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Come coltivare le piante grasse: la cura delle piante coltivate in casa, la coltivazione all’aperto, l’eventuale rinvasatura delle piante, quando bagnare e concimare e le necessarie operazioni di pulitura

La cura delle piante coltivate in casa

Quasi tutte le cartacee, che generalmente sono originarie del deserto, amano l’intensa luce del sole e, per la coltivazione, abbisognano di una serra riscaldata, la cui temperatura minima invernale non sia inferiore a 5°. Comunque, molte specie possono essere coltivate anche in casa, dietro i vetri di una finestra rivolta a sud o a ovest, avendo cura di portarle all’aperto e in luoghi solatii durante il periodo estivo.

Se, invece, si vogliono coltivare in casa le specie di cartacee originarie delle foreste tropicali, occorre creare una situazione di luce soffusa, tenendole dietro finestre rivolte a nord o a est. Alcune di queste specie sono: epiphyllum, rhipsalidopsis e schlumbergera.

Quando si innaffiano le cartacee, è bene usare acqua del rubinetto piuttosto che quella piovana, in quanto quest’ultima potrebbe contenere dannosi microrganismi.

Il riscaldamento da termosifoni potrebbe causare danni molto seri alle cartacee originarie delle zone desertiche, che per fiorire bene hanno bisogno di un inverno secco e freddo. In inverno è bene, quindi, tenerle in una stanza, dove la temperatura si mantenga attorno ai 5-10°. Una temperatura più elevata comporterebbe maggiori somministrazioni di acqua per evitare l’avvizzimento, ma anche uno sviluppo e una fioritura fuori stagione. Durante il periodo invernale, quindi, è meglio mantenere queste piante in un letto freddo piuttosto che in ambienti riscaldati.

In ogni caso, è meglio non collocarle tra le tende e i vetri delle finestre nelle notti invernali, perché l’aria fredda potrebbe danneggiarle.

La coltivazione all’aperto

Le piante grasse più resistenti e più grandi possono essere utilizzate per fare delle composizioni all’aperto, durante il periodo estivo o anche per tutto l’anno se il clima è mite, come in Riviera, al Sud o nelle Isole.

Prima di metterle a dimora, aggiungere altra ghiaia alle aiuole esposte a sud, onde garantire un ottimo drenaggio.

Per ottenere un buono sfondo, sono adatte le grandi opuntia, nelle due specie Opuntia robusta e O. tuna, che raggiungono cm 60-90, e sono invece da evitare le specie più delicate, come O. microdasys. Anche le colonne dei cereus servono allo scopo, mentre le piante più piccole, come le echeveria e i sempervivum, di cm 8-15, possono essere piantate tra quelle di dimensioni maggiori.

Le piante grasse che crescono all’aperto si associano molto bene con le yucca, erbacee perenni provenienti dalle stesse zone desertiche.

La zona del giardino destinata alla coltivazione delle piante grasse può essere considerata come un giardino estivo che, quando arrivano i primi freddi, deve essere smobilitato, per riportare le piante in serra.

Le succulente con la loro caratteristica copertura biancastra, se vengono coltivate all’aperto, hanno bisogno di essere protette dalle piogge.

L’eventuale rinvasatura delle piante

Le piante grasse hanno bisogno di essere rinvasate quando i sali minerali contenuti nel composto sono stati completamente assorbiti dalla pianta oppure disciolti e asportati dall’acqua, oppure, nel caso di piante che crescono molto, quando le radici hanno completamente riempito lo spazio disponibile del vaso. A tal proposito, è opportuno controllare sempre le radici delle piante che siano state appena acquistate.

Di solito, la rinvasatura si fa in primavera (però queste piante non soffrono troppo se essa viene effettuata in un altro periodo dell’anno) ed è pure l’occasione per controllare che le radici non siano state attaccate da parassiti. Prima di tutto, quindi, occorre procedere alla disinfezione del nuovo vaso, per prevenire il diffondersi di eventuali malattie.

Usare un composto ben drenato di miscela John Innes n. 2 e sabbia grossolana o ghiaietto in parti uguali oppure un altro composto privo comunque di terra.

Battere leggermente il vecchio vaso, in modo che il pane di terra si stacchi dalle pareti ed eventualmente premere con una matita attraverso il foro di drenaggio sul fondo del vaso.

Prima di rimuovere la pianta dalla zolla, avvolgerla in un foglio di carta per proteggere le mani dalle spine.

Fare attenzione a non toccare troppo le radici. Asportare tutto il terreno vecchio e duro dalla base della pianta e gettarlo via.

Prendere un vaso di una misura più grande e, se è necessario, mettere un coccio sul foro di drenaggio.

Tenere la pianta nel centro del vaso e, servendosi di un cucchiaio, riempire con il composto nuovo, badando che questo non oltrepassi il segno lasciato sulla pianta dal vecchio.

Battere leggermente il vaso su una superfìcie per far assestare il materiale di riempimento e non bagnare per alcuni giorni, perché altrimenti le radici potrebbero marcire.

Le piante di dimensioni maggiori diffìcilmente hanno necessità di essere rinvasate, ma, di tanto in tanto, è comunque consigliabile rinnovare la parte superiore del composto.

Quando bagnare e concimare

Le piante grasse dovrebbero essere bagnate nel periodo della crescita e ogni volta che il terreno appare secco. Nei periodi di stasi vegetativa occorre solo quel poco d’acqua che serve a prevenire il completo inaridimento (di più, se la pianta è in una stanza riscaldata).

Un’eccezione sono le cactacee delle foreste tropicali, che devono essere tenute umide anche in inverno. Comunque, non. esagerare mai con l’acqua, perché le radici potrebbero marcire. Ogni due settimane, durante il periodo della fioritura, somministrare un fertilizzante liquido, badando di non bagnare la pianta.

Le necessarie operazioni di pulitura

Perché le piante non si coprano di polvere e quindi siano resi difficoltosi la traspirazione e l’assorbimento dei raggi solari, passarle regolarmente con un batuffolo di cotone umido.

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