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Le colture da serra

Anche una piccola serra, purché sia attrezzata per il controllo delle condizioni ambientali, offre la possibilità di coltivare sia le primizie degli ortaggi sia le orchidee

Il benefico “effetto serra” deriva da una particolare qualità del vetro. In qualsiasi ambiente, chiuso parzialmente da lastre di vetro, l’energia raggiante proveniente dal sole (radiazioni luminose a lunghezza d’onda di tipo infrarosso corto) attraversa il vetro e va a riscaldare quanto contenuto all’interno. Pavimento, pareti, sedili, mobili e oggetti contenuti nell’ambiente, una volta riscaldato, a loro volta irradiano calore, ma tale calore, emesso come radiazioni di lunghezza d’onda più lunga (infrarosso lungo), che non passano attraverso la lastra di vetro, rimane “intrappolato” nell’ambiente stesso, che cosi si porta a una temperatura più alta di quella esterna. Chiunque può sperimentare che cosa provoca tale tipo di effetto in un’automobile, lasciata al sole con i finestrini chiusi: all’interno si stabilisce, in poche decine di minuti, una temperatura di 40° e oltre; i sedili, il cruscotto, tutto quanto vi è contenuto “scotta”. Se invece i finestrini rimangono aperti, la macchina si riscalda assai meno, in quanto può riversare fuori parte del calore che riceve dal sole, mentre nel contempo si stabilisce al suo interno una corrente d’aria che ventila l’ambiente.

La serra, dunque, è una struttura chiusa (munita naturalmente di una o più porte di accesso), in cui tetto e pareti sono parzialmente o totalmente costituiti da lastre di vetro. In base all’effetto descritto, nel suo interno si stabilisce una temperatura supcriore a quella esterna.

Nei nostri climi, la serra è particolarmente utile in primavera e in autunno, quando l’insolazione è di media intensità, e anche nelle giornate coperte e piovose, quando attraverso le nubi filtra una apprezzabile quantità di calore radiante. È cosi possibile, entro la serra, più calda dell’ambiente esterno, coltivare “primizie” di ortaggi prima della loro stagione normale, far fiorire in anticipo fiori da bulbi, seminare precocemente piante ornamentali, per poi trapiantarle, già ben sviluppate, all’esterno, non appena la stagione sia un po’ più avanzata.

In autunno poi, trasportando nella serra piante in vaso, che smetterebbero di fiorire o arresterebbero il loro sviluppo con la fine dell’estate, è possibile prolungarne la crescita e la fioritura. Inoltre è anche possibile ottenere fioriture tardive e ortaggi “fuori stagione”.

Anche d’inverno, con l’alternarsi di giornate coperte e serene, arriva dal sole una certa quantità di energia raggiante, per cui entro la serra si mantiene una temperatura superiore a quella esterna, anche se “l’effetto” è assai più debole che in autunno e primavera. Nella serra possono quindi essere ricoverate le piante che temono i rigori ddl’inverno.

Nelle zone a clima più temperato una serra semplice è sufficiente a “proteggere” numerosissime piante durante l’intero inverno, in quanto la temperatura interna non scende mai sotto i 4-5°, mentre in altre località non riesce a mantenersi al di sopra di queste temperature. In questo equilibrio di temperature giocano diversi fattori: l’altezza sul livello del mare, la latitudine, il numero medio delle giornate soleggiate, l’orientamento e la struttura della serra (una pavimentazione in mattoni, in cemento o in tavolato di legno migliora la situazione), l’esposizione o meno a venti freddi. Una serra del tipo “appoggiato”, costruita cioè in modo che una delle sue pareti sia la parete della casa, normalmente riscaldata d’inverno, di solito si trova, sotto questo aspetto, in condizioni privilegiate, in quanto il calore che attraversa la parete della casa, anche se non è molto, è quasi sempre sufficiente a mantenere l’interno della serra a una temperatura di alcuni gradi sopra zero.

Se la serra è sita in una località fredda, o comunque in condizioni sfavorevoli, per cui l’insolazione invernale non è sufficiente a mantenerla a una temperatura minima di 4-5°, e la si vuole utilizzare durante l’inverno, occorre predisporre un sistema di riscaldamento per i periodi più freddi, come vedremo in seguito.

Comunque, prima di installare una serra è meglio informarsi della situazione locale. Vi saranno certamente altre serre nelle vicinanze e quindi non sarà difficile raccogliere dati sufficientemente orientativi sulla necessità o meno di predisporre un sistema di riscaldamento, sulla potenza che questo eventualmente deve avere, sul numero medio delle giornate in cui occorre riscaldare nell’arco della stagione invernale, e quindi sarà possibile calcolare i costi di massima.

Durante l’estate (salvo sia collocata in una località decisamente fredda), la serra è meno usata, in quanto la sua funzione diventa quasi pleonastica. Deve comunque essere provvista, come vedremo, di schermi contro il sole e di elementi apribili per graduare e limitare l’“effetto serra”, che potrebbe far salire la temperatura interna a valori troppo alti. D’estate, la serra si usa soprattutto per far germinare rapidamente le piantine o per coltivare piante tropicali – tipico esempio le orchidee – che richiedono un ambiente caldoumido.

Ogni serra, infine, adempie anche alla funzione di riparo, in quanto protegge le piante da venti freddi, neve, grandine, piogge violente, eventi tutti capaci di distruggere o danneggiare seriamente piantine da trapianto, piante tropicali, piante da fiori e anche ortaggi.

Non è raro che nelle serre, al posto dei vetri, si sistemino lastre o fogli di plastica trasparenti o semitrasparenti, più economici e meno fragili. In tali casi, la serra, pur mantenendo le sue funzioni di “riparo”, non presenta più l’“effetto” legato alla presenza dei vetri comuni o degli ancor più costosi vetri acrilici, in quanto con molti materiali plastici, che, a differenza del vetro, sono ugualmente permeabili alle radiazioni infrarosse corte e lunghe, l’energia che entra può uscire di nuovo; anzi, di notte, quando all’esterno la temperatura si abbassa, il calore esce al punto che all’interno si possono verificare abbassamenti di temperatura maggiori che all’esterno.

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