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Le dominanti e gli altri elementi decorativi. Progettazione di un giardino.

In un giardino è sempre necessario costituire dei punti di particolare attrazione, mediante esemplari eccezionali di piante oppure elementi decorativi strategicamente collocati.

La curva di un prato o un angolo soleggiato possono servire a sottolineare una caratteristica del giardino; per stornare l’attenzione da un punto poco decorativo, possono andar bene un arbusto attraente, una statua, una meridiana, un giardino roccioso o un piccolo stagno, gli stessi mobili da giardino. L’importante è che tutti questi elementi si armonizzino e si integrino nel complesso del giardino stesso. Perciò, è bene lasciare libero il centro del prato e sistemare gli elementi dominanti da parte, su un saliente di una bordura oppure in un angolo libero.

In un giardino largo e poco profondo, un elemento dominante situato in un angolo obbliga lo sguardo a seguire l’asse diagonale del prato. In un giardino posto davanti alla casa, un bell’albero può essere messo a dimora vicino al cancello di ingresso e in modo che sia bene in vista dalla finestra del soggiorno. In ogni caso, si deve evitare che lo sguardo sia attirato contemporaneamente da due centri di interesse, entrambi visibili da un punto di vista principale, come può essere la finestra della cucina o il terrazzo: si avrebbe l’annullamento dell’effetto voluto.

Le piante che si vogliono mettere a dimora “in primo piano” vanno scelte in funzione dell’ampiezza del giardino. Infatti, su una vasta area è giustificata anche la presenza di una conifera a grande sviluppo (picca, taxodium, cedrus o chamaecyparis). In un giardino di dimensioni ridotte, invece, sono da preferirsi Chamaecyparis lawsoniana argentata o aurea, tuie auree o ginepri a fogliame glauco.

Per un bell’effetto scenografico, è meglio mettere a dimora le conifere in modo che il sole invernale le possa illuminare da dietro; davanti si può sistemare un arbusto di colore diverso e contrastante, per esempio un Elaeagnus aurea oppure un Cornus alba a fusti rossi.

Una dominante di effetto è costituita da gruppi di cortaderia, dai pennacchi argentati, collocati in secondo piano rispetto a conifere di tonalità cupa o isolati su un prato.

I ciliegi ornamentali, a portamento decombente, fastigiato o eretto che sia, sono piante belle e adatte a tutti i giardini, quando siano messi a dimora in luoghi particolarmente soleggiati durante la primavera o in autunno.

I liquidambar, gli aceri, i sorbi degli uccellatori (Sorbus aucuparia) e Rhus typhina risplendono sotto il sole autunnale, che mette in risalto il fogliame e i frutti.

Particolarmente adatte ai prati sono alcune specie di piante a portamento nano, come gli aceri giapponesi purpurei e le macchie di erica verde o aurea, consociati con conifere nane come Picea glauca “Albertiana Conica”.

Alcune specie di aceri e tutte le betulle costituiscono senza dubbio dominanti di particolare attrattiva quando, in inverno, il sole illumina la corteccia bianca.

Altre specie di piante che vale la pena di mettere in evidenza nel giardino sono i rosai, molte specie nuove di arbusti, le magnolie, Paeonia suffruticosa e le camelie a foglie persistenti, e alcune piante erbacee perenni con alta vegetazione, come l’acanto, la kniphofia e i maestosi cardiocrinum, i cui fiori ricordano quelli dei gigli. Le varietà variegate del miscanthus, invece, conferiscono al prato un particolare rilievo quando siano messe a dimora lungo i bordi.

Archi di legno o di ferro, su cui si arrampichino caprifogli, rosai sarmentosi o clematidi, possono accentuare la bellezza di un soggiorno all’aperto sistemato in un’ansa del prato o in un angolo ben soleggiato. Una serie di questi archi, che in pratica formano un pergolato, è meglio che termini in un elemento dominante come una statua, un arbusto variegato, un tappezzamelo di piante erbacee perenni o un gioco d’acqua, piuttosto che arrestarsi bruscamente contro un muro.

L’acqua, sotto forma di laghetto o di piccolo ruscello, è un elemento di prim’ordine, estremamente decorativo per un angolo decentrato o una bordura, anche se difficile da inserire in un giardino di modeste dimensioni. La dimensione e la forma del bacino devono corrispondere allo stile del giardino: per esempio, il laghetto in un giardino curvilineo deve essere ovale e quadrangolare in un giardino a bordure rettilinee. Lo specchio d’acqua deve essere comunque collocato di preferenza a pieno sole e a una certa distanza dagli alberi. La scelta delle piante acquatiche ne deve prevedere alcune adatte per le acque profonde del centro e altre per le sponde, come iris d’acqua, hemerocallis, felci e hosta.

Se non si dispone di spazio sufficiente, si può sempre costruire un giardino acquatico in miniatura. Qualsiasi contenitore ricoperto da un rivestimento impermeabile, interrato in un’aiuola o lasciato in superficie, è infatti sufficiente per coltivarvi una ninfea. Nel caso si usino vasche di cemento, troppo piccole per pesci o piante acquatiche, disporre sul fondo dei ciottoli colorati.

In un giardino di dimensioni ridotte una vasca con un piccolo getto d’acqua può costituire una dominante, soprattutto se si tratta di un giardino lastricato e decorato soltanto con piante coltivate in contenitori.

Un’altra utile dominante può essere una statua, quando sia collocata sul fondo di un viale o di una pergola, in un angolo ombroso, in un’ansa della bordura o davanti a conifere, dove il bianco o il grigio spiccano sulla tonalità oscura della vegetazione.

Le meridiane, pur non assolvendo più il compito esclusivo di indicare l’ora, sono ancora eccellenti dominanti lungo i bordi di un prato o in un’ansa soleggiata. Il basamento può essere decorato con piante nane, come la veronica suffruticosa, la potentilla e l’edera variegata, ravvivate da gerani edera.

Altro elemento decorativo e di movimento potrebbe essere, se in un luogo tranquillo, una bacinella per il bagno degli uccelli. Ricordarsi di cambiare l’acqua tutti i giorni e di rompere l’eventuale ghiaccio.

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