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Come migliorare il terreno con la corteccia polverizzata, fanghi da liquami, sovescio, correttivi inorganici, ph e fertilizzanti

Corteccia polverizzata

Questo prodotto è ora disponibile su larga scala con o senza aggiunta di fertilizzanti. Il tipo normale, che non contiene concimi, richiede azoto perché la corteccia si possa decomporre ed è pertanto usato soprattutto come pacciame. La corteccia polverizzata si decompone lentamente. Usarla come pacciame con uno spessore di cm 5-8.

Cascami di lana

Nelle zone industriali si possono a volte trovare cascami di lana che sono un sottoprodotto dell’industria tessile. Contengono una buona quantità di azoto e nel terreno si decompongono abbastanza velocemente. Si interrano in autunno e in inverno. Dose di impiego: kg 6 circa per m2.

Fanghi da liquami

I fanghi essiccati, definiti «digeriti» o «attivati» sono il modo più sicuro per usare il liquame. I fanghi non trattati, a volte disponibili, possono trasmettere malattie umane se usati su terreni dove si coltivano prodotti da consumare crudi. Il terreno trattato con fanghi non deve essere usato per prodotti di questo tipo per 12 mesi. Il fango da liquame non ha un contenuto particolarmente elevato di materia organica; contiene tuttavia una buona quantità di azoto e alcuni fosfati. Le stagioni migliori per interrarlo sono l’autunno e l’inverno. Dose di impiego: kg 0,8-1,5 al m2.

Sovescio

È un metodo per migliorare il suolo con materiale organico, si realizza seminando certi prodotti che vengono poi interrati per arricchire il suolo (si vedano le pagine 24 e 25).

Correttivi inorganici del suolo

Nei suoli pesanti, l’aggiunta di correttivi inorganici, come legno e cenere, sabbia grossolana, tritume di pietra, segatura, trucioli di legno e aghi di pino può essere di grande aiuto per rendere più facile la coltivazione. Questi materiali renderanno il terreno meno compatto, favorendo la penetrazione dell’aria; è meglio tuttavia applicarli insieme a sostanze organiche piuttosto che da soli.

Modificazione del pH

Benché il calcare triturato migliori la struttura di un terreno argilloso favorendo l’aggregazione di particelle del suolo in gruppi più grossi, permettendo pertanto all’acqua di defluire più liberamente, la sua utilità si rivela soprattutto quando viene usato per modificare l’acidità del terreno. Ciò si verifica in particolar modo nei terreni leggeri e sabbiosi che drenano facilmente e perdono la calce per dilavamento. Vi sono molti batteri che non prosperano e non si moltiplicano in terreni acidi e l’aggiunta di calce migliora la decomposizione della materia organica.

Alcune piante trovano più facile estrarre le sostanze nutritive da un suolo acido, altre invece preferiscono crescere sul gesso. Mentre è sempre consigliabile adattare la coltivazione delle piante al tipo di terreno, talvolta ciò non è auspicabile né realizzabile. Si deve pertanto modificare il pH, cioè l’equilibrio acidità/alcalinità.

Su un suolo con un pH tra 6,5 e 7,0, o neutro, crescerà un’ampia gamma di colture, e 6,8 è la cifra cui tendere quando si vuole correggere l’acidità. Un terreno con un pH inferiore a 6,5 influisce sull’assorbimento del le sostanze nutritive principali e secondarie. La calce idrata (o idrossido di calcio) è il prodotto più efficace per modificare il pH in quanto ne sono necessarie quantità relativamente esigue. E inoltre più stabile della più costosa calce viva. Si possono anche usare calcare macinato o gesso (carbonato di calcio) spesso più economici. Hanno il vantaggio di potersi somministrare prima del trapianto o della semina senza danneggiare il raccolto.

Ai suoli argillosi acidi o a quelli che contengono grandi quantità di sostanze organiche si deve somministrare più calce che ai terreni acidi sabbiosi. Ogni anno si dovrebbero analizzare i suoli acidi aggiungendo la quantità di calce necessaria per sostituire quella persa dal terreno nella stagione precedente.

La calce viene in genere somministrata in autunno o all’inizio dell’inverno. Non deve venire a contatto col letame in quanto reagisce, liberando prezioso azoto nell’aria. Applicare la calcee lo stailatico in anni diversi, o lasciare un intervallo di parecchie settimane tra l’interramento del letame e lo spargimento della calce che, lasciata sulla superficie del suolo, verrà fatta penetrare dall’acqua gradualmente. Se necessario, è possibile distribuire la calce in autunno e il letame in inverno senza conseguenze negative.

