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La ristrutturazione di un giardino

Molto spesso i giardini esistenti sono praticamente inabitabili. Anche se sono stati progettati da un esperto, interventi successivi li possono aver deteriorati progressivamente. Anzitutto, gli alberi, ora troppo fitti e troppo grandi, sono stati piantati senza alcuna considerazione per lo sviluppo che avrebbero assunto una volta adulti. Vi sono poi quelli nati da soli da un seme portato dal vento o lasciato cadere da un uccello, come pure dal nocciolo di un frutto gettato via da un bambino. Vi sono ancora gli alberi e gli arbusti polloniferi; queste specie tendono sempre più a espandersi, occupando lo spazio che in origine era destinato al prato o ad altre piante meno invadenti.

Cosi, nel volgere di 20-30 anni, un giardinetto di città, pieno di sole quando fu creato, può trasformarsi in un tetro antro, umido e ombroso, in cui gli alberi, che soverchiano la casa incombendo contro le finestre, non lasciano più spazio alle altre piante, alla zona per i fiori, a tutto ciò che rende un giardino confortevolmente abitabile.

La ristrutturazione a questo punto è molto importante e deve essere eseguita da esperti, che conoscano le esigenze di ogni pianta e anche come rendere gradevole lo spazio all’interno del giardino.

A volte accade anche che i giardini debbano venire ristrutturati per le differenti esigenze di chi li deve frequentare. Un tempo, la ristrutturazione di giardini troppo fittamente impiantati con alberi doveva sempre effettuarsi tramite l’abbattimento di alcuni di questi, al fine di lasciare spazio e luce sufficienti a quelli superstiti. Oggi non più. Alcune operazioni di spostamento si possono eseguire anche su alberi adulti e voluminosi mediante grandi macchine, che effettuano il trapianto meccanicamente, senza dover rovinare la loro chioma. In Italia esistono già alcune aziende vivaistiche che si sono specializzate in operazioni di trapianto di- questo genere. Molto spesso il costo del noleggio di tale macchina è comprensivo di una valida consulenza – effettuata da un agronomo paesaggista – che aiuterà a individuare il miglior modo per organizzare un nuovo giardino utilizzando il più possibile, nel contempo, le piante già esistenti.

Molte volte la ristrutturazione non può più prevedere il movimento di alberi, perché questi sono troppo grandi, ma la messa a dimora di una o più specie di piante erbacee o arbustive – specie nel caso in cui i giardini sono diventati troppo ombrosi e non vi si sviluppano più le piante che in origine vi erano state piantate.

In questo modo si può di nuovo rendere viva una zona che si credeva ormai destinata a essere priva di colore e coperta perennemente di edera.

In genere, la ristrutturazione di un giardino deve seguire alcune regole fondamentali: in primo luogo, deve rispettare la vegetazione esistente, il che significa creare un legame tra la vegetazione esistente residua, quella potenziale della zona e quella reale che verrà impiantata; in secondo luogo, mirare a creare un quadro paesaggistico, cioè un motivo logico con sequenze di differenti tipi di vegetazione (alberi, arbusti, piante fiorite, pavimentazioni, acqua e prati); infine, tener conto della sistemazione e degli impianti fissi, cioè evitare con gli interventi di sconvolgere inutilmente e senza senso la superficie del giardino, visto che gli alberi esistenti hanno ormai distribuito le loro radici in determinati modi, come pure di creare zone in cui non possono penetrare l’acqua e l’aria, importantissime per la vita delle piante.

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