dimora degli alberi, la costruzione di lastricati, e poi di effettuare da sé i lavori di rifinitura, come la preparazione di un prato, la messa a dimora di arbusti, ecc.

Le naturali, armoniose linee curve nella progettazione di un giardino

Nel progettare un giardino la miglior cosa è, prendendo esempio dalla natura, di concepirlo secondo linee irregolari ma armoniose ed equilibrate, piuttosto che secondo tracciati geometrici. La maggior parte dei giardini, purtroppo, assumono invece squadrate forme catastali: un prato rettangolare si contorna quindi di aiuole rettilinee, per cui lo sguardo va naturalmente a posarsi verso la recinzione di fondo e verso gli angoli estremi, piuttosto che soffermarsi sul giardino stesso.

La natura, al contrario, difficilmente si organizza secondo linee rette. L’ondulazione di una collina, l’arco allungato di una spiaggia, i meandri di un fiume sono gli esempi più lampanti di tale tendenza naturale e, allo stesso tempo, la dimostrazione che nel tracciato di una curva si ritrova un certo dinamismo che obbliga l’occhio dell’osservatore a seguirla. Ecco perché un prato con bordi curvilinei attira lo sguardo, anziché distrarlo verso le recinzioni laterali.

Questo tipo di disposizione permette di creare aiuole di varie profondità. Nel punto di incontro di due curve la bordura avanza a punta, per poi arretrare incurvandosi nuovamente. Per creare una prospettiva, su tale punta si possono porre a dimora alberi o arbusti di specie diverse, isolati o a gruppi.

Nella parte interna della curva, che non è visibile da tutti i punti del giardino, invece si possono collocare “elementi a sorpresa”, come un gruppo di crocus, di grande effetto in inverno, una panchina ben protetta, un pergolato di rose, un gioco d’acqua.

In un grande giardino, il prato può descrivere su ciascun lato due o tre curve concave che poi vanno a formare un grande arco sul fondo: evitare che le punte si trovino sulla stessa linea, perché darebbero un’impressione artificiosa.

L’orto, il frutteto, il deposito dei materiali organici, il magazzino degli attrezzi devono essere mascherati il più possibile per isolarli dal giardino vero e proprio. Tale cortina, però, che può consistere in una siepe di arbusti sempreverdi, una quinta di alberi, una pergola ricoperta da rosai oppure uno schermo stagionale costituito da piselli odorosi, gladioli o dalie, deve sposarsi con la vegetazione del giardino e accentuare la linea sinuosa dei prati.

Prima di ristrutturare un giardino occorre anche avvalersi di tutte le caratteristiche esistenti, buone o cattive che siano, e anche di quelle dei giardini confinanti. Infatti, se nel giardino del vicino c’è un bell’albero, non c’è alcuna ragione di precluderne la vista con piante nel proprio; anzi, conviene creare un vuoto nella bordura per goderne la vista. Se invece c’è qualche cosa da nascondere, per esempio una ciminiera o un muro, conviene creare un saliente ove collocare alberi o arbusti di grande sviluppo.

Prima di accingersi alla realizzazione del progetto è comunque buona norma calcolare: i tempi, il tipo di lavoro e il denaro da investire. Infatti, rimediare in seguito a un errore potrebbe essere molto oneroso.

Un albero esistente già sviluppato può essere valorizzato se gli si crea attorno un saliente del bordo del prato: in questo modo, diventerà un punto focale del giardino e lascerà libero il prato, che sarà più agevole da rasare. Al contrario, il capanno degli attrezzi, presso la casa, passa inosservato se il prato, alla sua altezza, descrive una larga curva: lo sguardo si soffermerà piuttosto su un saliente ben sistemato e situato a una certa distanza.

Se nel giardino vi è già un viale centrale in cemento, e quindi difficile da eliminare, per diminuirne la rigidità si possono far assumere al prato delle curve, che si avvicinano e si allontanano per riunirsi poi sul fondo, in un’ampia area a bordi arrotondati.

Per facilitare la realizzazione di un giardino conviene disegnarne in scala una piantina con ben distinti tutti gli elementi essenziali: prati, aiuole, frutteto, orto, ecc. Poi, per trasportare sul terreno il progetto, fissare dei picchetti disposti a un metro, un metro e mezzo di intervallo, in modo da rendere visibile l’andamento delle linee principali.

Fin dall’inizio occorre stabilire la forma del giardino, quindi dei prati e delle bordure. L’esecuzione e gli abbellimenti, compreso l’inserimento di un piccolo giardino roccioso, di siepi, di pergole, possono essere fatti in seguito, un poco alla volta.

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