Add Me!Close Menu Navigation
Add Me!Open Categories Menu

Le colture da serra: come mantenere le migliori condizioni per la vita delle piante nella serra, la manutenzione della serra e l’invasatura delle piante

La pulizia, che riduce la possibilità di malattie e facilita lo sviluppo regolare di piante sane, è la base per avere successo nelle coltivazioni in serra. Quindi, occorre tenere accuratamente puliti tutti i vasi e i contenitori e preferire le attrezzature in plastica, metallo o vetro, che raramente diventano ricettacolo di microrganismi insidiosi.

Poi, bisogna rimuovere la polvere o le tracce di alghe su entrambe le superfici dei vetri della serra e lavare con acqua e detersivo le scaffalature, i bancali e tutte le strutture interne. Per evitare la formazione di melma e alghe, usare speciali alghicidi sul pavimento, sui bancali e su tutte le apparecchiature per l’innaffiamento automatico.

Prima di lavare, o in aggiunta all’acqua, si possono usare anche, a serra vuota, speciali prodotti fumiganti.

Se l’acqua è dura e può quindi depositare calcare, impedendo il regolare funzionamento delle apparecchiature automatiche di innaffiamento, diluire nell’acqua particolari prodotti a base di acido formico, adatti allo scopo. Lo stesso prodotto può essere impiegato per la pulizia dei vetri della serra.

La serra non va usata come deposito degli attrezzi, che potrebbero introdurvi malattie o parassiti.

Controllare periodicamente le piante e asportare i fiori appassiti e le foglie ammuffite. Irrorare le piante ammalate, trasportandole all’esterno della serra, oppure avvolgerle in un sacchetto di plastica. Usare solamente terriccio sterilizzato.

La fumigazione, da effettuare almeno due volte all’anno, in ottobre e in marzo, è un metodo facile e valido per uccidere parassiti e crittogame. Prima di usare un prodotto fumigante, occorre innaffiare le piante, lasciando però le foglie asciutte e non effettuando mai questa operazione a pieno sole e ad alte temperature: è meglio fare le fumigazioni alla sera e, poi, tenere completamente chiusa la serra fino alla mattina, quando invece si deve dare aria.

Per assicurarsi che la nube attiva permanga nella serra, sigillare le fessure con iuta bagnata o con nastro adesivo. Evitare, però, di fare questo trattamento nelle giornate ventose.

Per effettuare la giusta fumigazione, si deve conoscere a priori il volume interno della serra, volume che si ottiene moltiplicando la lunghezza per la larghezza e poi per l’altezza media.

In caso di presenza di piante affette da gravi attacchi di parassiti o di crittogame, vuotare la serra e sterilizzarla bruciando zolfo in ragione di g 15 ogni m3. Lo zolfo, che va acceso con trucioli di legno, brucia con una fiamma azzurra. La velenosa anidride solforosa prodotta è letale per tutte le piante.

Attenzione: non deve essere assolutamente respirata dall’uomo.

L’invasatura delle piante

Oggi, i vasi di plastica hanno praticamente sostituito quelli di terracotta, perché sono più facili da pulire, sono più leggeri, non si rompono facilmente e, non essendo porosi, richiedono meno innaffiamenti.

I vasi di terracotta, invece, sono ancora preferibili quando si debbano affondare nella sabbia o nella torba umida, in quanto la terracotta permette il passaggio dell’umidità all’interno del vaso. Anche per le piante che non necessitano di molta umidità è da preferirsi il vaso di terracotta, che lascia traspirare l’umidità.

II diametro (che si misura internamente agli orli) dei vasi adatti per le piante da serra varia da cm 6, per le giovani piantine, a 8-12. Le piante più grandi, come cespugli e rampicanti, devono essere ospitate in vasi di un diametro proporzionato allo sviluppo della pianta stessa. Assicurarsi che ci sia un adeguato foro di drenaggio.

Le piante a vegetazione bassa, come quelle per i giardini rocciosi, alcune piante succulente e i piccoli bulbi, che necessitano di meno terriccio, si possono mettere nei mezzi vasi oppure nelle seminiere, che hanno una profondità di circa la metà rispetto ai vasi normali.

Prima di adoperarli, lavare accuratamente i vasi, eliminando, se è necessario con una spazzola, impurità e incrostazioni.

