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Le piante grasse: come moltiplicare le cactacee per innesto, le cactacee adatte come portainnesto

L’innesto consiste nel congiungere la parte superiore di una pianta, chiamata marza, con la parte inferiore di un’altra, detta portainnesto, al fine di formare un’unica pianta. È un metodo usato soprattutto con le cactacee, anche se è possibile applicarlo alle altre succulente.

Questa operazione viene effettuata sulle cactacee che hanno difficoltà a far sviluppare il proprio apparato radicale oppure su quelle che non contengono clorofilla e che sono mantenute in vita artificialmente, oppure ancora su quelle che non si possono facilmente riprodurre da seme, da pollone o da talea.

Di solito, non vi è alcuna differenza tra le piante innestate e quelle coltivate naturalmente, specie se il portainnesto non è visibile. Anzi, in molti casi, l’unione di due specie accelera notevolmente la crescita della nuova pianta.

Sebbene molti appassionati di giardinaggio rifuggano da questo metodo di moltiplicazione, considerato come cruento, esso è molto semplice da effettuarsi.

Il periodo migliore per eseguire l’innesto è tra maggio e agosto, quando l’atmosfera è secca e la temperatura si aggira attorno a 20°.

Come portainnesti sono generalmente adatte le specie di cactacee a crescita vigorosa, ma, in ogni caso, occorre che vi sia compatibilità tra le loro dimensioni e quelle delle piante da innestare.

Bisogna fare in modo che il segno dell’innesto sia il più possibile nascosto o che si trovi a un’altezza tale da poterlo facilmente mimetizzare con la ghiaia del vaso.

Spesso, l’innesto viene fatto per dare alle piante una forma inconsueta, come, per esempio, quella che si ottiene mediante il connubio tra una cactacea rampicante e una cactacea a colonna (questa forma viene comunemente chiamata “piangente”).

Le cactacee adatte come portainnesto

Le cactacee adatte come portainnesto devono essere facili da coltivare.

La più usata è il trichocereus, a forma di colonna, facilmente allevato da seme. Quasi tutte le sue specie sono adatte, ma le più facili da usare sono quelle con le spine più piccole, come Trichocereus spachianus. Questa pianta può già essere usata, a un anno di età, per innestare piccole marze. La parte superiore può essere piantata e fatta crescere per ospitare marze più grandi.

Gli echinocereus, che hanno un fusto più tenero, possono essere usati come portainnesti per marze piuttosto deboli. Le specie adatte sono Echinocereus dubius, E. enneacanthus e E. pentalophus, che possono ramificare molto facilmente, mettere radici in breve tempo e propagarsi per talea.

Altra pianta particolarmente adatta allo scopo è Opuntia robusta.

Anche le echinopsis, per esempio Echinopsis eyriesii e relativi ibridi, sono qualche volta utilizzate dato che producono grandi quantità di getti basali. Per la maggior parte di forma globosa, queste piante radicano facilmente e rapidamente e si possono usare come portainnesto quando raggiungono un diametro di cm 2-2,50. Per fare questo, asportare la punta tagliando dove il diametro corrisponde a quello della marza e quindi procedere nel modo consueto.

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