Add Me!Close Menu Navigation
Add Me!Open Categories Menu

Le orchidee: la riduzione dello stelo singolo

Alcune specie di orchidee, come la vanda, dato che, crescendo verticalmente su un solo stelo, potrebbero diventare troppo alte e flosce per vivere in una serra, vanno tagliate a metà.

Queste orchidee hanno radici aeree che si dipartono dallo stelo principale e che, ogni anno, ne producono altre, laterali, con punte verdi. Quando, in primavera, i laterali cominciano a svilupparsi, si può tagliare la pianta e rinvasarla. Scelto un vaso di cm 12-14 di diametro, riempirlo per un terzo con cocci di terracotta o ghiaietto, coprire con uno strato di cm 3 di composto per orchidee e spargervi sopra una piccola quantità di fertilizzante a lento effetto.

Con cesoie da potatore, tagliare lo stelo sotto un gruppetto di radici aeree. Eliminare dalla parte tagliata le foglie basali morte. Farla ruotare nel vaso in modo che le radici si avvolgano a spirale, indi finire di riempire il vaso con il composto speciale per orchidee. Se si è usato il composto di osmunda, sovrapporvi un miscuglio in parti uguali di sfagno e di fibre di osmunda (o di asplenium). Con un piantatoio usato verticalmente, far penetrare il composto, in modo da affrancare la nuova pianta.

Quando la parte inferiore del vecchio stelo produce dei getti laterali e questi hanno messo radici aeree, tagliarli e invasarli singolarmente.

Gli speciali contenitori per orchidee

Le piante di orchidea possono essere coltivate anche nei comuni vasi di terracotta, purché si disponga sul fondo uno strato piuttosto alto di cocci o di ghiaietto per rendere il drenaggio più rapido e sicuro. I vasi speciali per orchidee, appositamente forati, non necessitano invece di materiali per il drenaggio. I contenitori a listelli di legno, adatti per le piante pendule, dopo la piantagione vengono appesi in alto nella serra, in modo che le piante ricadenti abbiano la possibilità di svilupparsi liberamente. In alternativa, le piante ricadenti possono essere coltivate su cilindri costituiti da fusti di felci arboree o su pezzi di corteccia ruvida, cui le radici delle orchidee, avvolte in un composto fibroso, vengono fissate con filo zincato o plasticato.

La scelta del composto più adatto

Il migliore composto per orchidee, costituito da una parte di radici fibrose di felce osmunda, si può acquistare presso i coltivatori specializzati.

Un’alternativa (meno costosa) è la corteccia di abete, o di pino, che deve essere scelta delle misure adatte per coltivarvi una singola pianta.

Comunque, se si desidera un composto della miglior qualità e che non venga a costare troppo, si può prepararlo da sé. I componenti di tale composto possono essere acquistati presso i coltivatori specializzati di orchidee oppure presso alcuni vivaisti ben riforniti dei vari materiali per la coltura in serra.

Il composto prevede parti uguali di fibra di radici di osmunda, di sfagno torboso e di argilla espansa da mm 3 di pezzatura. Tagliare le fibre di osmunda in pezzi di cm 3-4 mediante cesoie. Setacciare le fibre per liberarle dalla polvere. Ripulito lo sfagno per eliminare le foglie, l’erba e i gambi, tagliarlo a pezzi lunghi cm 2-3. Mescolare, in parti uguali di volume, le fibre di osmunda, lo sfagno e l’argilla espansa. In un composto cosi preparato le piante di orchidee possono vivere per 4-5 anni.

Rispondi

Devi aver effettuato il log in per scrivere un commento.