1 vasi di terracotta, soprattutto quelli nuovi, devono essere sempre immersi preventivamente in acqua. per evitare che all’atto dell’invasatura di una pianta assorbano umidità dal terriccio.

I vasi di plastica e quelli di terracotta fino a cm 12 di diametro non richiedono materiale di drenaggio sul fondo, ma, usando vasi di terracotta di diametro superiore, è bene coprire il foro di drenaggio con alcuni pezzetti di vaso rotto o con ghiaia. Tale materiale non è comunque necessario neanche in questo caso, se i vasi vengono collocati sulla sabbia umida, perché cosi viene facilitato l’assorbimento capillare.

Per invasare una pianta, immettere del buon terriccio umido nel vaso e battere leggermente il fondo del vaso sul bancale per farlo assestare. Collocare la pianta nel centro del vaso, in modo che le radici siano ben distese nel terriccio e che il colletto della pianta rimanga circa cm 2 sotto l’orlo del vaso. Sistemata la pianta, aggiungere terriccio attorno a essa, in modo da lasciare circa cm 2 tra la superficie del terriccio e l’orlo del vaso. Durante tale operazione, alcuni colpi sul banco saranno sufficienti per fissare la nuova pianta nel suo vaso. Evitare di comprimere il terriccio con le dita, perché si potrebbe causare ristagno di acqua.

Finita l’invasatura, provvedere a un buon innaffiamento, senza però eccedere, perché, se le radici fossero state anche leggermente danneggiate, potrebbero marcire per eccesso di umidità. Come regola generale, è sufficiente riempire di acqua lo spazio lasciato per questo scopo, tra la superficie del terriccio e l’orlo del vaso.

Giardinaggio sul terrazzo

Decorare con i fiori balconi e davanzali abbellisce qualsiasi casa. Gli appositi contenitori, vere e proprie piccole aiuole pensili, devono essere curati con la stessa attenzione di un giardino

I contenitori

Negli ultimi anni, le cassette di legno che si usavano una volta sono state sostituite dalle più robuste cassette in fibrocemento o materiale sintetico, facili da pulire e di maggior durata.

La loro misura dev’essere adeguata alla possibilità di sviluppo delle piante che si intende coltivare.

Affinché l’acqua in eccesso possa scorrere via dal contenitore, devono esserci dei fori di drenaggio, che però devono essere coperti da cocci o da sassi, in modo che le radici o la terra non li otturino. Recentemente sono stati immessi in commercio recipienti che possono contenere anche una certa scorta d’acqua: un doppiofondo suddivide la cassetta in due parti, una per l’acqua e una per le piante; attraverso il doppiofondo, degli stoppini assorbono l’acqua e inumidiscono il sovrastante substrato, dove c’è la terra con le radici. Non c’è dunque più bisogno di innaffiare tutti i giorni.

II terriccio

Nei vivai o nei negozi di fiori si trovano diversi tipi di terriccio preparato industrialmente, ma è molto più economico preparare per conto proprio un buon composto adatto alle piante che rallegreranno il terrazzo di casa.

Per preparare tale composto, è necessario procurarsi due terzi di torba, da mescolare con un terzo di buona terra di campagna, di terriccio concimato o di terra argillosa.

A ogni 1 10 di questo miscuglio bisogna aggiungere g 30 di un fertilizzante minerale. Di recente, sono entrati in commercio anche concimi a lungo effetto (osmocote): se li si mischia al terriccio preparato personalmente secondo le indicazioni date, per alcuni mesi ci si è assicurata una concimazione uniforme.

L’invasatura

Per un migliore deflusso dell’acqua, bisogna sistemare sul fondo delle cassette, come si è detto, dei cocci di vaso.

Poi, occorre riempire i recipienti fino a circa tre quarti con il terriccio preparato o acquistato.

Le piante devono essere ben inumidite; poi, dopo che si sono studiate e definite le posizioni di ciascuna di esse, anche in funzione dei colori dei fiori, e la distanza necessaria tra l’una e l’altra, vanno estratte dai vasi con la loro zolla di terra e sistemate ai posti previsti. Aggiungere altro terriccio e rassodare esercitando una leggera pressione al terriccio circostante. Fra la superficie della terra e l’orlo della cassetta lasciare un margine di cm 2, in modo che, durante l’innaffiatura, l’acqua non trabocchi. Innaffiare subito.

