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Le colture da serra: come riempire la serra di giovani piante, i semi il mezzo piu economico e la forzatura delle piante bulbose

I semi: il mezzo più economico

Per riempire una serra con piante da fiore, il sistema più economico è quello della semina. Acquistare i semi presso ditte specializzate e provvedere alla semina il più presto possibile e all’epoca giusta. Non seminare semi vecchi, poiché potrebbero aver perso il potere germinativo.

Usare vasi di cm 10-12 di diametro, seminiere o bacinelle di plastica e riempirli a metà con un terriccio da semina appena umido. Prima di affidare al terreno semi molto piccoli, spargere sulla superfìcie un po’ di terriccio da semina mediante un setaccio. Livellare e comprimere leggermente.

Per facilitare la distribuzione dei semi versarli a poco a poco dalla bustina che li contiene. Una perfetta distribuzione dei semi, quando questi sono molto fini, si ottiene mescolandoli con sabbia bianca e fine.

Se i semi impiegano sei mesi o più per germinare, è opportuno incorporare nel terriccio uno speciale prodotto fungicida p$r sementi, per evitare che i semi stessi marciscano.

In commercio, esistono semi confezionati in capsule, il cui maggior volume permette una distribuzione molto più uniforme.

Dopo la semina, ricoprire con uno strato di terriccio setacciato di spessore pari al diametro maggiore del seme. Non coprire troppo i semi, perché hanno bisogno di aria per germinare, e le piantine necessitano di luce e di aria per svilupparsi vigorosamente sin dall’inizio della loro vita. I semi molto fini e quelli che germinano meglio se esposti alla luce non vanno ricoperti dal terriccio: per esempio la sinningia (gloxinia), lo streptocarpus, la smithiantha e la saintpaulia. Per innaffiare il terriccio, usare una porrìpetta nebulizzatrice finché non sia inumidito compietamente. Etichettare ogni contenitore.

Per mantenere il terriccio costantemente umido, ricoprire il contenitore con una lastra di vetro o un foglio di plastica appoggiato su un foglio di carta assorbente bianca per prevenire lo sgocciolamento della condensa sui semi e far passare poca luce.

I semi della maggior parte delle piante da serra germinano a una temperatura di 13-18°; le piante da serra calda necessitano di 18-24°. Se la temperatura della serra non è sufficientemente alta, come può avvenire all’inizio della primavera, è meglio collocare le seminiere in un germinatoio riscaldato.

II tempo di germinazione varia considerevolmente da genere a genere: pertanto è meglio lasciare ai semi il tempo necessario per germinare e produrre radici.

Il trapianto Non appena su ogni nuova piantina sono apparse le prime due foglioline, si deve procedere al primo trapianto, trasferendo singoìarmente le giovani piantine in vasi di cm 6 di diametro oppure in grandi seminiere di circa cm 20×30. Questo tipo di contenitore è soprattutto adatto alle piante a lenta crescita, perché, se trapiantate in vasi piccoli, il terriccio potrebbe asciugarsi troppo rapidamente. Il trapianto in queste seminiere avviene collocando le giovani piantine a cm 2-5 l’una dall’altra, secondo il loro sviluppo. Contro le malattie da eccesso di umidità, irrorare le piantine con prodotti specifici, come la poltiglia bordolese.

Dopo il trapianto, le giovani piantine devono essere sistemate in un punto della serra luminoso e non esposto ai raggi diretti del sole. Poi, quando le radici hanno cerchiato il vaso oppure quando quelle del primo trapianto in cassetta si toccano, si deve eseguire un secondo trapianto in vasi di cm 8-10 di diametro.

La forzatura delle piante bulbose

Numerose piante da serra si ottengono da organi di riserva come bulbi, tuberi, bulbotuberi e rizomi. Per anticipare la loro vegetazione, è opportuno iniziare la coltivazione a 3-5° di temperatura in più rispetto alla temperatura a cui vegeterebbero naturalmente. Questo trattamento si può praticare alle seguenti piante: hippeastrum, begonia tuberhybrida, gloriosa, achimenes, smithiantha, sinningia (gloxinia), gesneria e parecchi altri bulbi e bulbotuberi a fioritura estiva, che si possono far vegetare alla fine dell’inverno oppure all’inizio della primavera per ottenere una fioritura anticipata.

Molti bulbi possono essere invasati e poi collocati in un germinatoio caldo. Però, siccome non è sempre facile distinguere quale è la parte superiore, da cui inizierà la vegetazione di tuberi e rizomi, conviene immergerli in torba umida, in un germinatoio riscaldato o su un bancale di una serra riscaldata. I bulbi cosi sistemati devono essere controllati assiduamente finché i germogli o le radici non diventano visibili. A questo punto, devono essere tolti dalla torba del germinatoio e invasati con ogni cura in un terriccio da vasi. In particolare, richiedono questo trattamento le gloxinie e le begonie.

In autunno, quando l’apparato fogliare inizia ad appassire, le piante bulbose devono essere messe in riposo sospendendo gli innaffiamenti. Quindi, togliere il terriccio e le radici essiccate dai bulbi e conservarli in sabbia asciutta in un luogo asciutto, dove la temperatura non scenda mai sotto lo zero. Se la serra, durante l’inverno, è troppo umida, è consigliabile conservare i bulbi altrove.

I tuberi o i rizomi fragili non devono essere né scossi né ripuliti, come nel caso delle gloriosa e delle smithiantha, onde evitare di danneggiare i bulbi.

Conviene quindi lasciare le piante nei loro vasi, che devono essere accantonati in un luogo lontano da possibili innaffiamenti, asciutto e al sicu^ ro dal gelo.

Togliere questi bulbi dal vecchio vaso e rinvasarli con nuovo terriccio non appena iniziano a rivegetare.

Nel caso si vogliano dividere i bulbi per la moltiplicazione, invasarne singolarmente le parti divise.

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