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Come annaffiare: quando e dove

Se si vuole che le piante crescano bene devono aver accesso a un approvvigionamento idrico costante. Nei climi temperati il suolo contiene per la maggior parte dell’anno una umidità sufficiente a soddisfare le esigenze delle piante. Ma, durante i periodi molto secchi in primavera e in estate, è possibile che le piante non riescano ad assorbire la quantità di acqua necessaria per mantenerle turgide; appassiranno e il loro sviluppo si fermerà temporaneamente. Se non si provvede subito a fornire loro l’acqua, le foglie si arricceranno, diventeranno marrone e infine moriranno.

Per questa ragione prima, che appassiscano, il giardiniere deve poter offrire alle piante un approvvigionamento idrico «artificiale» o irrigazioni.

Quando annaffiare

La tempestività dell’irrigazione è di estrema importanza per gli ortaggi se si vuole ottenere uno sviluppo costante e il massimo della resa. È necessario fornire alle piante acqua in quantità sufficienti. Deve poter raggiungere le radici e non soltanto bagnare la superficie del suolo.

Come regola generale un centimetro d’acqua raggiungerà una profondità di cm 9 nel suolo. Per innaffiare un ettaro di terreno alla profondità di cm 22-25 bisogna usare 250-280 ettolitri d’acqua. Somministrazioni idriche continue ma scarse durante i periodi di siccità prolungata non andranno a beneficio delle piante. L’acqua non raggiungerà infatti la maggior parte delle radici, provocando la formazione di una crosta dura sul suolo e favorendo l’emissione di radici superficiali che soffriranno in successivi periodi di siccità.

I terreni sabbiosi si asciugano molto più rapidamente di quelli argillosi, e durante i periodi di siccità devono essere annaffiati prima. La superficie serve di rado per valutare la situazione del resto del suolo e, pertanto, per vedere se il terreno è umido, è necessario scavare con un trapiantatoio per cm 20-30. Se la terra è asciutta o solo appena umida, annaffiare.

Con gli ortaggi in particolare, si può utilizzare meglio l’acqua nel momento di maggior sviluppo delle piante, in genere a primavera inoltrata o nella prima metà dell’estate. Una scarsità d’acqua in questo periodo determina l’arresto dello sviluppo più grave ed è persino possibile che alcuni raccolti vadano a seme prematuramente.

Colture ad uso alimentare

Quantità d’acqua eccessive somministrate in estate inoltrata possono danneggiare realmente alcuni ortaggi. I meloni, per esempio, quando inizia la maturazione, dovrebbero essere bagnati poco, altrimenti i frutti si spaccano e si guastano. Piogge o irrigazioni sul finire dell’estate possono influire negativamente sulla conservabilità delle cipolle poiché è il momento in cui si dovrebbero lasciare asciugare prima di legarle con uno spago. Alla comparsa dei fiori e dei baccelli i fagioli e i piselli dovrebbero essere annaffiati ogni settimana con 5-10 litri d’acqua al metro quadro. Un’eccessiva quantità d’acqua all’inizio dello sviluppo favorisce l’emissione di foglie a danno dei fiori e del raccolto.

Tuttavia, per la maggior parte degli ortaggi verdi abbondanti annaffiature ne prolungheranno e aumenteranno la produzione. Basteranno 10-15 litri per m2 alla settimana.

Piante ornamentali

Le esigenze idriche delle piante ornamentali sono state studiate in modo meno approfondito. Hanno tuttavia più o meno le stesse necessità delle colture ad uso alimentare. I fiori e gli arbusti coltivati in vaso corrono un rischio maggiore di quelli che crescono in piena terra. E necessario non lasciare asciugare il terreno.

Trapianto

Le piante vanno annaffiate con maggior frequenza in primavera e in estate. L’autunno e l’inverno sono tuttavia l’epoca più favorevole per il trapianto degli alberi e degli arbusti decidui ed è bene che questi siano annaffiati abbondantemente a meno che il terreno al momento dell’impianto non sia già molto umido. Questa annaffiatura è indispensabile non tanto per far sviluppare la pianta quanto per assestare le particelle di terra intorno alle radici, in vista.

Dove annaffiare

Le piante che crescono in terreno aperto possono senza dubbio inaridire per l’esposizione al sole estivo ma riceveranno anche l’intera quota di piogge invernali. Altri luoghi del giardino possono non essere approvvigionati altrettanto bene ed è compito del giardiniere dedicarvi particolari cure. Le aiuole e i border lungo i muri sono particolarmente inclini a inaridire: per migliorarne le capacità di assorbimento si dovrebbe arricchirli con materia organica. In tal modo potranno assorbire facilmente la pioggia che ricevono e anche l’acqua irrigata durante i periodi secchi. Il suolo vicino ai muri è spesso mediocre e molto povero di materia organica e, una volta diventato secco, è molto difficile bagnarlo.

Le piante coltivate in mastelli, vasi e contenitori da appendere dovranno essere annaffiate regolarmente tutta Testate perché possono asciugarsi molto in fretta. Quando si riempie il vaso con la composta è opportuno lasciare uno spazio tra la superficie del terreno e il bordo del vaso per poter somministrare una quantità di acqua sufficiente. Innaffiare ogni volta che risulteranno asciutti i primi 2 o 3 centimetri di terra. Bisognerebbe mantenerli umidi ma non inzuppati d’acqua. Un’innaffiatura eccessiva come pure una insufficiente possono danneggiare le piante coltivate in vaso.

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