Una volta eseguita l’innaffiatura, si raccomanda di sistemare le cassette all’ombra e di trasportarle al loro posto definitivo soltanto il giorno seguente l’invasatura.

La cura delle piante

Due momenti molto importanti nella cura delle piante sono l’innaffiatura e la concimazione.

Il terriccio dovrebbe essere sempre umido, ma mai in modo eccessivo. L’innaffiatura deve aver luogo possibilmente nelle ore della sera o del mattino, mai intorno a mezzogiorno.

Dopo 4-6 settimane, quando la scorta di nutrimento contenuta nel terriccio di solito si è esaurita, si può concimare.

È meglio usare i concimi che si trovano abitualmente in commercio, nelle dosi già confezionate e a intervalli di una settimana. Prima di concimare, bisogna bagnare la terra per evitare il pericolo di provocare bruciature alle piante.

È inoltre necessario eliminare regolarmente i fiori appassiti, per evitare la formazione di semi e per stimolare, invece, quella delle gemme e di nuovi fiori.

Lo svernamento

Per le piante perenni, come i gerani e le fuchsie, lo svernamento non comporta difficoltà. Basta portare le piante in casa in autunno, prima che le notti diventino troppo fredde.

1 più adatti per lo svernamento sono i locali che hanno una temperatura di circa 4-6°.

Le piante, sia quelle in cassetta sia quelle in vaso, vanno sistemate in modo che ricevano molta luce.

Anche le piante in riposo hanno bisogno di cure e, prima di tutto, di una buona innaffìatura, anche se modesta. Infatti, le piante in riposo non richiedono acqua, però le radici non devono mai essere completamente asciutte. Ricordarsi, quindi, di provvedere.

Ogni tanto bisognerebbe anche pulire accuratamente le piante in riposo. Occorre inoltre ricordare che, durante l’inverno, è necessario cambiare loro spesso l’aria.

Passato il freddo più rigido e prima di esporre le piante a temperature un po’ più alte (12-15°), è necessario potarle, perché possano formare nuovi germogli: devono restare soltanto i germogli basali con 4-6 gemme.

Si ottengono così piante folte che metteranno le prime gemme e i primi fiori per l’epoca di rinvaso delle cassette.

In linea di massima, le piante che hanno superato l’inverno dovrebbero, a metà primavera, essere interrate in un substrato fresco.

La moltiplicazione per talea

I gerani di giardino (sia quelli eretti, sia i ricadenti), le fuchsie e le calceolarie si moltiplicano molto bene per talea. L’importante è che essa sia scelta dalla parte della pianta più rigogliosa, più sana e più ricca di fiori. Il periodo più favorevole per tale moltiplicazione è, di solito, il mese di agosto.

Per la moltiplicazione per talea, si dia senz’altro la preferenza ai germogli apicali della regione terminale di un ramo. Essi non devono però essere troppo delicati perché altrimenti marciscono.

In genere, le talee vanno tagliate, con un coltello molto affilato, immediatamente sotto l’attaccatura delle foglie. Nei gerani la talea deve avere 3-4 foglie, nelle fuchsie e nelle calceolarie 6-8. Le foglie inferiori appassiscono facilmente e pertanto è bene siano eliminate insieme con gemme ed eventuali fiori.

Riempiti di torba umida dei piccoli vasi di terracotta, di cm 5-8 di diametro, infiggervi la talea per circa cm 2.

Le talee, infine, vanno bagnate abbondantemente e sistemate in un luogo riparato dai raggi diretti del sole. In alternativa, si possono anche collocare provvisoriamente i vasi con le talee in una cassetta di legno riempita con torba umida, che infine si deve ricoprire con una lastra di vetro.

Durante il periodo in cui le talee mettono le radici, bisogna innaffiare poco: basta una veloce spruzzata, per evitare che marciscano.

Dopo 4-6 settimane dovrebbero essersi formate delle radici robuste. Se si usa un contenitore del tipo Jiffy, è necessario cambiare le piante di vaso, perché le radici escono dalla rete che si trova attorno alla torba. Occorre impiegare questa volta dei vasi con un diametro di cm 8-10. Come substrato si può usare una miscela composta da parti uguali di terriccio organico e di torba. È importante che, prima dello svernamento, le radici si sviluppino bene fino a occupare la parte bassa del vaso.

