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Elementi nutritivi per le piante e drenaggio del terreno

Un buon terreno conterrà tutti gli elementi nutritivi necessari per lo sviluppo delle piante. I principali, richiesti in quantità relativamente abbondanti, sono l’azoto, il potassio e il fosforo, cui si aggiungono, in quantità minori, il magnesio, il calcio, lo zolfo, il carbonio, l’idrogeno e l’ossigeno. Gli elementi secondari, o microelementi, sono il ferro, il manganese, il boro, il molibdeno, lo zinco e il rame.

Se manca di uno di questi elementi, la pianta mostra certi sintomi. I più comuni sono i seguenti:

carenza di azoto — crescita lenta e stentata, foglie pallide
carenza di fosfati — crescita stentata con foglie rosse o color porpora
carenza di potassio — foglie giallo chiaro o brune
carenza di magnesio — ingiallimento delle foglie vecchie
carenza di ferro — ingiallimento delle foglie giovani.

Drenaggio del terreno

Acqua e aria sono necessarie nel terreno per consentire alle piante e agli organismi del suolo di prosperare. Se il drenaggio è insufficiente le radici delle piante sono confinate in pochi centimetri di terreno superficiale dove non possono ancorarsi saldamente né spingersi in profondità alla ricerca di sostanze nutritive. La mancanza d’aria inibisce l’assunzione di minerali.

Cause di cattivo drenaggio

La struttura del terreno può essere responsabile di un drenaggio insufficiente. Le particelle di argilla o di limo, di piccole dimensioni e aggregate in masse compatte, possono rendere difficile lo scorrimento dell’acqua. Altri problemi possono creare anche la presenza di una crosta dura nel sottosuolo o una falda freatica alta. La superficie freatica è il livello aldi sotto del quale il terreno è saturo d’acqua. Tale livello è più alto d’inverno che d’estate. Nelle paludi e negli acquitrini la falda freatica può essere allo stesso livello della superficie del terreno, ma, normalmente, si trova a una profondità di m 2-2,5 dalla superficie. Nei terreni dove la presenza di una falda freatica alta impedisce la coltivazione è necessario ricorrere a un sistema di drenaggio artificiale per abbassare il livello dell’acqua.

Drenaggio naturale

In condizioni naturali l’acqua piovana che cade sulla terra si distribuisce in vari modi. Parte scorre sulla superficie, parte viene assorbita dalle radici delle piante per traspirare poi dalle foglie; parte evapora e il resto si scarica attraverso il terreno.

Drenaggio artificiale

È di importanza vitale dove l’aggiunta di sostanza organica, sabbia grossolana e tritume di pietra non basta a migliorare il drenaggio. I terreni argillosi molto pesanti, le zone con una falda freatica troppo altao un sottosuolo impermeabile devono essere provvisti di un drenaggio artificiale per consentire alle piante di crescere bene.

Ritenzione dell’acqua

Se tutta l’acqua piovana filtrasse troppo in fretta fino al livello in cui si scarica liberamente nel suolo, le radici delle piante avrebbero poco tempo per assorbirla. Nella maggior parte dei terreni, tuttavia, l’humus che vi è contenuto agisce come una spugna assorbendo la quantità di acqua necessaria per le esigenze della pianta.

I terreni leggeri, poveri di humus, come quelli ad alto tenore di sabbia o gesso, si asciugano in fretta. L’impiego frequente di sostanza organica ben decomposta — terriccio di foglie, torba e composta— migliora la ritenzione dell’acqua senza creare fenomeni di saturazione in quanto serve a produrre l’humus che agisce da spugna.

Come frantumare la crosta del terreno

Le particelle ricche di elementi come il ferro e l’alluminio formano talvolta uno strato duro, o crosta, che spesso si trova a una profondità di soli cm 30-45. Ciò ostacola il drenaggio, rende difficile lavorare il terreno, impedisce la penetrazione delle radici e frena la crescita delle piante.

Anche le arature continue allo stesso livello e il consolidamento causato dai veicoli possono provocare la formazione di una crosta dura. Se l’appezzamento è piccolo, la si può spezzare usando una mazza e una pesante sbarra di acciaio. Anche una vangatura profonda potrà servire a rompere la crosta formatasi in seguito alla coltivazione. Per aree più vaste usare un aratro-talpa che frantumerà lo strato duro e vi lascerà sotto un canaletto dove l’acqua potrà scolare. Risolto questo problema, lavorare il terreno a livelli diversi perché l’inconveniente non abbia a ripetersi.

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