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La ricostituzione di un prato abbandonato

Prima di tutto, si deve esaminare quali tipi di erbe adatte e infestanti costituiscono la popolazione vegetale del prato. Se sono dominanti le erbe infestanti e i muschi, è meglio rifare completamente il prato. Se invece la maggior parte del prato è costituita da specie prative pregiate, seguire il seguente programma, iniziando in primavera.

Tagliare al piede le erbe alte unitamente a quelle infestanti. Per far ciò si può usare una motofalciatrice rotante, un falcetto oppure un paio di forbici, secondo la superfìcie da lavorare. Poi, rastrellata e asportata tutta la vegetazione tagliata, rastrellare e scopare la superficie del terreno per eliminare eventuale vegetazione prativa ormai essiccata ed eventuali altri materiali. Se si opera con una motofalciatrice rotante, bisogna avere l’avvertenza di portare al massimo l’altezza del primo taglio; gli sfalci seguenti, invece, si possono effettuare con altezza di taglio normale.

Concimare e rastrellare robustamente il prato verso la fme della primavera o dell’estate, spargendo un buon fertilizzante granulare completo e poi, dopo 15 giorni, un diserbante selettivo.

In autunno, bisogna eseguire le seguenti operazioni: concimazione completa, spargimento di prodotti contro i lombrichi e di anticrittogamici; nel caso vi siano sul prato colonie di erbe infestanti di una certa entità, è opportuno rimuoverle direttamente. Sempre in settembre, bisogna drenare il terreno con un rullo perforante o praticando dei fori e, poi, spargere in superficie letame ben decomposto, terriccio fertile oppure foglie decomposte. Se le erbe del prato si presentassero rade, mescolare a un buon terriccio del seme da prato, nella quantità di g 4-6 per m2.

Riseminare oppure trapiantare con zolle tutte le fallanze provocate dalle operazioni di diserbo.

Tappeti verdi: guida rapida per una buona concimazione

Una ben dosata fertilizzazione, l’irrigazione e le rasature restano l’elemento fondamentale per il miglioramento e il mantenimento del prato.

In autunno, dopo l’ultimo sfalcio, operare un allentamento della cotica: inizia ora la fase di riposo del tappeto erboso. Permangono, tuttavia, una certa attività rigenerativa e un lento processo di accumulo delle sostanze che la pianta sfrutterà al momento della ripresa primaverile. In questo momento occorre concimare con cornunghia sfarinata, contenente il 10-12% di azoto organico, con dosi di circa kg 1 per m2 10. Questo prodotto contiene sostanza organica di origine animale di elevato valore biologico, stimolatrice della attività dei microorganismi. Inoltre, l’azoto organico, ivi contenuto in elevata percentuale, garantisce una lunga presenza nel terreno di questo elemento in quantità adeguata al fabbisogno delle piante.

In primaveraestate, prima di iniziare gli sfalci e, successivamente, tre giorni dopo ogni taglio, concimare con concime liquido del tipo etisso 5-5-12 da distribuire diluito con acqua (kg 1 ogni 1 50), spruzzandolo uniformemente su tutta la superficie del prato. L’etisso, che esiste in diverse formulazioni, permette anche di intervenire occasionalmente con fertilizzazioni di soccorso. In alternativa alla concimazione autunnale con cornunghia sfarinata ed etisso si può intervenire con un concime organico del tipo nitrohum, in dosi di kg 3 ogni m2 10. Questo prodotto contiene oltre il 75% di sostanza organica e ricopre il fabbisogno globale di azoto, fosforo, potassio e microelementi. Utilizzando questo prodotto in autunno, si può fertilizzare il prato per tutto l’anno con un solo intervento. Vale la pena di ricordare, tuttavia, che le frequenti irrigazioni e le periodiche rasature sono altrettanto fondamentali per ottenere e mantenere bello un prato.

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