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Le colture da serra: la forma e struttura della serra

La struttura tipica della serra è quella “a capanna”, con copertura a doppio spiovente e completamente vetrata, per poter sfruttare al massimo l’“effetto serra” (vedremo poi come tale effetto deve esser graduato, nei periodi di massima insolazione). Spesso, la parte bassa, per un’altezza di circa m 0,50, è chiusa per ragioni di solidità strutturale. Se c’è una pavimentazione stabile, in calcestruzzo di cemento, in mattoni, in assito di legno sopra una travatura, è meglio: è possibile la periodica pulizia, non c’è pericolo che si formi fango nella stagione piovosa, possono essere limitate le dispersioni di calore nel suolo durante la stagione fredda. Una variante molto comune è la serra a fiancate inclinate (detta anche “olandese”) e con vetrate fino al pavimento: le pareti inclinate consentono di sfruttare meglio l’“effetto serra”, in quanto i raggi del sole colpiscono le vetrate laterali a un angolo più vicino all’angolo retto, riducendo la percentuale di calore radiante che viene inevitabilmente riflesso dalle lastre di vetro.

Le serre appoggiate a una parete esterna della casa sono più facili da costruire da parte di un privato e meno costose (una parete manca e tutte le strutture possono essere più leggere, essendo appoggiate alla solida parete in muratura). In ogni caso, sarebbe bene costruirle contro una parete rivolta a sud in modo da godere dei raggi del sole per parecchie ore al giorno. Inoltre, questo tipo di serra deve anche avere un tetto sufficientemente inclinato per permettere un regolare deflusso delle acque piovane ed evitare l’accumulo di foglie secche e di polvere terrosa.

Le serre a forma rotonda (o anche esagonale od ottagonale), di solito di medie e piccole dimensioni, consentono di sfruttare al massimo l’“effetto serra” e contengono un maggior numero di piante a parità di volume. Però, sempre a parità di volume, sono un po’ più costose come costruzione e come attrezzature e impianti, quali i sistemi per graduare l’effetto serra e i sistemi di innaffiamento.

La struttura della serra

Ogni serra deve essere una costruzione solida, perché è esposta al vento e perché sulle scaffalature interne gravano pesi rilevanti. Poi, deve richiedere una manutenzione modesta e durare parecchi anni. Quindi, una volta che si sia decisi a effettuare la spesa di costruirne una, non vale la pena di lesinare sui materiali.

Il materiale classico per tale tipo di costruzioni è il legno: robuste travi portanti per la struttura, travetti scanalati per infilarvi le lastre di vetro, porta, sempre con telaio in legno, incernierata o scorrevole e, in alto, due o più portelli apribili.

I legnami ricchi di sostanze resinose, come il larice, oppure un tipo d’abete particolarmente resistente agli agenti atmosferici sono i più adatti al nostro scopo. Conviene sottoporre all’inizio, e poi ogni 2-3 anni, l’intera struttura a una verniciatura costituita da una prima mano di un prodotto che allontani i tarli e le muffe del legno e una seconda mano di vernice “grassa”, di protezione.

In alternativa al legno, si possono usare tubi e profilati in acciaio zincato. tra loro imbullonati o saldati, che conviene poi riverniciare, totalmente o parzialmente, ogni 3-4 anni.

Il migliore effetto estetico si ottiene con una struttura in lega leggera o alluminio anodizzato: è la più costosa, ma anche quella di maggior durata e che richiede una manutenzione praticamente nulla.

In commercio, esistono serre totalmente prefabbricate, materiali prelavorati con i quali la costruzione si riduce al montaggio.

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