Add Me!Close Menu Navigation
Add Me!Open Categories Menu

Come vangare: sistemazione a porsche, uso della vanga, uso del forcone, rastrellatura e giardnaggio senza vangature

Sistemazione a porche

In suoli molto pesanti questo tipo di vangatura può essere molto utile poiché espone agli elementi una superficie molto più ampia. Dividere l’appezzamento in due parti come già detto per lo scavo a scala. Delimitare poi una striscia larga cm 90 all’estremità dell’area da dissodare e aprirvi un fosso largo cm 30. Ammucchiare la terra presso lo scavo finale (a). Quindi lavorare procedendo a ritroso: la palata centrale di terra viene gettata in avanti e capovolta (b); anche le palate laterali verranno capovolte, ma saranno” girate verso l’interno in modo da appoggiare contro quella centrale (c). In questo modo si viene a formare una porca. Ripetere il procedimento (d) lungo la prima striscia, poi delimitarne una seconda che verrà lavorata procedendo in senso inverso e così di seguito finché tutto l’appezzamento non risulterà sistemato a porche.

Uso razionale della vanga

L’arte del vangare si apprende solo con la pratica, ma ci sono regole che le impediscono di trasformarsi in un lavoro massacrante. In primo luogo ricordare che la vanga si tiene in posizione verticale. Un taglio obliquo raggiunge una profondità minore. Affondare la vanga perpendicolarmente per liberare la zolla di terra e sollevarla con minore difficoltà. Fare delle palate piccole che sono più facili da maneggiare. È possibile lavorare il terreno più in fretta facendo numerose palate piccole che non palate più grosse che, seppure minori per numero, stancheranno il giardiniere rapidamente.

In secondo luogo, vangare poco terreno alla volta ma con regolarità. Lavorare una striscia di m 1 al giorno piuttosto di tentare di finire tutto l’appezzamento in una volta sola.

Infine, vangare il terreno solo quando lo si può lavorare facilmente, e pertanto non quando è gelato, coperto di neve o molto bagnato.

Uso del forcone

Nei terreni molto pietrosi o pesanti, difficili da penetrare con la vanga, si può usare il forcone, un attrezzo che è anche prezioso per lavorare il fondo dello scavo nella vangatura doppia e nella sistemazione a porche. Impiegare il forcone per l’intera operazione comporta tuttavia degli svantaggi poiché non è possibile recidere di netto la vegetazione erbacea superficiale e il terreno leggero tende a scivolare tra i rebbi. Lo si usa tuttavia con buoni risultati per lavorare il terreno tra una pianta e l’altra, e, in primavera, per spezzettare la terra che, dopo una prima grossolana vangatura, è rimasta esposta tutto l’inverno all’azione disgregante degli agenti atmosferici.

Rastrellatura

È un’operazione importante di cui tuttavia spesso si abusa. La rastrellatura dovrebbe soprattutto servire a livellare il terreno prima della semina, del trapianto o della messa in opera di materiali da pavimentazione. Certamente il rastrello è anche utile per sminuzzare le zolle di terra, ma facendone eccessivo uso crea una superficie polverosa che si indurirà dopo il primo acquazzone. Usando troppo il rastrello si portano molte pietre in superficie. Come regola generale, è meglio frantumare le zolle con il dorso del forcone. Calpestare quindi il terreno per consolidarlo, e livellarlo con il rastrello quando le particelle sono abbastanza asciutte. Portare il rastrello avanti e indietro con movimenti lunghi e regolari, reggendolo in modo che i denti sfiorino la superficie senza affondarvi. Questo attrezzo serve anche per ricoprire lievemente i semi dopo la semina a spaglio, per colmare i solchi, e infine per raccogliere foglie e altri residui di giardino.

Giardinaggio senza vangature

Alcuni giardinieri ritengono la vangatura dannosa per il terreno poiché disturba l’attività dei batteri e dei lombrichi, e sconvolge l’equilibrio naturale. Preferiscono applicare in superficie spesse pacciamature di composta ben matura, letame o torba, e lasciano ai lombrichi e agli altri organismi il compito di incorporare nel suolo queste sostanze nutritive.

I semi vengono seminati nella composta e quando le piante crescono vengono applicate le pacciamature.

Questa tecnica indubbiamente funziona e fa risparmiare fatica, ma richiede notevoli quantità di composta o letame. La vangatura sarà più laboriosa ma è certamente più economica. Inoltre, da esperimenti fatti è risultato che il rendimento e la qualità di alcuni prodotti sono notevolmente migliori in terreni lavorati fino a cm 90 di profondità. Vangare o non vangare è dunque un problema più a livello filosofico che orticolo.

Rispondi