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Sistemi di drenaggio per il terreno: fossi aperti, dreni interrati, fossi chiusi, pozzetti, cunicoli di scolo

Se un appezzamento di terra ha bisogno di un sistema di drenaggio il giardiniere può scegliere tra numerose alternative.

Fossi aperti

II sistema più economico consiste nello scavare dei fossi che tolgano dal terreno coltivato l’acqua in eccesso, incanalandola verso un pozzetto di scarico o un canale di scolo. I fossi sono particolarmente utili nelle zone pianeggianti e poco elevate dove sarebbe difficile ottenere la pendenza o «caduta» necessaria per un drenaggio con tubi interrati.

Nei terreni con lieve pendenza scavare un fosso all’estremità superiore dell’appezzamento per intercettare l’acqua prima che abbia la possibilità di saturare il terreno più a valle. Scavare un altro fossato, parallelo al primo, ai piedi del pendio per far defluire l’acqua ricevuta dal pendio stesso. Il fosso superiore dovrebbe essere collegato a quello inferiore mediante un altro canale di scolo o con un sistema di tubi di terracotta interrati. Dal fossato inferiore l’acqua si scarica in un pozzetto o in un canale di scolo.

I fossi aperti devono essere scavati come si deve fin dall’inizio, impiegando una scavatrice meccanica o una vanga. Farli profondi cm 90-120 e dare ai lati un’inclinazione di 20-30° per rendere le pareti più stabili. Nei terreni argillosi gli argini sono più solidi che in quelli sabbiosi e potranno perciò essere più ripidi.

Dreni interrati

Questo tipo di drenaggio è costituito di brevi segmenti di tubo in terracotta, o di segmenti più lunghi in materia plastica, posati l’uno di seguito all’altro in una rete di fossati a spina di pesce che vengono poi nuovamente riempiti. I tubi raccolgono l’acqua di scolo e la scaricano in un punto determinato. Quelli di plastica sono perforati, flessibili e si possono curvare per evitare gli ostacoli. Le tubature in cemento costituiscono un’alternativa relativamente economica.

Scavare dei fossi profondi cm 50-90 e larghi circa cm 30, facendo attenzione a mantenere separati il terreno di superficie e il sottosuolo. Dare loro una pendenza del 2,5% per avere la certezza che l’acqua defluisca bene. La distanza tra le tubature laterali (che si innestano nella tubazione principale, al centro) dipenderà dalla natura del suolo — nei terreni argillosi pesanti dovranno essere più vicine che in quelli leggeri. A titolo indicativo, la distanza sarà di m 4,5 nell’argilla, di m 7,5 nel loam e di m 12 nel terreno sabbioso.

La tubazione centrale dovrebbe avere un diametro di cm 10, quelle laterali o sussidiarie di cm 7,5. Posare i tubi sul fondo dello scavo su uno strato di cm 5 di ghiaia grossa o ciottoli, coprirli con altro pietrisco o ghiaia e, infine, con il terreno di superficie. Scartare il sottosuolo. I segmenti di tubo verranno solo accostati l’uno all’altro per permettere all’acqua di filtrare tra gli interstizi. Le tubature laterali dovrebbero innestarsi su quella principale con un angolo di 60 gradi. Coprire i punti di congiunzione con una piastrella per evitare ostruzioni.

Fossi chiusi

Negli appezzamenti di dimensioni ridotte, dove l’impiego di fossi aperti e di dreni interrati si rivelerebbe poco pratico, usare come drenaggio fossi di scolo riempiti di pietrisco. Scavare un solo fossato attraverso l’area da drenare e collegarlo a un pozzo di scarico in un angolo fuori mano. Lo scavo avrà le stesse dimensioni di quelli destinati alla posa dei tubi di drenaggio e un’analoga pendenza. Riempirlo fino a metà di frammenti di laterizi e di pietrisco, sovrapporvi uno strato di ghiaia, uno di zolle erbose capovolte e, infine, ricoprire con il terreno di superficie.

Pozzetti di scarico

Dreni interrati, fossi aperti e chiusi si possono tutti collegare a un pozzo di scarico, qualora non esista un corso d’acqua in cui convogliare le acque di scolo.

Effettuare uno scavo di circa m 1,80 di diametro e profondo almeno altrettanto (le dimensioni del pozzetto di scarico dipenderanno da quelle dell’appezzamento da drenare). Per ottenere migliori risultati rivestirne l’interno di mattoni: servirà a sostenere la parete di terra e a impedire l’interramento del pozzo pur consentendo all’acqua di filtrare. Riempire il pozzetto di frammenti di laterizi o di clinker grossolano, coprire infine con zolle erbose.

Cunicoli di scolo

Vengono realizzati mediante l’impiego di aratri fognatori o aratri-talpa, dotati di una testa d’acciaio a forma di siluro che viene fatta passare nel sottosuolo a una determinata profondità. La «talpa» scava nel sottosuolo un canaletto continuo che permette all’acqua in eccesso di disperdersi. Questo sistema di drenaggio si rivela realmente efficace solo in caso di sottosuolo argilloso dove potrà durare parecchi anni. Disposizione, profondità e pendenza sono identiche a quelle indicate per il sistema a dreni interrati.

Lavorazione

Dove sia stato costruito un sistema di drenaggio sotterraneo è importante tenere sotto controllo la profondità fino alla quale viene lavorato il terreno. Arare o vangare troppo a fondo potrebbe danneggiare il drenaggio dando origine a zone melmose.

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