Suoli alcalini

È molto più difficile modificare il pH di un suolo alcalino che quello di un terreno acido. Incominciare arricchendo il suolo con torba e altre sostanze organiche acide che ridurranno in certa misura l’alcalinità. Applicare poi fiori di zolfo alla dose di gr 135 al m2 per i terreni sabbiosi e di gr 270 per quelli pesanti. Analizzare il suolo a intervalli mensili per controllare il pH. Con un pH inferiore a 6,5 la disponibilità di azoto, fosforo, potassio e molibdeno diminuisce, mentre aumenta quella di ferro e manganese. Nei terreni con un elevato pH, il calcio riduce l’assorbimento del potassio. Se il suolo è molto alcalino, somministrare fiori di zolfo ogni anno, ma è anche opportuno cercare di coltivarvi piante che sopportano un certo grado di alcalinità. Un efficace sistema di drenaggio contribuirà a dilavare parte del gesso del terreno.

Quando nei suoli gessosi si presenta il problema di carenza di ferro, è possibile irrorare il terreno con soluzioni a base di chelati di ferro o sequestrene allo scopo di rendere più rapidamente disponibile questa sostanza nutritiva. Dovrebbero essere sufficienti 3 o 4 somministrazioni all’anno alla dose consigliata.

I fertilizzanti come il solfato ammonico e quelli a base di cornunghia sono acido-reagenti e per i terreni gessosi li si dovrebbero preferire ai concimi a base di azoto e gesso e a quelli di natura alcalina.

Tipi di fertilizzanti

Vi sono due tipi fondamentali di fertilizzanti, organici e inorganici, e in giardino sono entrambi preziosi.

Tutti i concimi organici contengono carbonio e derivano da organismi viventi. Prima che le piante possano assorbirli, i concimi organici devono essere decomposti e trasformati, nel suolo, in sostanze chimiche inorganiche da funghi e batteri. Da ciò appare chiaro che i fertilizzanti organici, favorendo lo sviluppo dei batteri, aumentano la fertilità del terreno. La decomposizione, e quindi l’utilizzo da parte delle piante, avviene in modo relativamente lento.

I concimi inorganici non contengono carbonio. Non possono migliorare la struttura del suolo e non aggiungono humus, ma sono spesso a effetto rapido e, a parità di peso, più ricchi di sostanze nutritive e più economici dei concimi organici.

Per migliorare la terra e mantenerla fertile, il giardiniere scrupoloso userà una combinazione di fertilizzanti organici e inorganici oltre ad ammendanti organici per terreni.

Tutti i fertilizzanti indicano sulla confezione il loro contenuto in termini di azoto (N), anidride fosforica (P205) e potassa (K20). Sono detti «semplici» se contengono una sola di queste sostanze nutritive, «complessi» se forniscono quantità variabili di tutte e tre.

Somministrazione dei fertilizzanti

I fertilizzanti si possono somministrare al terreno o prima della semina del trapianto (e in tal caso si tratta di concimazioni di base) oppure durante la crescita della coltura (si tratta allora di concimazione di copertura).

Spargere il concime di base sul terreno alcuni giorni prima della semina o al momento del trapianto e interrarlo di pochi centimetri con un forcone o un rastrello.

Distribuire la concimazione di copertura intorno alle piante o alle colture quando il suolo è umido e interrare di qualche centimetro con una leggera zappatura. Qualora si debbano concimare ampie zone, si possono impiegare gli spandiconcime su ruote, regolabili in modo da spargere uniformemente sulla superficie del terreno la quantità di fertilizzante stabilita.

Alcuni concimi sono venduti in polvere solubile o in forma liquida e si irrorano sul suolo o si spruzzano sul fogliame della pianta. Queste concimazioni fogliari sono in genere a pronto effetto e si dovrebbero somministrare quando il suolo è umido, con cielo coperto piuttosto che con il sole.

Valutazione delle esigenze della pianta

Una concimazione di base con un fertilizzante complesso prima della semina o del trapianto e una o due concimazioni di copertura con sostanze analoghe durante la stagione di crescita sono sufficienti per fornire alla maggior parte delle piante sostanze nutritive adeguate alle loro esigenze. I concimi che contengono grandi quantità di azoto si possono usare per sollecitare, ove carente, un rapido sviluppo delle foglie e dei germogli. Quelli che contengono fosfati favoriranno l’attività della radice dove si devono piantare alberi e arbusti; e i concimi ricchi di potassa miglioreranno la capacità di fruttificare di un’ampia gamma di colture, dai pomodori ai fagioli, dalle mele alle pere. L’esigenza primaria è tuttavia quella di equilibrare il terreno con una miscela delle sostanze nutritive necessarie a un dato raccolto. L’uso eccessivo di una sostanza nutritiva può annullare l’effetto delle altre.

Piante che traggono beneficio dalla somministrazione di calcare se coltivate in terreni acidi: garofanini da bordura, clematide, iris germanica, violacciocca, cavolini di Bruxelles, cavoli cavolfiori, cavolo marino, alberi di susine.

La composta da giardino

Il concime di origine animale è difficile da reperire e gli ammendanti organici in commercio sono costosi. Una fonte alternativa di sostanze organiche è la composta da giardino.

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