Prima che le notti diventino troppo fredde, anche le piante ottenute da talee vanno portate in un locale chiaro, fresco, ma riparato dal gelo invernale e ben arieggiato.

Agli inizi della primavera, le giovani piante che hanno superato la stagione invernale devono essere trapiantate in vasi più grandi, del diametro di circa cm 11, e quindi vanno trasportate in un luogo caldo e luminoso.

Per fare sì che le piante diventino robuste e si infoltiscano, si devono cimare i germogli apicali, in modo che le piante sviluppino getti basali e laterali.

Dopo qualche settimana, usare un concime liquido.

Intorno alla metà di maggio, dalle talee che erano state preparate nell’agosto dcU’anno precedente si sviluppano piante con una bella fioritura variopinta.

Le piante adatte alla coltivazione in cassette

Coltura primaverile (aprilemaggio)

Piante bulbose, come per esempio tulipani, narcisi, giacinti, ecc.; primule (Primula vulgaris), viole del pensiero (Viola wittrockiana), margheritine, myosotis.

Coltura estiva (metà maggiosettembre)

Esposizione al sole: begonie (delle begonie tuberose solo Begonia bertinii), calceolarie rustiche (Calceolaria integri/olia), gerani, eliotropi, lobelie, garofani, petunie, calendule, margherite (Chrysanthemum frutescens), roselline, varietà di zinnie a vegetazione bassa, bocche di leone, tagetes, gazarne, verbene, dalie nane.

Esposizione in penombra: balsamine, begonie (anche altre begonie tuberose), Impatiens walleriana, calceolarie rustiche, fuchsie, gerani, nasturzi, petunie.

Esposizione all’ombra: edere, begonie tuberose.

Coltura autunnale (ottobre)

Crisantemi da vaso, Erica gracilis.

Coltura invernale

Conifere nane, come per esempio pini silvestri nani, ginepri nani, abeti rossi nani, ecc.; inoltre, Erica carnea.

Piante adatte a formare barriere di protezione dal vento e dagli sguardi degli estranei sono le piante rampicanti, come per esempio i piselli odorosi (Lathyrus odoratus), le cobea (Cobaea scandens), le ipomea (Ipomaea tricolor), le thunbergia (Thunbergia alata) e i nasturzi.

I fiori primaverili

Per la coltura in cassette sono adatti: viole del pensiero, myosotis, margheritine e primule rustiche, ma anche diverse piante da fiore a bulbi, come tulipani, narcisi, giacinti, crocus, tutti piantati a piccoli gruppi.

I bulbi devono essere sistemati nelle cassette già in autunno. Affinché possano radicare bene, i vasi devono poi essere posti, fino al periodo immediatamente precedente la primavera, in un luogo fresco e ben riparato, alla temperatura di circa 2-6°.

Per ottenere risultati ancora migliori, è consigliabile mettere i bulbi, divisi pèr specie, in vasi singoli e, quando arriva la primavera, sistemare definitivamente le piante nelle cassette sul balcone, insieme con altri fiori primaverili.

Chi ha tralasciato di piantare i bulbi in autunno, può ricorrere a bulbose già fiorite, che in primavera si trovano abbondantemente in commercio sia nei vivai sia nei negozi di fiori.

I fiori estivi

La stagione più bella per i fiori da terrazzo comincia dopo la metà di maggio.

Oltre ai gerani eretti e ricadenti, crescono bene, in esposizione soleggiata, anche le petunie, le lobelie, le roselline, le calceolarie e le margherite.

Alla penombra, invece, sono adatte fuchsie, begonie tuberose e Impatiens walleriana.

Però, per ottenere maggior varietà e gioco di colori, è bene ricorrere anche ad altre varietà di piante, per esempio: gli eliotropi, i garofani edera di montagna, le rose da vaso, le dalie nane, nonché diverse altre piante annuali a fiori estivi, come tagetes, zinnie, verbene, vecce nane. Per quanto riguarda le piante annuali, è consigliabile scegliere le varietà a vegetazione bassa.

Chi vuole trasformare il proprio balcone in una stanza verde riparata dal vento e dagli occhi degli estranei, deve piantare nel luogo appropriato diversi rampicanti annuali, come per esempio la veccia, Cobaea scandens, il convolvolo o il nasturzio. I germogli, a mano a mano che cresceranno, andranno indirizzati ad attorcigliarsi intorno a intelaiature, sbarre, inferriate o cancelli.

