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Come moltiplicare le piante grasse per talea: le talee da fusto

Il metodo più semplice per avere delle nuove piante da una pianta grassa è la moltiplicazione per talea: è sufficiente tagliare una parte di fusto – o una foglia se la pianta è del tipo a foglie singole – con un coltello affilato o una lametta da barba e mettere la talea in uno speciale composto per farla radicare.

Alcune piante, poi, producono germogli basali o riproduzioni in miniatura della stessa pianta madre, che a volte hanno già un sistema radicale completamente formato: c’è solo da asportarle e invasarle.

Nessun danno deriva alla pianta madre dal prelievo delle talee: anzi, continuerà a crescere regolarmente.

A eccezione di quelle della pereskia, che si devono invasare subito dopo la loro separazione dalla pianta madre, le talee delle altre specie devono essere lasciate asciugare finché, in corrispondenza del taglio, non si è formato un callo, cioè finché la ferita non si è perfettamente cicatrizzata: 2 giorni per i piccoli tagli praticati sulle opuntia, 5-7 giorni o più per i grandi fusti dei cereus.

L’essiccamento dei tagli è essenziale per evitare un conseguente marciume, che è il maggior pericolo che possa colpire le talee delle piante grasse. Anzi, a questo proposito, bisogna anche ricordare che le talee non devono essere protette da alcuna copertura né di plastica né di vetro, la cui presenza faciliterebbe la formazione di marciume.

Il periodo migliore per il prelievo delle talee è tra maggio e giugno, in concomitanza con il periodo del maggiore sviluppo della pianta. Tuttavia, se è necessario, si possono preparare talee anche in altri periodi dell’anno: per esempio, quando le piante si spogliano delle foglie oppure in caso di vegetazione eccessivamente allungata, usando come talee gli apici dei fusti.

Il tempo necessario per la formazione del sistema radicale varia da specie a specie; il fatto che la pianta inizi a vegetare indica che la radicazione è compiuta.

Le talee non devono essere mai tolte dal composto finché non ne sia stata accertata la ripresa vegetativa, perché, diversamente, si potrebbero danneggiare le piccole radici che iniziano a svilupparsi.

Le talee da fusto

Per prelevare talee dal fusto di una cactacea, effettuare un taglio netto orizzontale attraverso il fusto, di qualsiasi specie essa sia, a forma globosa, colonnare, nastriforme o segmentata. Di solito, si usa un coltello ben affilato o una lametta. Fa eccezione la specie epiphyllum, per cui sono necessarie forbici da potatore.

Le specie a fusto slanciato possono fornire diverse talee da uno stesso fusto. Bisogna però saper riconoscere, per ogni talea, quali siano la parte superiore e quella inferiore.

Le talee di opuntia si ricavano solitamente da uno o più segmenti, da staccare dalla pianta madre al loro punto di congiunzione.

Per le specie a piccoli segmenti, come per esempio la schlumbergera, ogni talea deve essere costituita da 2-3 segmenti.

Effettuato il taglio, collocare le talee in un luogo caldo e asciutto per circa 3 giorni, affinché si formi il callo sulla ferita. Formatosi il callo, riempire fino a cm 1 dall’orlo un vaso di circa cm 6 di diametro, con un terriccio umido, costituito in parti uguali da sabbia grossolana o ghiaietto e da un composto simile alla miscela John Innes n. 2 per rinvasi.

Inserire le talee quel tanto che basta perché stiano perfettamente diritte.

Conservare umido il composto, ma non bagnare eccessivamente, perché altrimenti le piantine potrebbero marcire.

Dopo 1-3 settimane, a seconda della specie, le piantine cominciano a emettere le radici; a questo punto occorre invasarle singolarmente in vasi contenenti lo stesso tipo di composto usato per la radicazione e sufficientemente capaci da accogliere senza difficoltà l’apparato radicale.

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