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Come migliorare la qualità del terreno: coltivazione delle piante da sovescio, la torba, il grado di ph

Coltivazione delle piante da sovescio

In un orto, se lo spazio lo permette, si può riservare una zona per la coltivazione di piante adatte al sovescio, cioè a essere interrate per rendere fertile il terreno, come per esempio la colza o il favino, che vengono seminate e coltivate dopo l’asportazione dei raccolti estivi dell’orto.

Queste piante devono essere sovesciate nel terreno durante la vangatura appena prima che abbia inizio la loro fioritura.

Inoltre, è necessario aggiungere anche g 30 di solfato ammonico per ogni m2, nel caso che il terreno debba essere immediatamente investito da altre coltivazioni, in modo da aiutare l’azione di sminuzzamento effettuata per opera dei batteri.

La torba e il suo impiego

La torba, materia vegetale decomposta dall’azione dell’acqua e parzialmente carbonizzata, è particolarmente adatta a stimolare la radicazione delle giovani piante.

La torba in balle deve essere inumidita prima dell’uso: spargerla su una superfìcie dura, calpestarla, bagnarla abbondantemente e rivoltarla con una pala, il tutto un paio di volte.

Ci sono due tipi principali di torba, una derivata da una pianta di muschio (sfagno) e l’altra derivata dalle radici del carice e da piante similari. La torba da sfagno (pH sotto 4,50) è usata per aumentare l’acidità del terreno e per fare terricci da vaso. La torba da carice (pH da 5 a 6,50) è più sottile ed è usata in modo particolare sui prati.

Il grado di pH: indice di acidità o alcalinità

L’acidità o l’alcalinità di un terreno può essere modificata usando calcare, torba oppure altre sostanze chimiche, incluso lo zolfo.

L’acidità e l’alcalinità è misurata in pH che vanno da 0 fino a 14: un terreno neutro ha un pH di 7; se il valore è più alto, il terreno è alcalino; se è più basso, è acido.

La maggior parte delle piante crescono bene in terreni leggermente acidi, con un pH di circa 6,50.

Il grado di acidità o di alcalinità del terreno si può misurare facilmente con semplici strumenti acquistabili presso i negozi di giardinaggio.

Se il terreno è molto acido, l’aggiunta di calce può aiutare la crescita di alcune piante e in particolare di alcuni ortaggi, specialmente quelli della famiglia dei cavoli, dei piselli e dei fagioli, che hanno bisogno di un terreno con un grado di pH da 7 a 8.

Molte piante da frutta, al contrario, prediligono terreni acidi e raramente traggono benefìcio dai terreni calcarei.

Il modo più conveniente per avere a disposizione la calce è preparare dell’idrato di calcio.

Se il terreno di un orto è eccessivamente acido può essere corretto con idrato di calcio in misura di g 250 ogni m2, trattamento che bisognerebbe ripetere ogni tre anni, in modo da conservare al terreno il giusto grado di pH.

Il controllo delle malattie La conoscenza del grado di pH del terreno può essere utile nella cura di alcune malattie.

Per esempio, la scabbia delle patate tende ad attaccare in terreni ad alto contenuto di calce.

I terreni argillosi sono a volte, ma non sempre, acidi. Aggiungendo della calce, si migliora anche la struttura fisica del terreno, rendendolo più friabile e più facile da lavorare, migliorandone quindi il drenaggio e facilitando lo sviluppo delle radici delle piante.

I terreni sabbiosi, che possono essere molto acidi, migliorano notevolmente mediante regolari somministrazioni di calce.

I terreni naturalmente ricchi di calce possono produrre piante non ben sviluppate, perché la calce impedisce l’assorbimento delle sostanze nutritive e in particolare del ferro e del manganese. Come risultato, le piante presentano foglie gialle e scarse vegetazioni, specialmente nei roseti, nei frutteti e negli orti.

Trasformare un terreno torboso, acido in un terreno neutro aggiungendo della calce è relativamente semplice; è invece più diffìcile correggere un terreno molto calcareo di natura. Una soluzione potrebbe essere quella di trattare il terreno, prima della semina, con fiori di zolfo che, trasformandosi in acido solforico, lo fanno diventare acido. Tale trattamento è più efficace quando è accompagnato da somministrazioni di torba, specialmente quella di sfagno, che è acida e anche molto adatta per modificare la struttura appunto del terreno.

L’aggiunta di g 250 di fiori di zolfo per ogni m2 può ridurre il pH da 7 a 5,40, consentendo quindi di coltivare una grande varietà di piante calcifughe, che prima non potevano dare risultati soddisfacenti.

Può anche essere necessario ripetere il trattamento con quantità dimezzate dopo tre anni e continuare a spargere torba sulla superficie del terreno. In ogni caso, però, non bisogna eccedere, perché le piante si indebolirebbero e crescerebbero molto lentamente, divenendo facile preda delle malattie.

Alcune piante da giardino, come il rododendro, l’azalea, la kalmia, il pieris, la gaultheria, il liquidambar e l’erica, possono crescere anche in terreni alcalini non adatti, purché trattati con zolfo e torba.

Un altro trattamento per terreni calcarei consiste nel ridurre la carenza di ferro somministrando chelati di ferro nelle quantità consigliate dal produttore.

Se il terreno è carente di manganese, la cui mancanza si fa sentire in modo particolare per gli ortaggi, con il risultato di farne ingiallire e maculare le foglie, si può rimediare irrorando in primavera il terreno con una soluzione di g 30 di solfato di manganese in 1 10 di acqua.

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