II terrazzo in autunno

Per la coltivazione autunnale dei fiori in cassette, possiamo prendere in considerazione i crisantemi a vegetazione bassa, che fioriscono abbondantemente. Se ne trovano diverse varietà a tinte differenti, che possono raggiungere anche i cm 30 di altezza.

Poco sensibile al freddo è Erica gracilis, che, con le sue tinte rosso violetto, bianco o rosasalmone, ravviva il terrazzo fino a inverno inoltrato. Si accosta bene ai crisantemi, alle piante perenni e a quelle legnose piccole.

Anche le dalie nane, in molte regioni italiane, possono continuare a fiorire fino al tardo autunno. Un’altra specie che darà fiori sul balcone praticamente per tutto l’anno è la calendola, di cui esistono numerose varietà a fiori grandi e piccoli, e con differenti, delicate sfumature nella gamma dal gialìb all’arancio.

Anche per le piante che fioriscono in autunno, si raccomanda di toglierle dai vasi e di sistemarle nelle cassette solo dopo avere inumidito molto bene il pane di terra con le radici.

L’erica è una pianta che va tenuta sempre molto bagnata, ma non ha bisogno di essere concimata.

Il terrazzo in inverno

Il modo più semplice per decorare un balcone d’inverno è sistemarvi cassette con diversi rami di piante sempreverdi.

A questo scopo sono adatti il pino silvestre, l’abete bianco e quello rosso, oppure rami di piante da frutto, come nespoli nani, hippophae, pyracantha e mahonia.

Soprattutto, però, si ricorre a piccole piante legnose che crescono lentamente e a conifere nane, in modo da poterle lasciare, sempre curandole adeguatamente, almeno tre anni nelle loro cassette. Solo così, infatti, si possono giustificare le spese necessarie, che sono più alte di quelle sostenute per le piante a fiori estivi. Particolarmente adatti sono ginepri nani, pini silvestri nani e altre conifere. Meno costosi sono i pini e gli abeti da vivaio alti circa cm 30.

Per rendere l’insieme più attraente, tra le conifere verdi si possono piantare alcuni esemplari di Erica carnea.

Queste piante, di solito fornite dai vivai in vasi, devono essere estratte dai contenitori e poi piantate nel terreno. Prima, però, si raccomanda anche di bagnare bene la parte bassa del vaso, per evitare che le radici soffrano la siccità.

Perché le piante attecchiscano bene, il substrato non deve essere troppo soffice: è molto adatta una miscela composta da un terzo di terriccio concimato, un terzo di terra sciolta e un terzo di torba. La torba deve essere preventivamente ben inumidita.

In commercio, esistono contenitori di ricambio, lunghi cm 40 o 60, che possono essere infilati aH’interno delle cassette di fibrocemento, cosi da facilitare il cambio dalla coltivazione estiva a quella invernale.

Chi ha un giardino, in estate può pure trasportare all’aperto le cassette usate d’inverno sul balcone, avendo però l’avvertenza di posarle sopra una sottile lastra di metallo, perché le radici, crescendo, non penetrino nel terreno. Chi invece non possiede un giardino, può lasciare le cassette contenenti le piante sempreverdi sul balcone anche durante l’estate e, se lo desidera, in maggio può semplicemente aggiungervi qualche altra pianta, scegliendo fra quelle adatte a fornire una bella fioritura estiva.

Uno dei compiti invernali più importanti è quello di innaffiare le piante, perché in questo periodo le sempreverdi hanno particolarmente bisogno di acqua. Non appena la superficie si presenta asciutta, occorre innaffiare subito, altrimenti le piante si essiccano. Si dovrebbe fare eccezione solo quando ci si trova in un periodo di gelo.

Esistono oggi in commercio, nei centri di giardinaggio, piccole scaffalature smontabili in metallo, che si possono ricoprire con coperture amovibili. Queste attrezzature permettono di riparare dai geli più intensi alcune piante, coltivate in vaso o in cassetta, particolarmente utili, come il rosmarino, la salvia, il timo, l’erba cipollina, oppure fiori, come le calendole o garofani Miniature.

Rispondi

Devi aver effettuato il log in per scrivere un commento.