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Le colture da serra: iI cassone di propagazione e i suoi usi, il riscaldamento del terreno di coltura

II cassone di propagazione e i suoi usi

I cassoni di propagazione, o propagatori, costituiti da una base portante una copertura trasparente, sono utilizzati per far germinare semi o far radicare talee. Possono essere riscaldati o freddi.

Il propagatore freddo serve unicamente per conservare umidità attorno alle talee o ai semi.

Il propagatore riscaldato fornisce il riscaldamento necessario al terriccio per avere una maggiore sicurezza di germinazione e di radicamento e, per molti organi di riserva, come bulbi, bulbotuberi, rizomi e tuberi, per anticiparne la germinazione.

Nei propagatori di una certa dimensione si possono poi collocare anche piante giovani per affrancarle, cioè per irrobustirne l’apparato radicale. Essi poi, se sono anche riscaldati, si possono usare pure per coltivarvi permanentemente alcune piccole piante tropicali, evitando cosi di dover riscaldare tutta la serra a un’alta temperatura.

Vi sono diversi tipi di propagatori e la maggior parte di quelli per dilettanti giardinieri sono riscaldati mediante cavi elettrici interrati.

Il tipo più semplice di propagatore, costituito da una o due seminiere appoggiate su uno strato di sabbia o di ghiaia, si può acquistare già completo di impianto di riscaldamento elettrico e non c’è da fare altro che inserirlo nella presa di corrente. Le versioni più elaborate, dalla temperatura regolabile mediante un termostato, possono contenere un certo numero di vasi e di cassette.

Un propagatore può essere costruito con pochissima spesa acquistando un manufatto di Eternit® a forma di scatola lungo m 1,50, largo quanto il bancale e alto cm 25. Per coprirlo, servirsi di listelli di legno o metallo come sostegni e di un foglio di plastica robusta.

Praticare 3-4 fori di drenaggio sul fondo del manufatto e ricoprire con uno strato di cm 5 di sabbia.

Disporre sulla sabbia i cavi per il riscaldamento e, per finire, ricoprirli con un altro strato di cm 7 di sabbia umida oppure con un paio di centimetri di sabbia e cm 7 di torba.

Il riscaldamento del terreno di coltura

Per ottenere una buona e rapida presa delle talee e una germinazione soddisfacente di vari tipi di semi, spesso si ricorre al riscaldamento dello stesso terreno di coltura, sistemandovi serpentine di tubi metallici o di plastica percorsi da acqua calda (a temperatura non superiore a 40°), generata dal sistema a termosifone dèlia serra oppure, se questo non esiste, sistemandovi cavetti elettrici che, una volta che siano percorsi da corrente, si riscaldano.

Tale tipo di installazione, che consente ottimi risultati, presenta però alcuni aspetti particolari che conviene evidenziare. Tali cavetti, rivestiti di adatto isolante e nella giusta metratura, che nei Paesi anglosassoni si trovano comunemente in commercio, non sono facilmente reperibili in Italia, anche perché le tensioni unificate di alimentazione nel nostro Paese non sono le stesse deH’Inghilterra e degli Stati Uniti. Una volta trovatili, quindi, occorrerebbe anche alimentare il sistema dei cavetti riscaldanti attraverso un trasformatore di adatte caratteristiche.

Oltre a questo, le norme di sicurezza vigenti vietano di “murare” cavetti elettrici. Interrare e murare non è la stessa cosa, ma lo “spirito” della norma abbraccia anche i cavetti interrati. Infatti, la legge vuole impedire che, confìggendo un tassellò, un chiodo o praticando una cava, si tocchi un cavetto in tensione, il che sarebbe assai pericoloso. Allo stesso modo, rimuovendo piantine e vasetti sovrapposti a una “serpentina” di cavetti in tensione non è impossibile venire a contatto con i cavetti e asportare un pezzetto di rivestimento isolante: si creerebbero cosi le stesse condizioni di pericolosità cui fa riferimento la legge.

Il sistema dei cavetti elettricamente riscaldati, però, rimane comunque buono e può facilmente essere “portato in sicurezza” e nel rispetto delle norme. È sufficiente infilare i cavetti riscaldanti entro un tubo del tipo appositamente in commercio per contenere cavetti murati nelle pareti. Ve ne sono di rigidi, con gomiti di facile montaggio, e di flessibili.

Comunque, per la scelta del cavetto, quanto a sviluppo in lunghezza e quanto a sezione, occorre che un esperto elettricista faccia qualche calcolo d’impostazione. In linea di massima, occorre usare cavetti molto sottili, lunghi parecchi metri, oppure cavetti meno lunghi e meno sottili, alimentati però a tensione bassa (24 volt) attraverso un trasformatore abbassatore di tensione.

Una volta fatti i calcoli e realizzato il sistema, occorre fare una prova di funzionamento, in modo da controllare a quale temperatura si porta, e si mantiene, l’esterno del tubo di protezione. Tale temperatura, per andar bene, deve essere compresa tra i 30 e i 35°, non di più. Se il sistema si porta a una temperatura troppo alta, occorre inserire un trasformatore e alimentarlo a tensioni più basse. Se scalda troppo poco, basta accorciare un poco il cavetto elettrico.

Siccome le potenze in gioco sono modeste (5-15 watt per m2), il costo del cavetto e di un eventuale trasformatore a più prese, per poter alimentare il sistema a tensioni diverse e “metterlo a punto” nel modo migliore, è modesto. L’alimentazione mediante trasformatore è interessante anche perché per certi tipi di coltura conviene scaldare un po’ di più e per altri meno. Un sistema regolabile è quindi più pratico e consente un utilizzo più ampio.

Realizzato l’impianto di riscaldamento necessario, spargere uno strato di cm 5 di sabbia sul fondo del propagatore e collocarvi sopra il cavo inserito nel suo tubo di protezione, disponendolo a serpentina su tutta l’area da riscaldare e cercando di evitare le curvature troppo strette. I cavi devono essere tra i cm 10 e i 20 di distanza uno dall’altro e non si devono incrociare. Infine, ricoprire i cavi con uno strato di cm 2,50 di sabbia e cm 8 di torba umida.

Le talee possono essere collocate direttamente nella torba, mentre i vasi possono essere affondati fino a raggiungere lo strato di sabbia.

Solo per il riscaldamento dell’aria, in aggiunta a quello del terreno, i cavi possono essere riuniti su un traliccio di legno ai lati del telaio.

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