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Come migliorare la qualità del terreno: i fertilizzanti bilanciati

Ogni terreno, pur reso naturalmente fertile dalla decomposizione delle foglie e degli insetti, per poter essere coltivato con un certo successo deve essere accuratamente preparato e concimato con regolarità

Alle piante devono essere regolarmente somministrati fertilizzanti organici e inorganici che, essendo complementari tra loro, sono entrambi necessari per il regolare sviluppo delle piante stesse.

Il letame (fertilizzante organico) è ottenuto mescolando le deiezioni degli animali e le parti di piante di solito usate come lettiera nelle stalle.

Una volta frantumato nel terreno, il letame diventa humus, cioè una sostanza scura e gommosa che serve a legare le particelle sottili di cui è composto il terreno stesso in piccoli grumi, pur creando nella massa complessiva spazi per la circolazione dell’acqua e dell’aria. I batteri presenti nel terreno trasformano poi l’humus in sali minerali che, disciolti dall’acqua, e cosi assorbiti dalle radici delle piante, vengono utilizzati da queste come nutrimento.

I fertilizzanti chimici (inorganici) sono un concentrato dei sali minerali atti a fornire un nutrimento diretto alle piante, ma non contengono humus.

Se a un terreno destinato a coltura intensiva viene somministrato fertilizzante chimico in gran quantità e poco o niente di quello organico, esso si può in breve tempo deteriorare, poiché l’humus presente viene completamente consumato. Se un terreno è sabbioso, il materiale organico è scarso, l’acqua non viene trattenuta e anche le stesse particelle del terreno non risultano legate tra loro; perciò esso, asciugandosi rapidamente, sarà preda dei venti.

Se invece il terreno è argilloso, perdendo progressivamente l’humus, tende a diventare compatto perché, in tale situazione, non c’è niente che possa tenere separate le particelle di cui esso è composto.

Infine, se al terreno è possibile somministrare solo esigue quantità di letame, come spesso avviene nei centri urbani, e non vi si addiziona altro fertilizzante, esso sarà sicuramente carente degli elementi nutritivi necessari per la coltivazione intensiva.

I fertilizzanti completi bilanciati

Delle molte sostanze chimiche nutritive di cui necessitano le piante le più importanti sono l’azoto, il fosforo (sotto forma di fosfati) e il potassio (sotto forma di potassa). Ciascuna di queste sostanze può essere acquistata separatamente, ma i coltivatori di solito preferiscono acquistare fertilizzanti completi che le contengano tutte, come, per esempio, i concimi complessi ternari costituiti da percentuali uguali (da 7 a 10%) di azoto, fosforo e potassio. Gli ingredienti sono il solfato di ammonio, il superfosfato di calcio e il solfato di potassio.

Un altro fertilizzante completo è la miscela base delle composte John Innes, che contiene, finemente macinate, unghie e corna di animali (cornunghia); le percentuali degli elementi sono: 5,1% di azoto, 6,4% di fosforo, 9,7% di potassa.

I fertilizzanti liquidi o in soluzione acquosa, somministrabili direttamente alle radici, sono preparati sia come prodotti nutritivi bilanciati generici, sia come fertilizzanti specifici.

In commercio, esistono anche fertilizzanti specifici per le piante che hanno bisogno in modo particolare di potassa, come per esempio i pomodori e i garofani.

I fertilizzanti completi sono anche venduti sotto forma di fertilizzanti fogliari che, irrorati, sono assorbiti velocemente dalle foglie stesse.

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